Azioni possessorie e termine annuale

Con riferimento alle azioni a difesa del possesso, il termine annuale previsto dagli artt. 1168 e 1170 c.c. costituisce un presupposto necessario dell’azione che, qualora sia posto in discussione dal convenuto con l’eccezione di decadenza, deve essere provato dall’attore. Inoltre, nel caso di turbativa o di spoglio posto in essere con più atti, l’anno utile per l’esperimento dell’azione possessoria decorre dal primo di essi quando quelli successivi siano tutti strettamente collegati e connessi, in modo tale da costituire prosecuzione e progressione della stessa attività; quando invece ogni atto presenta caratteristiche sue proprie e si presta per la sua concludenza ad essere isolatamente considerato, il termine suddetto decorre dall’ultimo atto. In particolare, l’indipendenza di ognuno dei singoli atti oggetto d’indagine non va apprezzata sul piano storico, cioè in termini di semplice autonomia fattuale e discontinuità temporale, poiché il criterio da considerare è, invece, chiaramente di tipo funzionale, dovendo accertarsi se i singoli atti, oggettivamente autonomi, realizzino la medesima aggressione dell’altrui possesso e quindi debbano considerarsi elementi di una stessa serie causale, frutto di un’unica idea esecutiva; se essi, in definitiva, siano riconducibili ad una unitaria condotta di spoglio o molestia, pur se frazionata in reiterati episodi (Nel caso di specie, veniva richiesta tutela possessoria nei confronti di alcuni condòmini adusi a parcheggiare la propria autovettura nell’angolo del cortile condominiale così interferendo con le manovre di ingresso nel, ed uscita dal, garage degli attori. In applicazione del principio di cui in massima, poiché l’aggressione all’altrui possesso risultava iniziata prima del decorso dell’anno antecedente alla proposizione del ricorso possessorio, il giudice rigettava la domanda perché tardivamente proposta, in quanto i reiterati episodi di aggressione all’altrui possesso risultavano fra loro del tutto identici sia sul piano soggettivo – poiché posti in essere sempre e solo dai convenuti -, sia sul piano oggettivo – poiché tutti consistiti nel parcheggio del medesimo veicolo nello stesso luogo -, ossia estrinsecazioni di un unico iter esecutivo e manifestazioni di un’unica situazione lesiva dell’altrui possesso, ai fini del computo del termine suddetto).

Trib. Modena, Giud. Dott. Cifarelli M., n. 1212 del 16 giugno 2005

Azione revocatoria: il dies a quo della relativa prescrizione

La prescrizione quinquennale dell’azione revocatoria decorre dalla data di pubblicazione della sentenza dichiarativa di fallimento mediante deposito della stessa in cancelleria, e non dalla data della pronuncia.

La competenza per territorio nel caso di pagamento mediante assegno bancario

Ai fini della competenza territoriale ex art. 20 cpc, la modalità di pagamento del prezzo mediante assegno bancario non incide sul forum destinatae solutionis, qualora tale modalità non sia prevista come esclusiva, ma come facoltà concessa al debitore, nel quale caso non comporta deroga alle disposizioni degli artt. 1182 e 1498 cc.
Tribunale di Modena (Pagliani G.), sentenza n. 885 del 28 maggio 2012

La rinuncia al termine essenziale

La rinuncia al termine essenziale operata anche successivamente alla sua scadenza (o alla scadenza dello “spatium deliberandi” di tre giorni previsto dall’art. 1457 c.c.) ben può assumere forma implicita e risultare da atti univoci, indicativi della circostanza che il creditore, accettando l’adempimento tardivo del debitore, abbia ritenuto più conforme ai propri interessi l’esecuzione del contratto che non la risoluzione di diritto del medesimo.

Tribunale di Modena (Di Pasquale R.), sentenza n. 1783 del 23 novembre 2012

Per la firma apocrifa nella cambiale precettata è necessaria la querela di falso

Va rigettata l’opposizione al precetto intimato in virtù di titolo esecutivo cambiario ove la contestazione della cambiale si sia limitata al disconoscimento della firma, essendo infatti necessario proporre altresì querela di falso.

