Sfratto per morosità (non) grave e inadempimento successivo all’intimazione

Lo sfratto non può essere convalidato se l’inadempimento del conduttore non è grave ex artt. 1453 e 1455 c.c.; tuttavia, una volta convertito il rito, può pronunciarsi risoluzione della locazione avuto riguardo all’inadempimento del conduttore successivo rispetto alla proposizione della domanda, che è in grado di rendere grave un inadempimento che inizialmente non fosse qualificabile per tale (Nella specie, il locatore intimava sfratto a fronte della morosità di un solo mese di canone, sicché il Tribunale non convalidava; disposto il mutamento del rito, l’originario inadempimento si aggravava, dato che il conduttore ometteva il pagamento dei canoni successivi. In applicazione del principio di cui in massima, il Tribunale ha dichiarato risolto il contratto).

Tribunale di Modena (Masoni R.), sentenza n. 582 del 12 aprile 2013

Spese stragiudiziali preparatorie

La liquidazione delle spese legali stragiudiziali preparatorie (cioè quelle relative ad attività stragiudiziale seguita da attività giudiziale) deve avvenire secondo tariffa forense ed è soggetta al regime di cui agli artt. 90 e ss. c.p.c.

Trib. Modena, Giud. Dott. Cifarelli M., 12 giugno 2007

NOTA:
In senso conforme, Cass. n. 12181/2000 e n. 9400/1999.

Separazione giudiziale dei beni per cattiva amministrazione della comunione

La domanda di separazione giudiziale dei beni conseguente a cattiva amministrazione della comunione (art. 193 c.c.) rimane attuale ancorché nelle more del relativo giudizio sia intervenuto lo scioglimento della comunione legale per effetto del passaggio in giudicato della sentenza di separazione dei coniugi, poiché l’effetto di scioglimento conseguente alla separazione personale si verifica ex nunc solo con il passaggio in giudicato della sentenza di separazione o con l’omologa degli accordi di separazione consensuale, mentre la separazione giudiziale dei beni ex art. 193 c.c., retroagisce al giorno in cui è stata proposta la domanda. L’epoca di scioglimento della comunione non è, infatti, priva di conseguenze sull’identificazione dei beni da dividere, attesa la giuridica previsione di varie categorie di beni soggetti a divisione nella misura esistente al momento dello scioglimento della comunione (c.d. comunione de residuo: art. 177, lett. b e c, c.c.; art. 178 c.c.).

Trib. Modena, Giud. Dott. Cifarelli M., 12 novembre 2003

Fallimento e credito in prededuzione

Con riferimento all’ordine di distribuzione delle somme ricavate dalla liquidazione dell’attivo fallimentare (art. 111 Legge Fall.), ai fini del riconoscimento della prededuzione è necessario che il credito sia sorto dopo la dichiarazione di fallimento e che derivi da atti gestori della Procedura stessa, tanto da potersi definire debito della c.d. massa fallimentare.
Trib. Modena, Giud. Rel. Dott.ssa Gherardi A. – Pres. Dott.ssa De Marco E., sentenza n. 928 del 30 maggio 2008

Procura alle liti e mancata certificazione della firma da parte dell’avvocato

La mancata certificazione, da parte del difensore, dell’autografia della firma del proprio assistito, apposta sulla procura ad litem, costituisce una mera irregolarità, che non comporta la nullità della procura stessa, perché tale nullità non è comminata dalla legge, né detta formalità incide sui requisiti indispensabili per il raggiungimento dello scopo dell’atto, individuabile nella formazione del rapporto processuale attraverso la costituzione in giudizio del procuratore nominato, salvo che la controparte non contesti, con valide e specifiche ragioni e prove, l’autografia della firma non autenticata.
Trib. Modena, Giud. Dott. Cigarini R., 10 aprile 2004

gen 17

L’interesse ad agire

L’interesse ad agire (art. 100 cpc) deve essere concreto ed attuale, e consistere nell’esigenza di ottenere un risultato utile giuridicamente apprezzabile e non conseguibile senza l’intervento del giudice.
Trib. Modena, Giud. Rel. Dott. Farolfi A., 30 gennaio 2008

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gen 17

L’avviso di ricevimento nella notificazione a mezzo posta

Nella notificazione a mezzo posta l’avviso di ricevimento è parte integrante della relazione di notificazione ed ha natura di atto pubblico il quale, ai sensi dell’art. 2700 c.c., fa piena prova della eseguita notificazione e della identità della persona cui è stato consegnato il plico e che ha sottoscritto l’atto.
Trib. Modena, Giud. Rel. Dott. Farolfi A., 30 gennaio 2008

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gen 17

Actio negatoria servitutis e reductio in pristino

L’azione negatoria servitutis può assumere in concreto la valenza di domanda volta ad ottenere la rimessione in pristino dei luoghi ed accompagnarsi a pretese risarcitorie.
Trib. Modena, Giud. Dott. Farolfi A., 7 maggio 2008

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gen 17

La divisione del bene in comunione

Il giudizio divisorio (art. 784 seg. c.p.c.) si scinde in due fasi: una avente ad oggetto l’accertamento del diritto spettante a ciascun partecipante sul bene comune (con conseguente accertamento del diritto alla divisione) e l’altra avente ad oggetto l’attuazione di quel diritto, ossia la concreta trasformazione della situazione di contitolarità in una situazione di dominio esclusivo.

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gen 17

Competenza territoriale e Foro del consumatore

Nelle controversie tra consumatore e professionista, sussiste la competenza territoriale esclusiva del giudice del luogo in cui il consumatore ha la residenza o il domicilio elettivo, presumendosi come vessatoria la clausola che prevedesse una diversa località come sede del foro competente, ancorché coincidente con uno di quelli individuabili sulla base del funzionamento dei vari criteri di collegamento stabiliti dal codice di procedura civile per le controversie nascenti dal contratto.

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