Definizione
Il tuziorismo (dal latino tutior, più sicuro) è l’atteggiamento di estrema cautela con cui un soggetto, di fronte a una scelta fra più condotte giuridicamente ammissibili, adotta quella che, pur non essendo strettamente necessaria, appare più idonea a evitare rischi di invalidità, inefficacia o responsabilità. Nel lessico giuridico indica una condotta prudenziale, talora ridondante, volta ad assicurare il risultato voluto.
Tuziorismo processuale
Nel processo, il tuziorismo si traduce nel compimento di attività non strettamente dovute, ma funzionali a prevenire eccezioni avversarie o rilievi d’ufficio: ad esempio, la proposizione di domande o eccezioni in via subordinata (c.d. ragioni tuzioristiche), l’impugnazione incidentale condizionata, la produzione documentale anche oltre i termini consigliati, la rinnovazione di notifiche effettuate in modo astrattamente valido. L’espressione “ad abundantiam” o “in via meramente tuzioristica” ricorre frequentemente negli atti difensivi.
Tuziorismo sostanziale
Anche fuori dal processo, il tuziorismo è la scelta prudenziale di forme più rigorose o adempimenti ulteriori rispetto al minimo richiesto dalla legge: ad esempio, la stipulazione per atto pubblico di un contratto per cui sarebbe sufficiente la scrittura privata, o l’invio di una diffida ad adempiere pur in presenza di una clausola risolutiva espressa. È atteggiamento tipico del professionista che opera in contesti di incertezza normativa o giurisprudenziale.
Rilievo critico
Se da un lato il tuziorismo può rafforzare la posizione giuridica della parte e prevenire contenziosi, dall’altro può condurre a eccessiva formalizzazione, duplicazione di attività e aggravio di costi. La giurisprudenza talora sanziona il tuziorismo eccessivo, ad esempio ritenendo non dovuti i compensi per attività meramente tuzioristiche e non indispensabili alla difesa.