Poteri dell’amministratore, la costituzione in giudizio senza la preventiva autorizzazione dell’assemblea deve necessariamente essere ratificata

La ratifica dell’operato dell’amministratore, che abbia agito in giudizio senza autorizzazione dell’assemblea, opera ex tunc, sì da paralizzare ogni eventuale vizio di rappresentanza originario. Corte di Cassazione, Sez. I civ. (pres. Didone, rel. Dolmetta), sentenza n. 2514 del 1° febbra Contenuti riservati agli utenti registrati. Effettuare il login

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Fallimento, anche i crediti prededucibili sono liquidati secondo la regola della par condicio creditorum

Costituisce principio non controvertibile che anche il vaglio dei crediti prededucibili non sfugga all’accertamento endoprocessuale, finalizzato alla realizzazione del concorso secondo la regola della par condicio creditorum. L’attrazione al giudizio fallimentare soddisfa esigenze affatto diverse dall’assicurare la liquidazione totale dei beni del fallito, così da soddisfare i creditori, secondo il citato metodo della par condicio, […]

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Ricorso per cassazione, inammissibile se non sono indicati fatti specifici

L’esercizio del potere di diretto esame degli atti del giudizio di merito, riconosciuto al giudice di legittimità ove sia denunciato un “error in procedendo”, presuppone comunque l’ammissibilità del motivo di censura, onde il ricorrente non è dispensato dall’onere di specificare (a pena, appunto, di inammissibilità) il contenuto della critica mossa alla sentenza impugnata, indicando anche […]

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Limiti al ricorso per Cassazione, l’interpretazione delle clausole contrattuali fatta dal giudice di merito non è censurabile

L’interpretazione del contratto è riservata al giudice di merito ed è censurabile in sede di legittimità solo per violazione dei canoni di ermeneutica contrattuale, ovvero per vizi di motivazione. Corte di Cassazione, Sez. III civ. (pres. Travaglino, rel. Scrima), sentenza n. 2319 del 31 gennaio 2018 Contenuti riservati agli utenti registrati. Effettuare il login

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Limiti al ricorso per Cassazione, con “doppia conforme” è inammissibile il vizio di omessa valutazione di un fatto decisivo se sono uguali le ragioni di fatto delle due sentenze

Nel caso di “doppia conforme”, prevista dall’art. 348 ter cpc co. 5, il ricorrente in cassazione – per evitare l’inammissibilità del motivo di cui all’art. 360 cpc n. 5 – deve indicare le ragioni di fatto poste a base, rispettivamente, della decisione di primo grado e della sentenza di rigetto dell’appello, dimostrando che esse sono […]

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