Rapporto di causalità o nesso eziologico

Il criterio di responsabilità aquiliana di cui all’art 2043 c.c prevede la necessità di un nesso causale tra la condotta umana colposa dell’autore e l’evento produttivo di danno. Per accertare quindi se la condotta umana sia o meno causa di un determinato evento è necessario effettuare un giudizio prognostico ex ante volto a verificare se la condotta posta in essere era idonea a provocare le conseguenze pregiudizievoli, basando il giudizio su un rapporto di regolarità statistica, in base al quale l’evento appare come conseguenza normale dell’antecedente, prevenibile ed evitabile secondo i criteri di valutazione della diligenza.
Trib. Modena, Giud. Dott.ssa Fabbrini B., 6 giugno 2003

Il limitato valore probatorio (rectius: indiziario) della fattura commerciale

Avuto riguardo alla sua formazione unilaterale, la fattura commerciale -quand’anche annotata nei libri obbligatori- non può assurgere a prova del contratto, ma tutt’al più rappresentare un mero indizio della stipulazione di quest’ultimo e dell’esecuzione della prestazione indicata.
Tribunale di Modena (Di Pasquale R.), sentenza n. 576 del 28 marzo 2012

FGVS ed onere della prova a carico del danneggiato

La disciplina particolare del Fondo Garanzie Vittime della Strada non interferisce con le norme generali in materia di sinistri stradali, con la conseguenza che il danneggiato deve provare che il sinistro si è verificato per la condotta dolosa o colposa del conducente dell’altro veicolo. Siffatta prova può essere fornita anche sulla base di mere tracce ambientali, di dichiarazioni orali, della denuncia dell’incidente alle competenti autorità di polizia, conclusasi con esito negativo circa l’identificazione del veicolo investitore, purchè la vittima abbia tenuto una condotta diligente mediante esaustiva esposizione dei fatti, non essendole invece richiesto di mantenere un comportamento di non comune diligenza ovvero di complessa ed onerosa attuazione, avuto riguardo alle sue condizioni psicofisiche e alle circostanze del caso concreto.

Tribunale di Modena (Italiano C.), sentenza n. 605 del 17 aprile 2013

Valenza probatoria del CID

Il modulo di constatazione amichevole dell’incidente (CID) ha, per il suo sottoscrittore, valore di confessione stragiudiziale dei fatti ivi descritti. Inoltre, l’eventuale successiva contraria dichiarazione del sottoscrittore medesimo non ha alcuna valenza giuridica, posto che, ex art. 2732 c.c., la confessione è irrevocabile, salva la prova che essa sia stata determinata da errore di fatto o da violenza.
Trib. Modena, Giud. Dott. Cifarelli M., n. 1449 del 9 settembre 2004

Le conseguenze del tardivo o mancato deposito del fascicolo di parte

La restituzione del fascicolo di parte, in precedenza ritirato, oltre i termini di cui agli artt. 169 e 190 cpc implica che degli atti presenti nel fascicolo stesso non può tenersi conto ai fini della decisione e la tardività del deposito è rilevabile d’ufficio. In tale ipotesi, il giudice non è esonerato dal dovere di pronunciare nel merito della causa, ma potrà utilizzare ai fini della decisione solo le risultanze istruttorie ritualmente acquisite e gli atti contenuti nel fascicolo dell’altra parte e in quello d’ufficio.

Tribunale di Modena (rel. Di Pasquale R., pres. De Marco E.), sentenza n. 1942 del 6 dicembre 2010

gen 17

L’interesse ad agire

L’interesse ad agire (art. 100 cpc) deve essere concreto ed attuale, e consistere nell’esigenza di ottenere un risultato utile giuridicamente apprezzabile e non conseguibile senza l’intervento del giudice.
Trib. Modena, Giud. Rel. Dott. Farolfi A., 30 gennaio 2008

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gen 17

L’avviso di ricevimento nella notificazione a mezzo posta

Nella notificazione a mezzo posta l’avviso di ricevimento è parte integrante della relazione di notificazione ed ha natura di atto pubblico il quale, ai sensi dell’art. 2700 c.c., fa piena prova della eseguita notificazione e della identità della persona cui è stato consegnato il plico e che ha sottoscritto l’atto.
Trib. Modena, Giud. Rel. Dott. Farolfi A., 30 gennaio 2008

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gen 17

Actio negatoria servitutis e reductio in pristino

L’azione negatoria servitutis può assumere in concreto la valenza di domanda volta ad ottenere la rimessione in pristino dei luoghi ed accompagnarsi a pretese risarcitorie.
Trib. Modena, Giud. Dott. Farolfi A., 7 maggio 2008

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gen 17

La divisione del bene in comunione

Il giudizio divisorio (art. 784 seg. c.p.c.) si scinde in due fasi: una avente ad oggetto l’accertamento del diritto spettante a ciascun partecipante sul bene comune (con conseguente accertamento del diritto alla divisione) e l’altra avente ad oggetto l’attuazione di quel diritto, ossia la concreta trasformazione della situazione di contitolarità in una situazione di dominio esclusivo.

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gen 17

Competenza territoriale e Foro del consumatore

Nelle controversie tra consumatore e professionista, sussiste la competenza territoriale esclusiva del giudice del luogo in cui il consumatore ha la residenza o il domicilio elettivo, presumendosi come vessatoria la clausola che prevedesse una diversa località come sede del foro competente, ancorché coincidente con uno di quelli individuabili sulla base del funzionamento dei vari criteri di collegamento stabiliti dal codice di procedura civile per le controversie nascenti dal contratto.

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