Rinuncia agli atti e condanna alle spese legali

In caso di estinzione del processo per rinuncia agli atti, il Giudice deve porre a carico del rinunciante le spese del giudizio (art. 306, co. 4, cpc).
Tribunale di Modena (Farolfi A.), sentenza n. 1003 del 29 giugno 2010

Spese legali: la soccombenza del convenuto verso il terzo chiamato

In tema di spese processuali, la palese infondatezza della domanda di garanzia proposta dal convenuto nei confronti del terzo chiamato comporta l’applicabilità del principio della soccombenza nel rapporto processuale instaurato tra convenuto e terzo chiamato, anche quando l’attore principale sia a sua volta soccombente nei confronti del convenuto, atteso che il convenuto chiamante sarebbe stato soccombente nei confronti del terzo anche in caso di esito diverso della causa principale.
Tribunale di Modena (Cividali S.), sentenza n. 964 del 19 giugno 2012

Provvigione dell’agente immobiliare e contratto preliminare

La stipulazione di un valido contratto preliminare di compravendita, purché immediatamente efficace tra le parti (cioè non sottoposto a termine iniziale o a condizione sospensiva, come ad esempio quella del futuro ed eventuale rilascio del mutuo da parte della banca), è fattispecie astrattamente idonea a far sorgere l’obbligo di pagamento della provvigione all’eventuale mediatore che, ex art. 1755 cc, abbia fatto concludere l’affare alle parti.
Tribunale di Modena (Farolfi A.), sentenza n. 919 del 1° giugno 2010

Il vademecum della responsabilità del custode

Tutte le cose possono costituire causa di danno ai sensi dell’art. 2015 cc, quale che sia la loro struttura, siano esse inerti od in movimento, pericolose o meno; è solamente necessario che il danno sia stato provocato dalla “cosa”, già di per sé in grado di produrlo, ovvero produttiva di danno per effetto della combinazione con altri elementi, compresa l’azione dell’uomo per il tramite della cosa; cosicché la cosa può non essere intrinsecamente pericolosa; ma può divenire nociva in conseguenza di un processo provocato da elementi esterni. La responsabilità per danni cagionati dalla cosa in custodia è infatti esclusa solamente se il custode prova il “caso fortuito”, giacché essa si fonda non su un comportamento od un’attività del custode, ma su una relazione intercorrente tra questi e la cosa, così affermandosi la natura oggettiva della responsabilità in questione, in cui rilevante è il “fatto della cosa” e non il fatto dell’uomo. In tema di ripartizione dell’onere della prova, all’attore-danneggiato compete così di provare l’esistenza del rapporto eziologico tra la cosa e l’evento lesivo, senza necessità di provare la condotta del custode produttrice di danno. Il custode, per interrompere tale nesso causale e dunque liberarsi della presunzione di responsabilità, è tenuto a provare l’esistenza di un fattore esterno, per ciò intendendosi anche il fatto di un terzo o dell’attore medesimo: tale idoneità di un fattore esterno ad interrompere il nesso causale, sussiste solo se tale fattore presenti i caratteri dell’imprevedibilità e dell’eccezionalità, che sono tipici del caso fortuito, con la conseguenza che il fortuito esimente potrà essere solo quello c.d. “incidentale”, in quanto la cosa in custodia assume un ruolo di mera occasione di danno, in effetti provocato da una causa ad esso estranea, che aveva in sé tutta la potenzialità dannosa.

Tribunale di Modena (Sartini S.), sentenza n. 529 del 5 aprile 2013

Il danno morale non è mai in re ipsa

Il danno non patrimoniale deve essere specificamente allegato e provato a fini risarcitori, non potendo mai considerarsi in re ipsa.
Tribunale di Modena (Cifarelli M.), sentenza n. 349 del 20 marzo 2009

lug 20

Il mancato deposito del fascicolo di parte con la conclusionale

Il mancato rispetto del termine per il deposito del fascicolo di parte previsto dall’art. 169 co. 2 cpc (“al più tardi al momento del deposito della comparsa conclusionale”) comporta che il Giudice debba decidere la causa prescindendo dai documenti ivi contenuti.
Tribunale di Modena (Vincenzi P.), sentenza n. 737 del 29 maggio 2009

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lug 20

Rigurgiti fognari e garanzia ex art. 1669 cc

I rigurgiti delle acque di scarico dovuti a difettosità della rete fognaria rientrano nella garanzia di cui all’art. 1669 cc, anche se relativi ad un unico appartamento condominiale.
Tribunale di Modena (Cividali S.), sentenza n. 627 del 13 maggio 2009

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lug 19

Investimenti finanziari: l’errore sulla convenienza non è causa di annullamento

L’errore di valutazione sulla convenienza economica di un investimento finanziario (nella specie, bond Argentina) è di per sè irrilevante, poiché non riferibile ad alcuno degli elementi tassativi previsti dall’art. 1429 cc per l’annullamento del contratto viziato da errore, che deve appunto riguardare la natura e l’oggetto del contratto e non la scoperta della sua cattiva remunerazione.
Tribunale di Modena (rel. Bruschetta E., pres. De Marco E.), sentenza n. 745 del 29 maggio 2009
NOTA:
In senso conforme, Tribunale di Modena (rel. Pasquariello D., pres. De Marco E.), sentenza n. 658 del 20 maggio 2009.

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lug 19

L’amministratore può agire ex art. 1669 cc anche senza autorizzazione condominiale

Ove si verta in ipotesi di azione ex art. 1669 cc (rovina e difetti di coese immobili), la legittimazione dell’amministratore ad agire a tutela dell’intero edificio condominiale sussiste a prescindere dall’autorizzazione dell’assemblea.
Tribunale di Modena (Cividali S.), sentenza n. 627 del 13 maggio 2009

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lug 18

Mediazione: provvigione e diverso affare concluso dalle parti

In tema di mediazione, l’affare che fa sorgere il diritto alla provvigione è quello che dal mediatore stesso è stato proposto alle parti, sicché, ove queste poi concludano un affare diverso, viene meno ogni nesso di causalità tra attività espletata dal mediatore e affare.
Tribunale di Modena (Pagliani G.), sentenza n. 668 del 20 maggio 2009

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