La responsabilità del custode

La responsabilità per danni cagionati da cose in custodia ex art. 2051 c.c. ha carattere oggettivo e, perché possa configurarsi in concreto, è sufficiente che esista il nesso causale tra la cosa in custodia e il danno arrecato, senza che rilevi al riguardo la condotta del custode o l’osservanza o meno dell’obbligo di vigilanza, per cui tale tipo di responsabilità è esclusa solo dal caso fortuito.

Tribunale di Modena (De Marco E.), sentenza n. 1606 del 8 novembre 2010

Diritto bancario: la mancata osservanza del dispositivo di cui all’art 118 TUB comporta la revoca del decreto ingiuntivo opposto

Le variazioni unilaterali dei tassi e delle altre condizioni economiche compiute in corso di rapporto da Istituti di Credito devono ritenersi inefficaci e, pertanto, il decreto ingiuntivo opposto, va revocato, qualora la Banca non abbia rispettato le previsioni contrattuali, ovvero qualora le informazioni contenute nell’estratto conto non siano rispettose del dettato di cui all’art 118 TUB modificato dal luglio 2006.
Tale norma prevede infatti che le modifiche dei tassi, dei prezzi o delle altre condizioni, siano legittime solo se sussista un giustificato motivo e previa comunicazione al cliente, nelle forme di legge, a pena di inefficacia, se le stesse modifiche siano sfavorevoli al cliente. (C.E.)

Tribunale di Modena (Rimondini A.) sentenza n. 11 del 4 Gennaio 2016

Gli obblighi dello spedizioniere

Ai sensi dell’art. 1739 cod. civ., lo spedizioniere è tenuto ad uniformarsi alle istruzioni del committente e, comunque, ad operare nel migliore interesse di quest’ultimo, quanto alle scelte di carattere tecnico ed operativo, relative alla via, al mezzo e alle modalità di trasporto, ma non quanto alle scelte giuridico-commerciali, relative alla regolamentazione del rapporto fra mittente e destinatario e alle modalità più o meno sofisticate di esecuzione dei pagamenti; peraltro, le istruzioni del committente debbono specificare le modalità del comportamento dovuto e rivestire forma idonea a renderne chiaramente percepibile il contenuto ed inequivoca l’obbligatorietà.

Tribunale di Modena (Saracini E.), sentenza n. 571 del 10 aprile 2013

Amministrazione di sostegno e prodigalità

La debolezza comportamentale, che si manifesti attraverso notevoli elargizioni di denaro (nella specie, oltre euro 250mila) in favore di estranei nella inconsistente convinzione di una restituzione (“prima o poi”) del denaro stesso, giustifica la nomina di un amministratore di sostegno che si sostituisca al beneficiario negli atti e/o contratti di natura patrimoniale eccedenti un valore minimo prestabilito (nella specie, euro 150).
 
Trib. Modena, Giud. Tutelare Dott. Stanzani G., 25 maggio 2006 

Prodigalità ed amministrazione di sostegno

La prodigalità, quando assuma natura e carattere patologico, giustifica il ricorso all’amministrazione di sostegno, sempreché i comportamenti di dilapidazione espongano a conseguenze dannose le persone verso cui il beneficiario è responsabile (Nella specie, la beneficiaria – venticinquenne madre di un bambino di due anni nato da una relazione occasionale – aveva sottoscritto diversi contratti di finanziamento ad esclusivo favore di persone cui era legata affettivamente – ex fidanzato e sorella – senza tuttavia rendersi del tutto conto degli effetti pregiudizievoli che tali atti comportavano a carico suo e del figlio, giacché la stessa era titolare di un già modesto reddito da lavoro dipendente. Il Giudice, in applicazione del principio di cui in massima, ed al precipuo fine “di evitare il ripetersi di sottoscrizioni di contratti depauperativi per il patrimonio dell’interessata”, le ha quindi nominato quale amministratore di sostegno una persona estranea all’ambiente familiare “per il compimento degli atti negoziali importanti impegno patrimoniale per un importo superiore ad euro 2.000”).

Trib. Modena, Giud. Tutelare Dott. Masoni R., 20 febbraio 2008

Nota:
In senso conforme, cioè sull’ammissibilità dell’amministrazione di sostegno in ipotesi di condotta prodigale patologica che esponga a rischi di conseguenze dannose le persone verso cui il beneficiario è responsabile, cfr. Trib. Modena, Giudice Tutelare Dott. Stanzani G., 25 settembre 2006.

Feb 23

Costituzione di parte civile e conseguenze dell’estinzione del giudizio in caso di opposizione a decreto ingiuntivo

Il trasferimento dell’azione civile in sede penale (mediante costituzione di parte civile) integra un’ipotesi di rinuncia agli atti rilevabile d’ufficio, con conseguente estinzione dell’intero giudizio ex art. 306 cpc, e, ove si tratti di opposizione a decreto ingiuntivo, il provvedimento monitorio dev’essere comunque revocato nel dichiarare l’estinzione del processo, non trovando nella specie applicazione la disciplina prevista dall’art. 653 co. 1 cpc.
Tribunale di Modena (Saracini E.), sentenza n. 1781 del 9 dicembre 2008
Nota:
Negli stessi termini, Cassazione civile, sez. III, 21 novembre 2006, n. 24746

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Feb 23

Trascrizione della domanda e responsabilità processuale aggravata

La trascrizione di domanda giudiziale, poi rigettata, può fondare la responsabilità processuale aggravata prevista dall’art. 96 cpc, ricorrendone i relativi presupposti di legge.

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Feb 23

La rinuncia alla domanda non richiede accettazione

La rinuncia alla domanda fa cessare ipso facto la materia del contendere senza che sia necessaria l’accettazione della controparte.

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Feb 23

L’astrazione processuale della causa

La promessa di pagamento, al pari della ricognizione di debito, non costituisce autonoma fonte di obbligazione, ma determina un’astrazione meramente processuale della causa debendi, comportante una semplice relevatio ab onere probandi, per la quale il destinatario della promessa è dispensato dall’onere di provare, sub specie facti, l’esistenza del rapporto fondamentale; conseguentemente, in base ai principi generali espressi negli artt. 2727 e 2697 c.c., anche la prova contraria deve riguardare la sussistenza o meno di fatti, costitutivi, modificativi od estintivi del diritto.
Tribunale di Modena (Farolfi A.), sentenza n. 1762 del 2 dicembre 2008

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Feb 22

Il contenuto della sentenza ex art. 2932 cc è strettamente vincolato al preliminare

La sentenza ex art. 2932 c.c. deve necessariamente riprodurre il contenuto del contratto preliminare, senza alcuna possibilità di modifica.

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