Omessa notifica del decreto ingiuntivo e rimessione in termini ex art. 184 bis cpc

Gli artt. 184 bis e 644 c.p.c. escludono, con disciplina che non contrasta con gli artt. 3 e 24 Cost., che il creditore che notifichi tardivamente il decreto ingiuntivo per causa non imputabile possa ottenere la rimessione in termini (Nel caso di specie, adducendo l’omessa notifica del decreto ingiuntivo per inerzia asseritamente imputabile all’Ufficiale Giudiziario, il ricorrente proponeva istanza di rimessione in termini, che – in forza del principio di cui in massima – è stata appunto rigettata).

Trib. Modena, Giud. Dott. Pagliani G., 9 luglio 2008

NOTA:
In senso conforme, Trib. Modena, Giud. Dott. Pagliani G., n. 1229 del 20 giugno 2005

Sulla risarcibilità iure hereditario del danno biologico

Nel caso in cui la morte sia sopraggiunta dopo soli sei giorni dal sinistro, peraltro trascorsi dalla vittima in stato di coma, non si ravvisa la sussistenza di un pregiudizio sia biologico che morale patito dalla vittima trasmissibile agli eredi.
Tribunale di Modena (Di Pasquale R.), 5 ottobre 2004

La società estinta non può impugnare un avviso di accertamento perché privo di effetti

E’ inammissibile il ricorso della società estinta (cancellata dal registro delle imprese) avverso un avviso di accertamento ad essa intestato in quanto proposto da soggetto inesistente nei confronti di un provvedimento impositivo privo di effetti.

Commissione Tributaria Provinciale di Modena, sez. II (pres.  Pederiali, rel. Bianchi), 16 gennaio 2012, n. 17

Il voto del socio amministratore sul proprio compenso

Non versa in conflitto di interessi il socio amministratore che vota il proprio compenso, a meno che il compenso deliberato sia sproporzionato e quindi tale da perseguire interessi extrasociali o sia comunque di danno alla società (Nella specie, a fronte di un fatturato sociale di € 2.000.000,00 circa, non è stata considerata eccessiva l’attribuzione di un compenso netto di € 2.900,00 mensili a ciascun socio amministratore).

Tribunale di Modena (rel. Bruschetta E., pres. De Marco E.), sentenza n. 1875 del 29 novembre 2010

Vendita di autoveicoli: la funzione della trascrizione al PRA

La trascrizione dell’atto di trasferimento di un autoveicolo nel Pubblico Registro Automobilistico – P.R.A. (art. 6 RDL n. 436/1927) non costituisce requisito di validità o efficacia del trasferimento medesimo, ma configura solo un mezzo di pubblicità inteso a dirimere gli eventuali conflitti tra più aventi causa del medeisimo venditore.

lug 29

Sanzioni amministrative: la contestazione deve essere immediata

In tema di sanzioni amministrative, la contestazione al trasgressore deve essere immediata, a pena di nullità (art. 14 L. n. 689/1981). E’ comunque possibile sanare la detta omissione con la successiva notificazione, nei termini, della violazione stessa al trasgressore, che non ha tuttavia l’onere di prenderne cognizione attraverso l’esercizio di una richiesta di accesso agli atti.
Tribunale di Modena (Sanguanini M.), sentenza n. 639 del 20 maggio 2009

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lug 28

Recesso del socio e impugnazione della delibera sociale

Il socio efficacemente receduto può comunque impugnare la delibera sociale (nella specie: di approvazione del bilancio), ove prospetti di avere interesse (art. 100 cpc) ad evitare un danno patrimoniale.
Tribunale di Modena (Bruschetta E.), sentenza n. 762 del 3 giugno 2009

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lug 28

Opposizione a decreto ingiuntivo e fallimento del debitore ingiunto

In caso di dichiarazione di fallimento intervenuta nelle more del giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo proposto dal debitore ingiunto poi fallito, il curatore non è tenuto a riassumere il giudizio di opposizione perché, se il creditore vuol far valere il titolo nei confronti del fallimento, deve far accertare il proprio credito ai sensi dell’art. 52 l. fall., mediante la procedura di accertamento del passivo, non essendo il decreto ingiuntivo equiparabile alle sentenze non ancora passate in giudicato e non trovando, quindi, applicazione l’eccezione al principio dell’accertamento concorsuale dettata dall’art. 95 stessa legge. Sussiste invece l’interesse del fallito, il quale perde la capacità processuale solo per i rapporti patrimoniali compresi nel fallimento, a riassumere il processo, per evitare che gli effetti ex art. 653 c.p.c. si verifichino nei suoi confronti e gli possano essere opposti quando tornerà “in bonis”.
Tribunale di Modena (rel. Di Pasquale R., pres. De Marco E.), sentenza n. 649 del 18 maggio 2009

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lug 27

L’onere di contestare i fatti avversari è soggetto a (implicita) preclusione processuale

Il convenuto ha l’onere (ex art. 167 c.p.c.) di prendere posizione sui fatti costitutivi del diritto preteso dalla controparte, sicché una sua generica opposizione all’altrui domanda (nella specie: “si contesta integralmente quanto avversariamente dedotto”) equivale ad assenza di contestazione. Inoltre, in forza di una preclusione non scritta ma ricavabile dal sistema, la parte che non abbia negato quei fatti già con la comparsa di costituzione, dovrà ritenersi decaduta e non potrà più farlo una volta esaurita la fase processuale dedicata alla formazione del thema decidendum.
Tribunale di Modena (Cifarelli M.), sentenza n. 763 del 3 giugno 2009
NOTA:
Sull’onere di contestazione cfr. pure:
– Tribunale di Modena (Farolfi A.), sentenza n. 1782 del 9 dicembre 2008
– Tribunale di Modena (Farolfi A.), 14 giugno 2007
– Tribunale di Modena (Farolfi A.), 10 maggio 2007
– Appello Bologna (rel. De Santis F.), 19 novembre 2004
– Tribunale di Modena (Cifarelli M.), 20 aprile 2004
Si ricorda, infine, che la L. n. 69/2009 ha, da un lato, modificato l’art. 115 cpc senza tuttavia prevedere, dall’altro lato, una preclusione processuale esplicita nell’art. 167 cpc, sicché il principio di cui in massima deve ritenersi tuttora (e vieppiù) attuale.

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lug 27

La qualità di consumatore dev’essere chiaramente dedotta dalla parte

L’applicazione delle norme di tutela del consumatore, se non richiedono una dimostrazione positiva di tale qualità da parte del soggetto ritenutosi debole nella contrattazione, peraltro impone una deduzione chiara, pur se non soggetta a forme solenni, di tale qualità, da effettuarsi in limine litis.
Tribunale di Modena (Farolfi A.), sentenza n. 654 del 19 maggio 2009

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