La responsabilità processuale delle parti che stipulano contratti causidici

Può disporsi la compensazione integrale delle spese tra le parti che abbiano regolato in modo confuso e non chiaro i rispettivi diritti sostanziali, dando così luogo ad una controversia di cui sono in pari grado responsabili e che avrebbero potuto altrimenti evitare.

Tribunale di Modena (Rovatti A.), sentenza n. 247 del 21 febbraio 2011

Condanna generica in sede penale e prescrizione della successiva quantificazione in sede civile

Qualora il giudizio penale si sia concluso con una sentenza contenente anche la condanna generica al risarcimento dei danni a carico del responsabile civile ed in favore del danneggiato costituitosi parte civile, la successiva azione volta alla quantificazione del danno è soggetta al termine decennale di prescrizione, ai sensi dell’art. 2953 cc, con decorrenza dalla data in cui la sentenza di condanna sia divenuta irrevocabile, e non al termine di prescrizione di cui all’art. 2947 co. 3 cc, atteso che la pronuncia di condanna generica, pur difettando dell’attitudine all’esecuzione forzata, costituisce una statuizione autonoma contenente l’accertamento dell’obbligo risarcitorio in via strumentale rispetto alla successiva determinazione del quantum.

Tribunale di Modena (Pagliani G.), sentenza n. 752 del 9 maggio 2011

La quantificazione del danno da occupazione abusiva di immobile

In caso di occupazione sine titulo di un cespite immobiliare altrui, il danno subito dal proprietario è in re ipsa, discendendo dalla perdita della disponibilità del bene e dall’impossibilità di conseguire l’utilità anche solo potenzialmente ricavabile dal bene stesso, con la precisazione che in tal caso l’ammontare del risarcimento del danno può essere determinato facendo riferimento al c.d. danno figurativo e quindi al valore locativo del cespite (Nella specie, in applicazione del riferito principio, il danno è stato liquidato in euro mille per ciascuno dei quattro anni di occupazione abusiva).

Consumazione del matrimonio e coabitazione dei coniugi

In assenza di coabitazione dopo il matrimonio, la consumazione non può essere presunta e la parte che l’abbia dedotta come causa di divorzio (art. 3, co. 2, lett. f), L. n. 898/1970) non ha l’onere di fornire la prova di tale circostanza negativa, dovendo appunto in tal caso presumersi l’inconsumazione, senza che peraltro a tal fine rilevi la circostanza che i coniugi avessero già un figlio prima del matrimonio, giacché il concepimento potrebbe essere avvenuto senza l’atto di consumazione, che non deve essere considerata sotto l’aspetto meramente naturalistico. In buona sostanza, il presupposto per l’accoglimento della domanda di divorzio per in consumazione è dato dalla circostanza della mancanza di coabitazione dopo le nozze e dell’inesistenza – la cui prova può avvenire anche attraverso presunzioni – di una unione fisica tra i coniugi dopo il matrimonio. (Nel caso di specie era stato provato per testi – genitori dei coniugi – che il matrimonio era stato celebrato al solo scopo di riconoscere e legittimare il minore e che i coniugi non avevano mai coabitato prima del matrimonio, continuando a vivere, anche dopo la celebrazione, nelle case dei rispettivi genitori).
Trib. Modena, Giud. Dott. Cigarini R., 7 marzo 2005

La posizione sostanziale delle parti nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo

Nei procedimenti di opposizione a decreto ingiuntivo, in cui il contraddittorio è eventuale e posticipato, instaurandosi solo per effetto dell’opposizione, non si verifica alcuna inversione della posizione sostanziale delle parti: il creditore mantiene la veste sostanziale di attore ed all’opponente compete la posizione tipica del convenuto e ciò esplica i suoi effetti anche in tema di onere della prova.

Tribunale di Modena (Pagliani G.), sentenza n. 25 del 8 gennaio 2013

giu 21

Contratto preliminare e punti essenziali del definitivo

Requisito fondamentale per la validità del contratto preliminare consiste nella condizione che la conclusione del definitivo non debba richiedere nessuna ulteriore discussione per decidere punti che le parti ritengano essenziali dell’accordo.
Tribunale di Modena (Saracini E.), sentenza n. 572 del 27 aprile 2009

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giu 20

L’addizionale IRAP non è sospesa – ed è quindi riscuotibile – se deliberata con legge regionale

La sospensione della riscossione dell’aumento dell’aliquota IRAP disposta, sino al riordino federalista del sistema fiscale, dall’art. 3, comma 1, lettera a), della legge n. 289 del 2002, è stata revocata dall’art. 2, comma 22, della legge n. 350 del 2003,  per cui l’addizionale è attualmente riscuotibile qualora l’aumento dell’aliquota sia stato deliberato con legge regionale.
Commissione Tributaria provinciale di Modena, sez. VI (Pres. e Rel. Bruschetta), 15 maggio 2009, n. 67

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giu 20

Simulazione del contratto e forma scritta ad substantiam

Qualora per il contratto simulato sia richiesta la forma scritta a pena di nullità (art. 1350 cc), la prova dell’accordo simulatorio -assoluto o relativo- deve essere fornita dalle parti con la produzione in giudizio dell’atto scritto contenente la controdichiarazione (Nella specie, non è stata data la prova scritta -controdichiarazione- che la vendita fosse in realtà una donazione).
Tribunale di Modena (Gentili C.), sentenza n. 569 del 27 aprile 2009

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giu 19

Adempimento del terzo mediante assegno

Costituisce adempimento ex art. 1181 cc il pagamento effettuato con assegno bancario emesso da un terzo a favore del creditore e da quest’ultimo incassato.
Tribunale di Modena (Cividali S.), sentenza n. 567 del 27 aprile 2009

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giu 18

L’esecuzione del contratto secondo buona fede

Gli artt. 1175 e 1375 cc -che attengono non all’intepretazione ma all’esecuzione del contratto- non tendono ad ampliare gli effetti che derivano dal rapporto in essere, qanto piuttosto a fornire un criterio di valutazione del comportamento delle parti.

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