L’assoluzione “perché il fatto non costituisce reato” non ha efficacia di giudicato in sede civile

La sentenza penale di assoluzione con formula “perché il fatto non costituisce reato” non è contemplata dall’art. 652 cpp fra quelle che producono efficacia vincolante extra penale, ivi limitate all’ipotesi dell’assoluzione perché il fatto non sussiste, l’imputato non lo ha commesso o che il fatto è stato compiuto nell’adempimento di un dovere o nell’esercizio di una facoltà legittima. In ogni caso, l’efficacia vincolante del giudicato penale assolutorio è subordinata al fatto che l’accertamento sia avvenuto in modo pieno e non per la mancanza, insufficienza o contraddittorietà della prova.
Tribunale di Modena (Cortelloni M.), sentenza n. 746 dell’8 maggio 2012

L’impegno di eliminare i vizi rende superflua la denuncia nei termini

L’impegno dell’appaltatore-venditore di eliminare i vizi comporta l’assunzione di una nuova obbligazione, sempre di garanzia, autonoma rispetto a quella originaria, svincolata dagli originari termini di decadenza e prescrizione e soggetta al termine decennale di prescrizione ordinaria, configurandosi quale implicito unilaterale riconoscimento dell’esistenza di tali vizi con conseguente superfluità di tempestiva denuncia da parte del committente-acquirente.

Testamento biologico e amministrazione di sostegno “ora per allora”

L’amministratore di sostegno può essere autorizzato, ora per allora, ad esprimere in vece del beneficiario il rifiuto ad idratazione ed alimentazione forzata artificiale nonché a terapie salvifiche invasive nel momento in cui il beneficiario medesimo si venisse eventualmente a trovare in uno stato di incapacità (Nel caso di specie, un soggetto affetto da morbo di parkinson aveva richiesto la nomina di un amministratore di sostegno per l’eventualità di perdita di autocoscienza, onde evitare di subire alcuna forma di accanimento terapeutico, ritenuta contraria alla propria dignità personale).
Tribunale di Modena, Giud. Tutelare Masoni R., 19 dicembre 2008Nota:
In arg. cfr. pure Tribunale di Modena, Giud. Tutelare Dott. Stanzani G., 13 maggio 2008 nonché Tribunale di Modena, Giud. Tutelare Dott. Stanzani G., 5 novembre 2008

La garanzia decennale dell’immobile opera in caso di infiltrazioni d’acqua piovana

Fra i “gravi difetti” di cui all’art. 1669 cc vanno ricompresi, oltre i casi di rovina e di evidente pericolo di rovina parziale o totale dell’edificio, anche quei vizi che, pur non incidendo sulla statica e sulla struttura dell’immobile, pregiudicano in modo grave la funzione cui questo è destinato e ne limitano in modo notevole le possibilità di godimento, o limitano quelle di una frazione dell’edificio stesso, indipendentemente dall’entità della somma di denaro occorrente per la loro eliminazione. Esemplificativamente, rientrano perciò nella previsione della garanzia in parola il crollo o disfacimento del rivestimento esterno dell’edificio, le infiltrazioni di acqua piovana nelle pareti esterne dell’edificio, determinate da carenze di impermealizzaizone, in misura tale da rendere un appartamento inabitabile o di penosa abitazione.
Tribunale di Modena (Saracini E.), sentenza n. 363 del 3 marzo 2010

La differenza tra spedizione e trasporto

La differenza tra il contratto di trasporto e quello di spedizione consiste nel fatto che mentre nel primo il vettore si obbliga ad eseguire il trasporto con i propri mezzi o anche a mezzo di altri, assumendo su di sè i rischi dell’esecuzione, nel secondo, invece, lo spedizioniere si obbliga a concludere con altri, in nome e per conto di chi gli ha dato l’incarico, il contratto di trasporto; con la conseguenza che non è configurabile una responsabilità dello spedizioniere per l’operato dei terzi da lui incaricati del trasporto, a norma dell’art. 1228 cod.civ., in quanto detti terzi non compiono (diversamente dai terzi contemplati in tale norma) un’attività che lo spedizioniere avrebbe dovuto eseguire in proprio, non formando essa oggetto di una sua obbligazione.

Tribunale di Modena (Saracini E.), sentenza n. 571 del 10 aprile 2013

Feb 15

La perdita temporanea del possesso nel pegno

La convenzione di pegno attribuisce al creditore il diritto personale di ottenere (o recuperare) il possesso del bene per costituire il pegno, con la conseguenza che se il creditore perde transitoriamente il possesso del bene oggetti di pegno per ragioni estranee alla sua volontà e comunque poi lo recupera, il diritto di pegno non si estingue e in capo al creditore pignoratizio rimane inalterata la stessa garanzia reale, oggetto della convenzione e della consegna originarie.

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Feb 15

Il mancato rispetto del termine per l’impugnazione della delibera condominiale

Il mancato rispetto del termine di trenta giorni, previsto per l’impugnazione della delibera condominiale annullabile (art. 1137, co. 3, cc), non può essere rilevato d’ufficio ma deve essere tempestivamente eccepito dalla parte.

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Feb 15

I limiti al diritto di cronaca

Vi è legittimo esercizio del diritto di cronaca quando vengano rispettate le seguenti condizioni: a) la verità (oggettiva o anche soltanto putativa purché frutto di un serio e diligente lavoro di ricerca e controllo del giornalista non solo sulla fonte ma anche sulla verità sostanziale) delle notizie; b) la continenza e cioè il rispetto dei requisiti minimi di forma che debbono caratterizzare la cronaca e anche la critica (come ad esempio l’assenza di termini esclusivamente insultanti); c) l’interesse pubblico all’informazione in relazione alla qualità dei soggetti coinvolti, alla materia in discussione o altri caratteri del servizio giornalistico.

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Feb 15

A.T.P. e interruzione della prescrizione

La notifica del ricorso per accertamento tecnico preventivo unitamente al pedissequo decreto di fissazione di udienza determina, ai sensi dell’art. 2943 cc, l’interruzione della prescrizione, che si protrae sino alla conclusione del procedimento, ossia fino al deposito della CTU in Cancelleria.

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Feb 15

Il diritto di protendere i rami verso il fondo vicino non si può acquistare per usucapione

Il diritto di far protendere i rami verso il fondo vicino non può essere acquistato per usucapione, dato che l’art. 896 cc riconosce al proprietario di quel fondo di ottenerne il taglio in ogni tempo.

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