Tribunale di Modena (Saracini E.), sentenza n. 306 del 25 febbraio 2011

lug 10

Il pignoramento di crediti da lavoro oltre i limiti del quinto

In ipotesi di pignoramento di crediti da lavoro eseguito oltre i limiti di Legge (nella specie: di “tutte le somme dovute al lavoratore”, anziché di 1/5 delle stesse), il debitore è legittimato a proporre opposizione all’esecuzione ex art. 615 cpc, a nulla rilevando che il Giudice dell’esecuzione avrebbe comunque assegnato al creditore 1/5 delle somme dovute al debitore indipendentemente dall’opposizione svolta (Nella specie era stata peraltro disposta la sospensione urgente della procedura esecutiva in relazione a quanto eccedente il massimo pignorabile, al fine di evitare al debitore il pregiudizio nelle more tra la notifica dell’atto di pignoramento e l’udienza fissata per l’assegnazione).
Tribunale di Modena (Gherardi A.), sentenza n. 702 del 26 maggio 2009

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lug 10

La perdita del carico nel trasporto di cose

Con riferimento alla responsabilità per la perdita del carico nel trasporto di cose, l’art. 1693 cc pone a carico del vettore una presunzione di responsabilità ex recepto, che può essere vinta soltanto dalla prova specifica della derivazione del danno da un evento positivamente identificato e del tutto estraneo al vettore stesso, ricollegabile alle ipotesi del caso fortuito e della forza maggiore. Con particolar riferimento al caso fortuito, quest’ultimo deve ravvisarsi in un evento che sia non solo improbabile ma anche imprevedibile (in base ad una prudente valutazione da effettuarsi, in caso di vettore professionale, con la diligenza qualificata di cui all’art. 1176 co. 2 cc) ed assolutamente inevitabile, tenendo conto di tutte le circostanze del caso concreto e delle possibili misure idonee ad elidere o attenuare il rischio della perdita del carico.
Tribunale di Modena (Gentili C.), sentenza n. 622 del 13 maggio 2009

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lug 09

La quantificazione del danno da occupazione abusiva di immobile

In caso di occupazione sine titulo di un cespite immobiliare altrui, il danno subito dal proprietario è in re ipsa, discendendo dalla perdita della disponibilità del bene e dall’impossibilità di conseguire l’utilità anche solo potenzialmente ricavabile dal bene stesso, con la precisazione che in tal caso l’ammontare del risarcimento del danno può essere determinato facendo riferimento al c.d. danno figurativo e quindi al valore locativo del cespite
Tribunale di Modena (Pagliani G.), sentenza n. 837 del 17 giugno 2009NOTA:
In senso conforme, Tribunale di Modena (Farolfi A.), sentenza n. 256 del 4 marzo 2009

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lug 08

Il diritto alla provvigione del mediatore in mancanza di incarico della parte

Deve ritenersi che la mediazione abbia natura non negoziale e che il relativo rapporto nasca ogni qual volta vi sia un’attività oggettivamente idonea a mettere in relazione le parti interessate ad un affare e strumentale alla conclusione dello stesso. Non è perciò necessario il conferimento di un incarico affinché sorga il diritto alla provvigione.
Tribunale di Modena (Di Pasquale R.), sentenza n. 661 del 20 maggio 2009
NOTA:
In senso conforme, Tribunale di Modena (Di Pasquale R.), sentenza n. 399 del 25 marzo 2009

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lug 08

Occupazione sine titulo e rimborso per miglioramenti

Chi occupi abusivamente un immobile non ha diritto ad alcun rimborso per miglioramenti (art. 1592 cc), non potendo ammettersi alcun indennizzo per lo svolgimento di un’attività illecita.
Tribunale di Modena (Pagliani G.), sentenza n. 837 del 17 giugno 2009

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