T-Red ai semafori e taratura periodica obbligatoria

L’apparecchiatura elettronica T-Red, capace di accertare attraversamenti con luce semaforica rossa, non necessita di taratura periodica obbligatoria.
Giudice di Pace di Vignola, Dott. Casadei E., n. 112 del 15 aprile 2008

Sinistri stradali: risarcimento del danno e acconti

L’art. 1194 c.c. (che prescrive di imputare i pagamenti parziali prima agli interessi, e quindi al capitale) è stato dettato con riferimento alle obbligazioni pecuniarie, e non trova applicazione in materia di risarcimento del danno derivante da atto illecito.
Tribunale di Modena (Di Pasquale R.), sentenza n. 1680 del 18 novembre 2009

Procedimento cautelare ante causam e pronuncia sulle spese

Pur in assenza di una previsione normativa espressa, deve ritenersi che, in conseguenza dell’introduzione nel sistema normativo del principio c.d. della strumentalità attenuata (che per i provvedimenti cautelari anticipatori rende non più doveroso, ma solamente facoltativo, l’inizio del giudizio di merito: art. 669 octies, co. 6, c.p.c.), la pronuncia sulle spese relative a ricorso cautelare urgente (oltre “agli altri provvedimenti cautelari idonei ad anticipare gli effetti della sentenza di merito”) avanzato prima dell’inizio della causa di merito, sia indefettibile – oltreché in ipotesi di rigetto dell’istanza (art. 669 septies c.p.c.) – anche in caso di suo accoglimento, essendo incerto, in quest’ultima ipotesi, se il giudizio di merito seguirà. In mancanza di pronunzia sulle spese, infatti, la parte vincitrice, ove il giudizio di merito non seguisse, non sarebbe ripagata per il dispendio di attività processuale sostenuto, con sostanziale violazione dell’art. 91 c.p.c. e con preterizione del principio di soccombenza, salvo iniziare – con diseconomia processuale – un nuovo ed autonomo giudizio ordinario di cognizione avente, appunto, ad oggetto la liquidazione delle spese della procedura non liquidate in sede cautelare.

Trib. Modena, Giud. Dott. Masoni R., 26 aprile 2006

Danno cagionato da animali e rispettivo onere della prova

La responsabilità ex art. 2052 c.c. del proprietario dell’animale (o dell’utilizzatore che se ne serva in modo autonomo, tale da escludere l’ingerenza del proprietario nel governo dell’animale) postula il nesso causale tra il fatto dell’animale medesimo ed il danno subito dall’attore, il quale, pertanto, al fine di far valere detta responsabilità, è tenuto a provare la sussistenza di tale nesso. Solo a seguito di siffatta dimostrazione, il convenuto è tenuto, per sottrarsi alla responsabilità ex art. 2052 c.c. – la quale è presunta, e prescinde, pertanto, dalla sussistenza della colpa – a fornire la prova del caso fortuito, costituito da un fattore esterno, che può consistere anche nel fatto del terzo, o nella colpa del danneggiato, ma che deve comunque presentare i caratteri della imprevedibilità, inevitabilità e assoluta eccezionalità. Detta imprevedibilità, ai fini della individuazione del caso fortuito, opera sotto il profilo oggettivo, nel senso di accertare l’eccezionalità del fattore esterno, e non già come elemento idoneo ad escludere la colpa del proprietario, che, per quanto precisato, è irrilevante a detti fini.

