L’eccezione sull’incapacità del teste va ribadita dopo l’espletamento della prova

La nullità della testimonianza resa da persona incapace ex art. 246 c.p.c. deve essere eccepita, subito dopo l’espletamento della prova, ai sensi dell’art. 157, comma 2, c.p.c., salvo il caso in cui il procuratore della parte interessata non sia stato presente all’assunzione dei mezzo istruttorio, nella quale ipotesi la nullità può essere eccepita nell’udienza successiva, senza che la preventiva eccezione d’incapacità di testimoniare a norma dell’art. 246 cit. possa ritenersi comprensiva dell’eccezione di nullità delle testimonianze comunque ammesse ed assunte nonostante quella previa opposizione.
Tribunale di Modena (Bisi C.), 20 aprile 2001

L’azione del singolo condomino contro i terzi

L’azione diretta all’accertamento del diritto di proprietà dell’attore ed al conseguenziale obbligo di rilascio di un immobile da parte del convenuto non dà luogo ad un’ipotesi di litisconsorzio necessario, ancorché l’esecuzione della relativa pronunzia giudiziale possa essere poi ostacolata dall’eventuale opposizione di altri interessati, rimasti estranei al processo. La pronunzia, infatti, non può ritenersi inutiliter data, essendo essa idonea a produrre isuoi effetti e, in particolare, quello di escludere per intanto dal compossesso la parte convenuta in giudizio.
Tribunale di Modena (Pagliani G.), sentenza n. 953 del 14 giugno 2012

La domanda ex art. 96 cpc non è soggetta a preclusioni processuali

La domanda di condanna al risarcimento del danno per lite temeraria ai sensi dell’art.96 c.p.c. può essere avanzata per la prima volta anche all’udienza di precisazione delle conclusioni ed anche in appello.

Tribunale di Modena (Italiano C.), sentenza n. 1437 del 18 settembre 2012

L’inefficacia o nullità parziale del precetto che intimi il pagamento di una somma eccessiva

L’intimazione di precetto per somma superiore a quella portata dal titolo esecutivo non produce la nullità del precetto stesso ma dà luogo soltanto alla riduzione della somma domandata nei limiti di quella dovuta.
Tribunale di Modena (Cortelloni M.), sentenza n. 492 del 14 marzo 2012
NOTA:
In senso conforme, tra le altre:
– Tribunale di Modena (Saracini E.), sentenza n. 577 del 29 aprile 2009
– Tribunale di Modena (Di Pasquale), 19 giugno 2007

Chiamata in causa del terzo e rispetto del termine libero a comparire

La notifica della citazione del terzo deve avvenire con l’osservanza del termine a comparire (art. 163 bis cpc), la cui proroga può utilmente formularsi solo prima della sua scadenza (Nel caso di specie, la richiesta di concessione di un nuovo termine per la citazione del terzo era stata formulata dal convenuto alla prima udienza, cioè quando era già decorso il termine, ormai non più prorogabile, per il rispetto dell’art. 163 bis cpc. In applicazione del principio di cui in massima, il Giudice ha quindi dichiarato il convenuto decaduto dal potere di chiamare in causa il terzo).
Tribunale di Modena (Farolfi A.), sentenza n. 438 del 27 marzo 2009

lug 29

Sanzioni amministrative: la contestazione deve essere immediata

In tema di sanzioni amministrative, la contestazione al trasgressore deve essere immediata, a pena di nullità (art. 14 L. n. 689/1981). E’ comunque possibile sanare la detta omissione con la successiva notificazione, nei termini, della violazione stessa al trasgressore, che non ha tuttavia l’onere di prenderne cognizione attraverso l’esercizio di una richiesta di accesso agli atti.
Tribunale di Modena (Sanguanini M.), sentenza n. 639 del 20 maggio 2009

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lug 28

Recesso del socio e impugnazione della delibera sociale

Il socio efficacemente receduto può comunque impugnare la delibera sociale (nella specie: di approvazione del bilancio), ove prospetti di avere interesse (art. 100 cpc) ad evitare un danno patrimoniale.
Tribunale di Modena (Bruschetta E.), sentenza n. 762 del 3 giugno 2009

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lug 28

Opposizione a decreto ingiuntivo e fallimento del debitore ingiunto

In caso di dichiarazione di fallimento intervenuta nelle more del giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo proposto dal debitore ingiunto poi fallito, il curatore non è tenuto a riassumere il giudizio di opposizione perché, se il creditore vuol far valere il titolo nei confronti del fallimento, deve far accertare il proprio credito ai sensi dell’art. 52 l. fall., mediante la procedura di accertamento del passivo, non essendo il decreto ingiuntivo equiparabile alle sentenze non ancora passate in giudicato e non trovando, quindi, applicazione l’eccezione al principio dell’accertamento concorsuale dettata dall’art. 95 stessa legge. Sussiste invece l’interesse del fallito, il quale perde la capacità processuale solo per i rapporti patrimoniali compresi nel fallimento, a riassumere il processo, per evitare che gli effetti ex art. 653 c.p.c. si verifichino nei suoi confronti e gli possano essere opposti quando tornerà “in bonis”.
Tribunale di Modena (rel. Di Pasquale R., pres. De Marco E.), sentenza n. 649 del 18 maggio 2009

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lug 27

L’onere di contestare i fatti avversari è soggetto a (implicita) preclusione processuale

Il convenuto ha l’onere (ex art. 167 c.p.c.) di prendere posizione sui fatti costitutivi del diritto preteso dalla controparte, sicché una sua generica opposizione all’altrui domanda (nella specie: “si contesta integralmente quanto avversariamente dedotto”) equivale ad assenza di contestazione. Inoltre, in forza di una preclusione non scritta ma ricavabile dal sistema, la parte che non abbia negato quei fatti già con la comparsa di costituzione, dovrà ritenersi decaduta e non potrà più farlo una volta esaurita la fase processuale dedicata alla formazione del thema decidendum.
Tribunale di Modena (Cifarelli M.), sentenza n. 763 del 3 giugno 2009
NOTA:
Sull’onere di contestazione cfr. pure:
– Tribunale di Modena (Farolfi A.), sentenza n. 1782 del 9 dicembre 2008
– Tribunale di Modena (Farolfi A.), 14 giugno 2007
– Tribunale di Modena (Farolfi A.), 10 maggio 2007
– Appello Bologna (rel. De Santis F.), 19 novembre 2004
– Tribunale di Modena (Cifarelli M.), 20 aprile 2004
Si ricorda, infine, che la L. n. 69/2009 ha, da un lato, modificato l’art. 115 cpc senza tuttavia prevedere, dall’altro lato, una preclusione processuale esplicita nell’art. 167 cpc, sicché il principio di cui in massima deve ritenersi tuttora (e vieppiù) attuale.

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lug 27

La qualità di consumatore dev’essere chiaramente dedotta dalla parte

L’applicazione delle norme di tutela del consumatore, se non richiedono una dimostrazione positiva di tale qualità da parte del soggetto ritenutosi debole nella contrattazione, peraltro impone una deduzione chiara, pur se non soggetta a forme solenni, di tale qualità, da effettuarsi in limine litis.
Tribunale di Modena (Farolfi A.), sentenza n. 654 del 19 maggio 2009

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