L’oggetto del contratto a favore di terzo

In tema di contratto a favore di terzo (art. 1411 cc), non sussistono limiti in ordine alla qualità e al contenuto della prestazione da farsi al terzo, di tal che oggetto di tale schema contrattuale potrebbe essere anche la costituzione di un diritto reale a favore del beneficiario.

Tribunale di Modena (Italiano C.), sentenza n. 1586 del 19 ottobre 2012

L’ATP interrompe la prescrizione

La prescrizione è interrotta, ex art. 2943 cc, dalla proposizione del ricorso per accertamento tecnico preventivo.

Tribunale di Modena (Di Pasquale R.), sentenza n. 1371 del 2 settembre 2011

La regolarità formale non impedisce l’accertamento analitico-induttivo vs. il contribuente appiattito e incoerente

E’ legittimo – anche nel caso di contabilità formalmente regolare – l’accertamento analitico induttivo che trovi la sua fonte di innesco in un continuo appiattimento delle dichiarazioni rispetto agli studi di settore, oltreché in una situazione di protratta non corrispondenza rispetto agli indici di ricarico e infine in un’incoerenza rispetto al valore aggiunto per addetto, innesco che ha permesso all’Ufficio di accertare che il reiterato appiattimento era in realtà dovuto a dati erroneamente inseriti dalla contribuente.

Commissione Tributaria Provinciale Modena, sez. II (pres. e rel. Bruschetta), 27 maggio 2014, n. 331

La tutela reale del marchio

La tutela reale del marchio consente al suo titolare di vietare l’adozione a terzi di segni identici o simili al proprio, a condizione che tale somiglianza od identità, unita all’identità o affinità fra i prodotti o servizi, determini un rischio di confusione per il pubblico, inteso anche quale rischio di associazione fra i due segni (art.1 lett. b Regio Decreto n°929 del 21 giugno 1942, ovvero legge marchi). I presupposti minimi di tale tutela sono dunque rappresentati dalla somiglianza dei segni, dall’affinità dei prodotti o servizi offerti e dall’esistenza astratta del rischio di confusione.

Trib. Modena, Giud. Dott. Cifarelli M., 27 febbraio 2003

gen 20

Notifiche a mezzo posta ed art. 140 cpc

Le disposizioni dettate in tema di notificazione a mezzo del servizio postale si applicano, a norma dell’art. 10 legge n. 890 del 1982, alle comunicazioni a mezzo di lettera raccomandata effettuate dall’ufficiale giudiziario e connesse con la notificazione di atti giudiziari solo previa verifica di compatibilità. Ne consegue che, alla raccomandata con la quale l’ufficiale giudiziario, in ipotesi di notifica a persona irreperibile, dà notizia del compimento delle operazioni previste dall’art. 140 c.p.c., non è applicabile la disciplina prevista dall’art. 8 legge n. 890 cit., atteso che, nella notificazione a mezzo del servizio postale, il piego che viene depositato presso l’ufficio postale ed eventualmente resta ivi in giacenza per un tempo ritenuto non congruo dal giudice delle leggi contiene proprio l’atto da notificare, mentre, nell’ipotesi prevista dall’art. 140 c.p.c., il piego in giacenza non contiene tale atto, bensì l’avviso che lo stesso è depositato presso la casa comunale.Tribunale di Modena (Farolfi A.), 12 febbraio 2008

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gen 20

L’eccezione di prescrizione non avvantaggia i terzi

L’eccezione di prescrizione è eccezione personale che – in caso di processo con pluralità di parti – non si comunica agli altri convenuti che non l’abbiano sollevata.
Tribunale di Modena (Farolfi A.), 30 gennaio 2008

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gen 20

La legittimazione ad agire è condizione dell’azione

La legittimazione ad agire costituisce una condizione dell’azione, una condizione cioè per ottenere dal giudice una qualsiasi decisione di merito, la cui esistenza è da riscontrare esclusivamente alla luce della fattispecie giuridica prospettata dall’attore, prescindendo cioè dalla effettiva titolarità del rapporto dedotto in causa, onde appartiene al merito della causa, concernendo la fondatezza della pretesa, l’accertamento in concreto se l’attore e il convenuto siano, dal lato attivo o passivo, effettivamente titolari del rapporto fatto valere in giudizio.
Tribunale di Modena (Farolfi A.), 30 gennaio 2008

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gen 20

Colpa medica ed interventi di speciale difficoltà

Se la prestazione sanitaria implica la soluzione di problemi tecnici di speciale difficoltà, sussiste responsabilità medica solo nel caso di dolo o colpa grave. Va rilevato, tuttavia, che sussistono “problemi tecnici di speciale difficoltà” solo in caso di operazioni di carattere eccezionale, per non essere stata ancora studiata o sperimentata la tecnica o per essere stata oggetto di dibattiti scientifici con sperimentazione di sistemi diagnostici e terapeutici diversi ed incompatibili.
Tribunale di Modena (Di Pasquale R.), 6 maggio 2008

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gen 19

I presupposti per la sospensione del processo civile

L’art. 295 c.p.c., laddove prevede la sospensione del processo civile quando la decisione “dipenda” dalla definizione di altra causa, allude ad un vincolo di stretta ed effettiva conseguenzialità fra due emanande statuizioni e, quindi, in coerenza con l’obiettivo di evitare un conflitto fra giudicati, non ad un mero collegamento fra le dette statuizioni, per l’esistenza di una coincidenza od analogia di riscontri fattuali o di quesiti in diritto da risolvere per la loro adozione, bensì ad un collegamento per cui l’altro giudizio (in questo caso penale), oltre ad essere pendente in concreto ed a coinvolgere le stesse parti, investa una questione di carattere pregiudiziale, cioè un indispensabile antecedente logico-giuridico, la soluzione del quale pregiudichi in tutto od in parte l’esito della causa civile da sospendere.

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