Trib. Modena, Giud. Dott. Farolfi A., 18 novembre 2003

Rappresentanza e conflitto di interessi

Ai fini della sussistenza del conflitto di interessi rilevante ai sensi dell’art. 1394 cc è sufficiente che il rappresentante ponga in essere un negozio giuridico da cui possa scaturire anche un danno potenziale, mentre al contrario non è necessaria la dimostrazione del danno effettivo prodotto dal negozio giuridico contestato.
Tribunale di Modena (Salvatore E.), 29 ottobre 1999

ott 13

Pagamento effettuato dal debitor debitoris dopo il pignoramento presso terzi

Nell’ambito della procedura esecutiva di cui all’art. 543 cpc e ss., non può chiedersi l’assegnazione del credito bensì l’accertamento di cui all’art. 548 cpc, qualora la dichiarazione del terzo sia negativa perché il terzo medesimo dica di aver pagato il debito dopo il pignoramento, poiché tale dichiarazione (a prescindere dalla sua legittimità) si risolve nel rifiuto di riconoscersi debitor debitoris.
Tribunale di Modena (Rovatti A.), sentenza n. 1283 del 16 settembre 2009

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ott 13

La domanda riconvenzionale (“trasversale”) proposta da un convenuto nei confronti di altro convenuto

La domanda proposta da un convenuto nei confronti di altro convenuto (c.d. domanda riconvenzionale “trasversale”) esige la contestuale richiesta di chiamata in causa e la fissazione di un’udienza ad hoc, onde consentire di citare il terzo (pur se già parte in qualità di convenuto pure citato dall’attore) nel rispetto del termine di comparizione di cui all’art. 163 bis cpc, in forza del combinato disposto degli artt. 271 e 269 co. 3 cpc.
Tribunale di Modena (Cigarini R.), decreto del 26 aprile 2007
NOTA
Nello stesso (garantista) senso espresso in massima, si è pronunciato Tribunale Torino, 16 marzo 1999. Ritengono invece sufficiente che la domanda de qua sia spiegata nella comparsa di costituzione e risposta (depositata nel rispetto del termine legale di costituzione), senza che occorra null’altro: Cassazione civile, sez. III, 17 marzo 1990, n. 2238; Tribunale Milano, 19 giugno 1997; Tribunale Napoli, 20 settembre 2001.

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ott 13

Black list: la prova della convenienza economica degli acquisti

La convenienza economica degli acquisti da imprese residenti in paesi a fiscalità privilegiata – della cui prova è onerata l’impresa che intende dedurne i costi – non può essere circoscritta esclusivamente al prezzo praticato per ciascun articolo ma è un concetto che comprende un insieme di elementi che l’imprenditore, nell’ambito della propria discrezionalità, può ritenere economicamente determinanti indipendentemente dal prezzo di acquisto quali, ad esempio, la qualità e la quantità dei prodotti forniti, i tempi, le modalità e la puntualità della consegna.
Commissione Tributaria Provinciale di Modena, sez. I (Pres. De Marco, Rel. Previdi), 3 novembre 2008, n. 174

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ott 12

La solidarietà attiva è l’eccezione

La solidarietà attiva (art. 1292 cc) costituisce l’eccezione, e ricorre perciò solo ove espressamente prevista (Nella specie trattavasi di credito riconosciuto con sentenza, che tuttavia nulla prevedeva in tal senso).
Tribunale di Modena (Rovatti A.), sentenza n. 1306 del 17 settembre 2009

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ott 12

Separazione dei coniugi: un’ipotesi di revoca dell’assegnazione della casa coniugale

Ai sensi dell’art. 155 quater co. 1 cc, il diritto al godimento della casa coniugale viene meno qualora, tra l’altro, l’assegnatario cessi volontariamente di abitarvi, senza che a tal fine rilevi l’intenzione dei coniugi di procedere all’alienazione a terzi dell’immobile stesso, secondo quanto eventualmente concordato in sede di separazione (Nel caso di specie, il coniuge assegnatario dell’immobile era andato ad abitare, unitamente alla prole minorenne, con un nuovo partner. In applicazione del principio di cui in massima, il Tribunale, dall’altro coniuge adito con ricorso per la modifica delle condizioni di separazione, ha accolto la domanda abrogando il provvedimento di assegnazione della casa familiare).
Tribunale di Modena (rel. Pagliani G., pres. Stanzani G.), decreto dell’8 ottobre 2009

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