Il diritto (in attesa di espansione) del socio alla liquidazione della sua quota

La qualificazione della posizione giuridica attiva del socio recedente quale mera aspettativa (ovvero, mutuando la terminologia dai rapporti del privato con la pubblica amministrazione, diritto in attesa di espansione), evidenzia come egli non goda di un diritto pieno ed assoluto alla liquidazione delle proprie spettanze, all’atto del recesso dalla compagine cooperativa, in caso di incapienza del patrimonio sociale.

Tribunale di Modena (Pagliani G.), sentenza n. 1288 del 31 luglio 2012

Responsabilità decennale degli immobili: natura, legittimazione e competenza territoriale

La domanda di risarcimento dei danni ex art. 1669 cod. civ. configura una ipotesi di responsabilità extracontrattuale, sancita per finalità di interesse generale, quale quella della stabilità, sicurezza e funzionalità degli edifici e della incolumità personale dei cittadini, con la conseguenza che essa può essere proposta non soltanto dal committente e da suoi aventi causa nei confronti dell’appaltatore, ma anche dall’acquirente contro il venditore che abbia costruito l’immobile direttamente. Ne deriva – trattandosi di una azione di responsabilità da fatto illecito – che la competenza per territorio va determinata con riferimento al luogo in cui si sono verificati gli effetti dannosi ed è sorta la relativa obbligazione risarcitoria.

Tribunale di Modena (Saracini E.), sentenza n. 87 del 23 gennaio 2013

La decadenza dalla garanzia per vizi è anche extracontrattuale

La decadenza dalla garanzia per vizi investe qualsiasi azione avente “causa petendi” nel contratto, essendo ammissibile azione extracontrattuale soltanto per fatti diversi da quelli oggetto del regolamento contrattuale.
Tribunale di Modena (Rovatti A.), sentenza n. 152 del 20 gennaio 2012

L’eccezione di compensazione in sede di opposizione all’esecuzione

La compensazione, quale fatto estintivo dell’obbligazione, può essere dedotta come motivo di opposizione all’esecuzione forzata, fondata su titolo esecutivo giudiziale coperto dalla cosa giudicata, qualora il credito fatto valere in compensazione, rispetto a quello per cui si procede, sia sorto successivamente alla formazione di quel titolo, mentre in caso contrario resta preclusa dalla cosa giudicata, che impedisce la proposizione di fatti estintivi od impeditivi ad essa contrari; né ha alcun rilievo il fatto che anche il credito del debitore esecutato sia assistito da titolo esecutivo giudiziale, quest’ultimo non privando di efficacia esecutiva il titolo del creditore esecutante in quanto non vale a estinguerne il credito.

Tribunale di Modena (Gentili C.), sentenza n. 679 del 20 aprile 2011

Servitù e frazionamento del fondo dominante

In tema di servitù prediali, il principio della cosiddetta indivisibilità di cui all’art. 1071 cc comporta, nel caso di frazionamento del fondo dominante, la permanenza del diritto su ogni porzione del medesimo, salve le ipotesi di aggravamento della condizione del fondo servente; poiché tale effetto si determina ex lege al riguardo non occorre alcuna espressa menzione negli atti traslativi attraverso i quali si determina la divisione del fondo dominante, sicché nel silenzio delle parti in mancanza di specifiche clausole dirette ad escludere o limitare il diritto, la servitù continua a gravare sul fondo servente, nella medesima precedente consistenza, a favore di ciascuna di quelle già componenti l’originario unico fondo dominante, ancora considerato alla stregua di un unicum al fini dell’esercizio della servitù, ancorché le singole parti appartengano a diversi proprietari, a nulla rilevando se alcune di queste, per effetto del frazionamento, vengano a trovarsi in posizione di non immediata contiguità con il fondo servente.

Tribunale di Modena (Cifarelli M.), sentenza n. 1708 del 15 novembre 2010

gen 19

L’actio negatoria servitutis non richiede la prova della proprietà

La parte che agisce con l’actio negatoria servitutis non ha l’onere di fornire – come nell’azione di rivendica – la prova rigorosa della proprietà, neppure quando abbia chiesto la cessazione della situazione antigiuridica posta in essere dall’altra parte. È sufficiente, infatti, la dimostrazione con ogni mezzo e anche in via presuntiva, di possedere il fondo in forza di titolo valido. In tale azione, in particolare, la proprietà dell’attore non è oggetto di controversia, e la controversia stessa è limitata al solo accertamento della sussistenza dei diritti vantati dal convenuto.
Tribunale di Modena (Farolfi A.), 7 maggio 2008

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gen 19

Gli effetti dell’actio pauliana

L’azione revocatoria ordinaria o actio pauliana si colloca fra i mezzi di conservazione della garanzia patrimoniale. Se, infatti, l’art. 2740 c.c. destina il patrimonio del debitore a garanzia delle ragioni dei suoi creditori, è evidente come eventuali atti di disposizione posti in essere dal debitore possano produrre l’effetto di frustrare detta garanzia e, verificatosi l’inadempimento, impedire l’esecuzione coattiva sui beni del debitore e con essa la soddisfazione del credito attraverso l’esecuzione forzata in forma generica. Da qui sorge l’interesse dei creditori a porre in essere rimedi processuali che consentano il soddisfacimento dei creditori sui beni usciti dal patrimonio del debitore attraverso il meccanismo della revoca dell’atto lesivo della garanzia o, meglio, dell’inefficacia relativa dell’atto dispositivo, con la conseguenza che il creditore agente in revocatoria potrà soddisfarsi sul bene che ha formato oggetto dell’atto revocato come se lo stesso facesse ancora parte del patrimonio del debitore.
Tribunale di Modena (Farolfi A.), 20 febbraio 2008

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gen 19

Il danno biologico c.d. differenziale

La differenza ontologica tra il risarcimento del danno e indennizzo dell’Inail comporta che non necessariamente debba esservi omogeneità dei parametri valutativi dell’una e dell’altra categoria: sicché non vi è ragione per cui il giudice della responsabilità civile non possa continuare, pur dopo la novella legislativa introdotta da d.lg. 23 febbraio 2000 n. 38 ad applicare i consueti criteri di liquidazione del danno (nella specie del danno biologico) pur in presenza di una fattispecie dannosa comportante l’erogazione di prestazioni da parte dell’Inail. Va perciò riconosciuto al lavoratore infortunato il diritto al risarcimento del danno biologico c.d. differenziale.
Tribunale di Modena (Farolfi A.), 8 febbraio 2008

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gen 19

Il mancato rinnovo del contratto può essere fonte di responsabilità precontrattuale

L’art. 1337 c.c. in tema di responsabilità precontrattuale è suscettibile di applicazione anche con riferimento alle fattispecie di mancato rinnovo del contratto, ove la parte col proprio comportamento ingeneri nella controparte il legittimo affidamento nella prosecuzione del rapporto.

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gen 18

La responsabilità da insidia o trabocchetto

In materia di responsabilità civile, per aversi insidia (o trabocchetto) idonea a configurare la responsabilità della p.a. ai sensi dell’art. 2043 c.c. in caso di verificazione di un incidente, occorre non solo l’oggettiva invisibilità, ma anche l’imprevedibilità del pericolo. La responsabilità della p.a. sussiste per avere colposamente creato -o per non avere eliminato- una situazione oggettivamente pericolosa e soggettivamente imprevedibile.

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