La responsabilità del proprietario dell’animale

In tema di danno cagionato da animali, ai sensi dell’art. 2052 c.c., la responsabilità del proprietario dell’animale, prevista dalla suddetta norma, è presunta, fondata non sulla colpa, ma sul rapporto di fatto con l’animale. Ne consegue che, per i danni cagionati dall’animale al terzo, il proprietario risponde in ogni caso e in toto, a meno che non dia la prova del caso fortuito, ossia dell’intervento di un fattore esterno idoneo a interrompere il nesso di causalità tra il comportamento dell’animale e l’evento lesivo, comprensivo anche del fatto del terzo o del fatto colposo del danneggiato che abbia avuto efficacia causale esclusiva nella produzione del danno. Pertanto, se la prova liberatoria richiesta dalla norma non viene fornita, non rimane al giudice che condannare il proprietario dell’animale al risarcimento dei danni per l’intero.

La pronuncia d’ufficio della cessazione della materia del contendere

Anche indipendentemente da una formale rinuncia al giudizio da parte degli interessati, il Giudice deve dare atto d’ufficio della cessazione della materia del contendere, provvedendo altresì sulle spese in base alla c.d. soccombenza virtuale.
Tribunale di Modena (Di Pasquale R.), sentenza n. 811 del 19 maggio 2010

La responsabilità della P.A. per danno da insidia o trabocchetto stradale

In materia di responsabilità civile da manutenzione di strade pubbliche statali, l’insidia o trabocchetto determinante pericolo occulto non è elemento costitutivo dell’illecito aquiliano ex, art. 2043 c.c. sicché della prova della relativa sussistenza non può onerarsi il danneggiato, risultandone altrimenti, a fronte di un correlativo ingiustificato privilegio per la p.a., la posizione inammissibilmente aggravata, in contrasto con il principio cui risulta ispirato l’ordinamento di generale favore per colui che ha subito la lesione di una propria posizione giuridica soggettiva giuridicamente rilevante e tutelata a cagione della condotta dolosa o colposa altrui, che impone a chi questa mantenga di rimuovere o ristorare, laddove non riesca a prevenirlo, il danno inferto. A tale stregua l’insidia o trabocchetto può ritenersi assumere semmai rilievo nell’ambito della prova da parte della p.a. di avere, con lo sforzo diligente adeguato alla natura della cosa e alle circostanze del caso concreto, adottato tutte le misure idonee a prevenire che il bene demaniale presenti per l’utente una situazione di pericolo occulto ed arrechi danno, al fine di far valere la propria mancanza di colpa o, se del caso, il concorso di colpa del danneggiato.

Tribunale di Modena (Pagliani G.), sentenza n. 1040 del 5 luglio 2012

Domanda di cancellazione o riduzione dell’ipoteca e legittimazione attiva

Legittimato attivamente a chiedere la cancellazione o la riduzione dell’ipoteca è il solo proprietario del bene sottoposto al vincolo.
Tribunale di Modena (Gherardi A.), ordinanza del 27 ottobre 2010

Esecuzione forzata: spese legali e interesse al giudizio di merito successivo all’opposizione

In tema di esecuzione forzata, l’interesse all’introduzione del giudizio di merito successivo all’opposizione non può risolversi nella semplice volontà di perseguire l’altrui condanna alle spese, essendo tale scopo diversamente garantito dal sistema riformato, pur in assenza di tale giudizio:
-in favore dell’esecutato opponente che abbia ottenuto la sospensione del processo esecutivo, al momento della pronuncia di estinzione conseguente alla mancata introduzione del giudizio di merito, ex art. 624 co. 3 cpc, per testuale disposto di legge;
-in favore del creditore procedente (e dei creditori intervenuti), in caso di prosecuzione del processo esecutivo, al momento della utile distribuzione, ove le spese relative alla difesa sul ricorso in opposizione potranno essere richieste alla pari di ogni altro costo del processo esecutivo, in base alla regola generale dell’art. 95 cpc, pacificamente estesa anche ai costi relativi ad ogni sua fase incidentale (e, in effetti, nel sistema riformato la fase oppositiva iniziale introdotta dal ricorso al GE è assimilabile ad ogni altro incidente del processo esecutivo).
Tribunale di Modena (Cifarelli M.), sentenza n. 799 del 15 maggio 2012

Feb 13

La rilevanza semi-probatoria della contumacia

La contumacia del convenuto, valutato ogni altro elemento di prova, pur non integrando gli estremi di una “non contestazione” è tuttavia sintomo evidente – ed a ciò valutabile – di completo disinteresse alla causa, atteggiamento questo maggiormente compatibile con il sostanziale riconoscimento delle ragioni creditorie piuttosto che con una contestazione di esse.

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Feb 13

La liquidazione del danno da responsabilità processuale aggravata

La liquidazione del danno da responsabilità processuale aggravata (art. 96 cpc) ancorché possa effettuarsi pure d’ufficio, postula pur sempre la prova sia dell’an sia del quantum o almeno la desumibilità di tali elementi dagli atti di causa.

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Feb 13

Opposizione a decreto ingiuntivo: le fatture non bastano a provare il credito

La documentazione utile ai fini dell’emissione dell’ingiunzione non esonera l’opposto dal dover dare la prova del credito quando consista in fatture o bolle non sottoscritte dal destinatario per accettazione, così risultando di unilaterale formazione.

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Feb 12

Esclusa la responsabilità medica per errore diagnostico se la terapia è comunque corretta

L’errore diagnostico non è idoneo a far sorgere di per sè una responsabilità del medico, per difetto del nesso causale tra condotta e danno, quando sia dimostrato che la diagnosi corretta non avrebbe potuto comportare scelte terapeutiche diverse da quelle effettivamente adottate dal sanitario.

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Feb 12

Responsabilità medica e prescrizione del diritto al risarcimento

Alla responsabilità contrattuale del medico per il danno alla persona si applica l’ordinario termine di prescrizione decennale.

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