Procedimento divorzile e impresa familiare

Le domande volte all’accertamento dell’esistenza di una azienda coniugale fra coniugi (con conseguente sua divisione ex art. 194 cc) ovvero di una impresa familiare (con conseguente determinazione delle sue spettanze di partecipazione) sono improponibili nell’ambito del giudizio divorzile, che è procedimento soggetto al rito speciale previsto dall’art.4 della legge n°898/70 -caratterizzato da una iniziale fase pre-contenziosa e dal rito camerale in sede di gravame-, ad oggetto vincolato e limitato alla decisione sul divorzio e sulle questioni connesse, in quanto il cumulo di domande soggette a riti diversi in unico processo è dall’art.40 co.3° cpc (nonché dall’art.40 co.4° cpc, che fa evidentemente riferimento alla connessione individuata dal comma precedente) consentito soltanto in caso di connessione qualificata (artt.31, 32, 34, 35 e 36 cpc) e non anche nell’ipotesi di semplice connessione soggettiva di cui all’art.104 cpc, unica nella specie ricorrente, essendo evidente che fra le domande suddette e quella di divorzio l’unica interrelazione è costituita dall’identità delle parti in causa, essendo le rispettive causae petendi del tutto diverse, autonome e distinte.
Trib. Modena, Giud. Rel. Dott. Cifarelli M., 2 aprile 2007

Opposizione a decreto ingiuntivo e domanda riconvenzionale

Nell’ordinario giudizio di cognizione, che si instaura a seguito dell’opposizione a decreto ingiuntivo, l’opposto non può proporre domande diverse da quelle fatte valere con l’ingiunzione e l’inosservanza di tale divieto è rilevabile anche d’ufficio.
Trib. Modena, Giud. Dott. Cifarelli M., 20 aprile 2004

L’amministratore può agire ex art. 1669 cc anche senza autorizzazione condominiale

Ove si verta in ipotesi di azione ex art. 1669 cc (rovina e difetti di coese immobili), la legittimazione dell’amministratore ad agire a tutela dell’intero edificio condominiale sussiste a prescindere dall’autorizzazione dell’assemblea.
Tribunale di Modena (Cividali S.), sentenza n. 627 del 13 maggio 2009

Rito societario ed ordinanze anticipatorie

Gli artt. 186 bis e ter cpc in tema di ordinanze anticipatorie sono incompatibili con il c.d. “rito societario”.

La denuncia di nuova opera

La denuncia di nuova opera ha carattere preventivo in quanto mira ad evitare un danno, e può essere promossa per difendere il possesso ovvero per difendere il diritto di proprietà o un qualsiasi altro diritto reale, quando dall’altrui nuova opera si ha ragione di temere che stia per derivare danno alla cosa che forma oggetto del diritto o del possesso del denunciante, non sia ancora terminata.

Tribunale di Modena (Di Pasquale R.), sentenza n. 27 del 11 gennaio 2011

gen 19

Colpa medica: responsabilità dell’ente ospedaliero

In tema di responsabilità medica, l’ente ospedaliero (pubblico o privato che sia) è responsabile verso il paziente danneggiato per il fatto della struttura stessa (insufficiente o inidonea organizzazione) nonché del personale medico (dipendente e non), del personale ausiliario, e di chi ivi operi in regime libero professionale (cd. attività intramuraria).

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gen 19

La contestazione dell’estratto conto bancario

Il correntista può in ogni tempo contestare gli errori di contabilizzazione anche in caso di mancata impugnazione dell’estratto conto bancario, ovvero a seguito di approvazione tacita o espressa dello stesso ex art. 1832 c.c. (Nella specie, trattavasi di contestazione relativa alla capitalizzazione trimestrale degli interessi).

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gen 19

Alle distanze minime dal confine previste dal Comune non deroga nemmeno l’usucapione

E’ inammissibile l’acquisto per usucapione, a favore del costruttore, del diritto reale di servitù a mantenere la costruzione a distanza inferiore a quella prescritta dagli strumenti urbanistici comunali, in quanto norme dettate a tutela dell’interesse generale (Nella specie, trattavasi del Regolamento Edilizio del Comune di Modena, secondo cui la distanza delle costruzioni dal confine non può essere inferiore a 5 metri).

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gen 19

La condanna al rilascio del bene locato

Il locatore può chiedere la risoluzione del contratto e la condanna al rilascio del bene nei confronti del conduttore anche nel caso in cui al momento della proposizione della domanda detto bene è detenuto da un terzo, in quanto la sentenza di condanna al rilascio ha effetto anche nei confronti del terzo qualora il titolo in base al quale costui occupa l’immobile presuppone quello del conduttore, ovvero, nell’ipotesi di trasferimento a titolo particolare della cosa locata, ai sensi dell’art. 1599 c.c., se il titolo, pur proveniente dal proprietario alienante originario locatore, non risulti opponibile all’acquirente perché privo di data certa anteriore all’alienazione della res locata.

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gen 19

La distribuzione dell’onere probatorio nella responsabilità medica

In tema di responsabilità medica, sotto il profilo dell’onere della prova:
– è a carico del sanitario provare la correttezza del suo operato, secondo i criteri di diligenza prudenza e perizia, con la conseguenza che ove residui incertezza sul suo operato l’inadempimento risulterà accertato in base alla regola dell’onere probatorio;
– è a carico del paziente l’onere della prova del nesso causale, con i criteri della probabilità logica, prova generalmente fornita per presunzioni e mediante prova di fatti secondari (ad es., l’aggravamento della patologia).
Tribunale di Modena (Di Pasquale R.), 13 febbraio 2007

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