Deducibilità dell’assegno di mantenimento al coniuge: non serve la tracciabilità del pagamento

Per la deduzione dal reddito dell’assegno corrisposto alla moglie in esecuzione dei patti della separazione consensuale tra i coniugi, in base a titolo di formazione giudiziale, tra i coniugi non è richiesta la tracciabilità del pagamento del predetto pagamento essendo sufficiente la quietanza rilasciata dalla moglie.

Commissione Tributaria Provinciale Modena, sez. III (pres. Mottola, rel. Stefani), 4 maggio 2015, n. 414

NOTA:
La stessa Agenzia delle Entrate afferma che ai fini della deducibilità dell’assegno di mantenimento in favore del coniuge i relativi importi “si presumono percepiti, salvo prova contraria, nella misura e alle scadenze risultanti dai relativi titoli, secondo quanto stabilito dall’art. 52, comma 1, lett. c), del TUIR” (Circ. Agenzia Entrate 24 aprile 2015, n. 17/E).

Appalto: la responsabilità ex art. 1669 c.c. ha natura extracontrattuale

La disciplina dell’art. 1669 c.c. si applica non solo nei confronti dell’appaltatore ma anche del progettista, del direttore dei lavori e dello stesso committente che si sia avvalso di detti ausiliari. La relativa responsabilità esula dai limiti del rapporto contrattuale intercorso tra le parti, per assumere la configurazione propria della responsabilità da fatto illecito e le attività dei soggetti suddetti possono concorrere tutte alla produzione del danno con la conseguenza che possono essere chiamati tutti a risarcire il danno integrale.
Trib. Modena, Giud. Rel. Dott. Farolfi A., 30 gennaio 2008

Revocazione di pagamenti: dovuti interessi e rivalutazione monetaria

Sulle somme da restituire a seguito di revocatoria, trattandosi di debito di valore, va disposta la rivalutazione, con gli interessi legali dalla domanda al saldo e la corresponsione degli interessi legali sulla somma rivalutata.
Tribunale di Modena (Pagliani G.), sentenza n. 820 del 17 maggio 2012

Risoluzione del contratto: violazione del termine ed importanza dell’inadempimento

In forza del generale principio enunciato nell’art. 1455 c.c., la violazione del termine d’adempimento può determinare la risoluzione del contratto solo se impedisce la realizzazione delle finalità funzionali del negozio, in relazione alla natura e all’oggetto del medesimo.

App. Bologna, Giud. Dott. De Santis F., 2 luglio 2002

Interdizione, inabilitazione ed amministrazione di sostegno

Ove appaia opportuno trasferire un soggetto privo in tutto od in parte di autonomia (artt. 404 e ss. c.c.) in un ambiente idoneo a fornirgli – rispetto a quello in cui già si trovi – una miglior protezione, all’amministratore di sostegno può essere affidato proprio il compito di studiare, eventualmente con l’ausilio dei medici sanitari che già assistano il beneficiario, possibili soluzioni circa la collocazione del beneficiario stesso presso terzi che gli apprestino l’ausilio di cui necessiti per vivere dignitosamente, tenuto conto delle sue aspirazioni ed esigenze e, quindi, con la minor restrizione dei suoi spazi di libertà individuali e delle scelte che egli sia in grado di manifestare. A collocazione avvenuta, peraltro, si potrà procedere a dettare una disciplina ablativa della capacità di agire del beneficiario, coerente con il nuovo stato di inserimento e con le esigenze che ne deriveranno (Nel caso di specie, l’amministrazione di sostegno riguardava un soggetto poco più che trentenne, ricoverato presso una Casa di Cura, ma di fatto abbandonato dai propri familiari e poco orientato nel tempo e nello spazio perché affetto da scompenso psicotico ebefrenico e da ritardo mentale lieve, perciò ritenuto impossibilitato a compiere, con autonomia cosciente, le scelte basilari di vita. In applicazione del principio di cui in massima, il Giudice Tutelare ha rinviato i provvedimenti ablativi della capacità d’agire all’esito delle verifiche – da effettuarsi per il tramite dell’Amministratore di sostegno a tal fine nominato – circa la possibilità di individuare una diversa collocazione del beneficiario, allo scopo di adattare il provvedimento ablativo stesso al nuovo stato di inserimento ed alle relative necessità del beneficiario).
Trib. Modena, Giud. Tutelare Dott. Stanzani G., 7 febbraio 2005

Feb 13

La rilevanza semi-probatoria della contumacia

La contumacia del convenuto, valutato ogni altro elemento di prova, pur non integrando gli estremi di una “non contestazione” è tuttavia sintomo evidente – ed a ciò valutabile – di completo disinteresse alla causa, atteggiamento questo maggiormente compatibile con il sostanziale riconoscimento delle ragioni creditorie piuttosto che con una contestazione di esse.

Permalink link a questo articolo: http://www.giurisprudenzamodenese.it/?p=2001

Feb 13

La liquidazione del danno da responsabilità processuale aggravata

La liquidazione del danno da responsabilità processuale aggravata (art. 96 cpc) ancorché possa effettuarsi pure d’ufficio, postula pur sempre la prova sia dell’an sia del quantum o almeno la desumibilità di tali elementi dagli atti di causa.

Permalink link a questo articolo: http://www.giurisprudenzamodenese.it/?p=2000

Feb 13

Opposizione a decreto ingiuntivo: le fatture non bastano a provare il credito

La documentazione utile ai fini dell’emissione dell’ingiunzione non esonera l’opposto dal dover dare la prova del credito quando consista in fatture o bolle non sottoscritte dal destinatario per accettazione, così risultando di unilaterale formazione.

Permalink link a questo articolo: http://www.giurisprudenzamodenese.it/?p=1999

Feb 12

Esclusa la responsabilità medica per errore diagnostico se la terapia è comunque corretta

L’errore diagnostico non è idoneo a far sorgere di per sè una responsabilità del medico, per difetto del nesso causale tra condotta e danno, quando sia dimostrato che la diagnosi corretta non avrebbe potuto comportare scelte terapeutiche diverse da quelle effettivamente adottate dal sanitario.

Permalink link a questo articolo: http://www.giurisprudenzamodenese.it/?p=1998

Feb 12

Responsabilità medica e prescrizione del diritto al risarcimento

Alla responsabilità contrattuale del medico per il danno alla persona si applica l’ordinario termine di prescrizione decennale.

Permalink link a questo articolo: http://www.giurisprudenzamodenese.it/?p=1997

Post precedenti «

» Post successivi

Carica ulteriori elementi