Definizione
La buona fede è un principio generale dell’ordinamento giuridico che opera in due accezioni fondamentali: come buona fede soggettiva, ossia l’ignoranza di ledere l’altrui diritto (rilevante nel possesso, nell’acquisto dei beni mobili, nella trascrizione); e come buona fede oggettiva (o correttezza), ossia il dovere di comportarsi secondo lealtà e reciproca cooperazione nell’ambito dei rapporti obbligatori e contrattuali.
Disciplina normativa
La buona fede oggettiva permea l’intero rapporto obbligatorio. L’art. 1175 c.c. impone al debitore e al creditore di comportarsi secondo le regole della correttezza. L’art. 1337 c.c. stabilisce che le parti, nello svolgimento delle trattative e nella formazione del contratto, devono comportarsi secondo buona fede; la violazione di tale obbligo dà luogo a responsabilità precontrattuale. L’art. 1338 c.c. prevede l’obbligo di comunicare alla controparte le cause di invalidità del contratto conosciute o conoscibili.
In fase esecutiva, l’art. 1375 c.c. prescrive che il contratto deve essere eseguito secondo buona fede. Tale clausola generale opera come fonte di integrazione del contratto ai sensi dell’art. 1374 c.c., imponendo alle parti obblighi ulteriori rispetto a quelli espressamente pattuiti, quali obblighi di protezione, di informazione e di cooperazione. La buona fede esecutiva costituisce altresì parametro per valutare l’abuso del diritto e l’exceptio doli generalis.
Nella fase interpretativa, l’art. 1366 c.c. dispone che il contratto deve essere interpretato secondo buona fede, intesa come criterio oggettivo di significazione del regolamento negoziale. Il principio di buona fede interpretativa impone di attribuire al contratto il significato che ciascuna parte poteva ragionevolmente attendersi secondo l’affidamento suscitato dalla condotta dell’altra.
La buona fede soggettiva rileva in molteplici istituti: nel possesso, l’art. 1147 c.c. definisce possessore di buona fede chi possiede ignorando di ledere l’altrui diritto; nell’acquisto dei beni mobili, l’art. 1153 c.c. attribuisce effetto acquisitivo al possesso in buona fede; nella trascrizione, l’art. 2644 c.c. tutela il terzo che ha trascritto il proprio acquisto in buona fede.
Aspetti processuali
La buona fede soggettiva si presume fino a prova contraria ai sensi dell’art. 1147, comma 3, c.c. La buona fede oggettiva, quale clausola generale, è rilevabile anche d’ufficio dal giudice e non è soggetta ad eccezione di parte. La violazione della buona fede contrattuale può fondare domande risarcitorie sia per responsabilità contrattuale sia per responsabilità precontrattuale, con onere della prova distribuito secondo le regole ordinarie: il creditore deve provare il fatto costitutivo della pretesa, il debitore la conformità della propria condotta ai canoni di buona fede.
Giurisprudenza modenese
- Esecuzione del contratto e abuso del diritto
- Il potere di risolvere di diritto il contratto avvalendosi della clausola risolutiva espressa è necessariamente governato dal principio di buona fede
- I presupposti del c.d. abuso del diritto
- L’abuso del diritto non presuppone una violazione in senso formale
- Il comportamento formalmente legittimo ma contrario a buona fede costituisce abuso del diritto
- Abuso del diritto: fino a che punto ciascuna parte deve salvaguardare gli interessi dell’altra?
- Contratto autonomo di garanzia: l’”exceptio doli generalis”
- Buona fede contrattuale – Offerta di pagamento e rifiuto del creditore – Illegittimità del ricorso monitorio
- Inadempimento dell’acquirente – Condotta contraria a buona fede – Mancata prova di giustificazioni legittime
- Buona fede contrattuale – Nessun obbligo per il locatore di autorizzare la coabitazione per difficoltà economiche
- Buona fede oggettiva – Funzione integrativa del contratto
- Buona fede dell’autore della violazione – Irrilevanza ai fini dell’esclusione della responsabilità
- Buona fede nelle sanzioni amministrative — Presupposti per l’esclusione della responsabilità
- Usucapione — Presunzione dell’animus e irrilevanza della buona fede
- Interposizione reale di persona — Inopponibilità degli accordi interni ai terzi acquirenti in buona fede
- Contratto di appalto con cessione del credito fiscale – condizione risolutiva e obbligo di buona fede dell’appaltatore
- Preliminare di vendita di immobile da costruire – Nullità di protezione ex D.Lgs. 122/2005 – Inapplicabilità dopo l’ultimazione dei lavori in assenza di insolvenza del venditore – Buona fede oggettiva
- Fornitura di software personalizzato – Risoluzione per inadempimento – Contestazioni generiche insufficienti – Buona fede contrattuale – Inadempimento di scarsa importanza – Diritto al corrispettivo
- Clausola risolutiva espressa — Limiti di operatività in presenza di tolleranza pregressa del locatore e principio di buona fede