La modifica della tabella millesimale c.d. contrattuale

Le tabelle millesimali di natura contrattuale o convenzionale (ossia quelle predisposte dall’unico originario proprietario e poi accettate dagli iniziali acquirenti delle singole unità, ovvero quelle che abbiano formato oggetto di accordo da parte di tutti i condomòmini) possono essere modificate soltanto con il consenso unanime dei condòmini o per atto dell’Autorità Giudiziaria ai sensi dell’art. 69 disp.att.cc., dovendo ritenersi affetta da nullità l’eventuale delibera condominiale che intendesse modificarle con la maggioranza prescritta dall’art. 1136 cc.

Interessi e domanda di parte

Fatta salva l’ipotesi di interessi su somma dovuta a titolo di risarcimento del danno, i quali devono essere riconosciuti anche di ufficio, in tutti gli altri casi gli interessi siano essi -moratori, corrispettivi o compensativi- possono essere attribuiti solo se la parte ne abbia fatto richiesta.
Tribunale di Modena (Saracini E.), sentenza n. 1548 del 7 ottobre 2011
NOTA:
In senso conforme:
– Tribunale di Modena (Saracini E.), sentenza n. 768 del 11 maggio 2011
– Tribunale di Modena (Saracini E.), sentenza n. 1758 del 18 novembre 2010

Le ridotte dimensioni dell’alloggio locato

Le ridotte dimensioni dell’alloggio (nella specie, mq 24), accettate dal conduttore con la sottoscrizione del contratto di locazione, non sono causa di nullità del contratto stesso per sua asserita contrarietà a norme imperative ex art. 1418 cc.
Tribunale di Modena (Masoni R.), sentenza n. 408 del 24 febbraio 2012

La condanna alle spese per il rifiuto (ingiustificato) della proposta conciliativa congrua

Il nuovo art. 91 cod.proc.civ. prevede che, per la condanna alle spese processuali, basti che la parte abbia “rifiutato senza giustificato motivo” la proposta conciliativa. La norma pone un vero e proprio onere alla parte, che deve giustificare al momento del rifiuto, mentre una diversa interpretazione che desse facoltà di riservarsi la giustificazione, per esempio in gradi successivi, impedirebbe al giudicante davanti al quale era stata formulata la proposta conciliativa di regolare le spese processuali in modo logicamente coerente ai comportamenti delle parti.

Tribunale di Modena (Rovatti A.), sentenza n. 1275 del 30 luglio 2014

Assegno divorzile e speciali limiti di pignorabilità

In quanto normativa speciale e comunque posteriore, la Legge Divorzio prevale sia rispetto all’art. 545 cpc sia rispetto all’art. 2 DPR n. 180/1950, sicché le somme dovute a titolo di stipendio, salario o pensione al coniuge obbligato alla corresponsione dell’assegno divorzile in favore dell’altro coniuge o della prole, sono pignorabili anche oltre il limite del quinto e precisamente “fino alla concorrenza della metà” (art. 8, co. 7, seconda parte, L. n. 898/1970), con determinazione in concreto rimessa alla decisione del GE in sede di assegnazione al creditore pignorante.

Tribunale di Modena (Cifarelli M.), ordinanza del 4 ottobre 2012

Ott 17

La confessione prevale sulla testimonianza

Sul piano processuale, le dichiarazioni di natura confessoria prevalgono in danno al confitente su ogni altra fonte di prova da cui risulti diversamente la circostanza (nella specie, testimonianza).

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Ott 16

L’Elettricista non svolge un’attività pericolosa

La riparazione di impianti elettrici non può qualificarsi “pericolosa” ai sensi dell’art. 2050 cc (Nel caso di specie, al fine di eseguire alcuni lavori all’impianto elettrico di una stalla, veniva momentaneamente disattivato il c.d. “salvavita” e, nel corso di un improvviso temporale, rimanevano  folgorati almeno 9 bovini).
Tribunale di Modena (Farolfi A.), sentenza n. 1281 del 16 settembre 2009

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Ott 16

Deroga alla competenza territoriale e cumulo soggettivo

Il foro convezionale (art. 28 cpc), quand’anche previsto in via esclusiva (art. 29 cpc), è comunque derogabile in caso di cumulo soggettivo (art. 33 cpc), sicché l’attore può convenire avanti al giudice del luogo in cui ha sede uno qualsiasi dei convenuti delle cause connesse, anche il soggetto con cui abbia eventualmente pattuito la predetta deroga alla competenza territoriale.

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Ott 15

Opposizione a decreto ingiuntivo e impugnazione della delibera assembleare

L’accoglimento della opposizione avverso un decreto ingiuntivo fondato su una delibera assembleare che preveda un tale obbligo di pagamento a carico di un proprio appartenente, presuppone la dichiarazione di inefficacia o annullamento della delibera stessa a seguito di sua tempestiva impugnazione, divenendo altrimenti inoppugnabile il diritto di credito ivi previsto (Nella specie trattavasi di delibera consortile).

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Ott 14

Inadempimento del socio a risoluzione del contratto

La disciplina generale della risoluzione per inadempimento (art. 1453 cc e ss.) è prevista per i soli contratti a prestazioni corrispettive ed è quindi inapplicabile al contratto di società, per il quale è infatti prevista la normativa speciale della esclusione del socio per grave inadempimento (art. 2286 cc e ss.).
Tribunale di Modena (rel. Di Pasquale R., pres. De Marco E.), sentenza n. 1302 del 16 settembre 2009

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