Risarcimento ex contractu e Foro facoltativo ex art. 20 cpc

In caso di azione contrattuale di risarcimento o risoluzione, ai fini della determinazione del Foro facoltativo ex art. 20 cpc deve aversi riguardo all’obbligazione originaria rimasta inadempiuta e non a quella derivata e sostitutiva (Nella specie, risarcimento del danno).
Tribunale di Modena (Farolfi A.), sentenza n. 654 del 19 maggio 2009

I limiti alla domanda riconvenzionale del convenuto opposto

Nell’ordinario giudizio di cognizione, che si instaura a seguito dell’opposizione a decreto ingiuntivo, solo l’opponente, in via generale, nella sua posizione sostanziale di convenuto, può proporre domande riconvenzionali, ma non anche l’opposto, che, rivestendo la posizione sostanziale di attore, non può avanzare domande diverse da quelle fatte valere con l’ingiunzione, potendo a tale principio logicamente derogarsi solo quando, per effetto di una riconvenzionale formulata dall’opponente, la parte opposta si venga a trovare a sua volta in una posizione processuale di convenuto cui non può essere negato il diritto di difesa, rispetto alla nuova o più ampia pretesa della controparte, mediante la proposizione (eventuale) di una “reconventio reconventionis”.

Tribunale di Modena (Cividali S.), sentenza n. 1141 del 19 luglio 2012

Cessione della locazione ex art. 36 L. n. 392/78 e solidarietà tra cedente e cessionario

Ancorché controverso in dottrina e giurisprudenza, nell’ipotesi di cessione della locazione ai sensi dell’art. 36 L. n. 392/78, deve ritenersi che la responsabilità del cedente per l’adempimento dell’obbligazione locatizia sia solidale con quella del cessionario, e non sussidiaria rispetto all’adempimento di quest’ultimo, poiché il generale principio di solidarietà di cui all’art. 1294 c.c. non appare derogato dall’art. 36 L. 392/78.

Trib. Modena, Giud. Dott. Masoni R., 24 gennaio 2006

Sfratto per morosità e clausola arbitrale

Dopo la riforma di cui alla L. n. 40/2006, l’arbitrato irrituale trova precisa regolamentazione positiva (in precedenza del tutto assente) nel nuovo art. 808 ter c.p.c., che esige dalle parti l’esplicita manifestazione di volontà che il lodo produca effetti negoziali anziché di sentenza. Oggi, quindi, non appare più sufficiente il ricorso a formule stereotipe con cui si dichiari di deferire la controversia ad un “arbitrato irrituale o libero”, sicché – in mancanza di un univoco riferimento al lodo che produca effetti negoziali – l’arbitrato soggiace alla disciplina dell’arbitrato rituale, con il conseguente duplice limite all’arbitrabilità delle controversie che il novellato art. 806 c.p.c. individua nella “disponibilità del diritto” e nell’eventuale sussistenza di un “espresso divieto di legge” (1).
Con particolar riferimento alla materia di locazione ad uso diverso da quello abitativo, non sono arbitrabili le controversie relative alla determinazione del canone (art. 54 L. n. 392/78), mentre lo sono, invece, quelle riguardanti la risoluzione del contratto per morosità, giacché è sottratta alla potestà degli arbitri la (sola) fase sommaria del procedimento per convalida di sfratto (appartenente alla competenza inderogabile del Tribunale ex art. 661 c.p.c.), sicché, una volta mutato il rito, la causa di merito può essere decisa dagli arbitri (2).
(Nel caso di specie, il conduttore ometteva di pagare il canone ed il locatore si attivava con la procedura di sfratto, nel corso della quale – a seguito dell’opposizione dell’intimato – l’attore intimante richiedeva la pronuncia dell’ordinanza di rilascio con riserva ex art. 665 c.p.c. L’intimato eccepiva tuttavia l’improponibilità/improcedibilità dell’azione per la presenza di clausola arbitrale, che deferiva ad un “arbitrato irrituale o libero” le controversie scaturenti dal contratto, riguardanti interpretazione, esecuzione e risoluzione della locazione. In applicazione del principio di cui in massima, il Giudice ha ritenuto che la misura anticipatoria richiesta ai sensi dell’art. 665 c.p.c. fosse anzitutto ammissibile; accertato, poi, che la sospensione del canone protratta per sei mesi non trovava alcun motivo o ragione giustificatrice l’inadempimento, ha ritenuto inoltre che la domanda stessa fosse pure fondata nel merito, ed ha quindi ordinato all’intimato di rilasciare l’immobile, contestualmente disponendo il mutamento del rito – da speciale a cognizione piena – per decidere sulle eccezioni riservate sollevate dal convenuto, e rimettendo infine le parti innanzi a sé per l’udienza all’uopo fissata)

Trib. Modena, Giud. Dott. Masoni R., 19 marzo 2007

Note:
(1) Sulla qualificazione rituale/irrituale che, ante novella, riguardava proprio l’arbitrato, si veda Trib. Modena, Giud. Dott.ssa Romagnoli S., 25 marzo 2003.
(2) Per un’ipotesi di nullità, ex art. 79 L. n. 392/1978, della clausola compromissoria per arbitrato irrituale, si veda Trib. Modena, Giud. Dott. Cigarini R., 3 febbraio 2000.

Ordinanza successiva alla chiusura dell’istruzione (art. 184 quater cpc)

L’ordinanza di cui all’art. 186-quater c.p.c. è configurabile esclusivamente in situazioni di sufficientemente lineare soluzione, tali cioè che consentano la sua pronuncia nella stessa udienza in cui sono precisate le conclusioni, sulla base di una immediata percezione e possibilità di valutazione dell’acquisito materiale probatorio, venendosi altrimenti a configurare una (non prevista) ulteriore fase processuale per una sorta di pre-esame della vicenda da parte del Giudice.

Trib. Modena, Giud. Dott. Pagliani, 29 novembre 2002

Ott 22

La prescrizione dell’actio judicati

La prescrizione decennale relativa ai provvedimenti giurisdizionali (nella specie: decreto ingiuntivo) opera di diritto ed è rilevabile d’ufficio in ogni stato e grado del procedimento.
Tribunale di Modena (Pagliani G.), sentenza del 12 settembre 2009

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Ott 21

L’appello avverso le sentenze del Giudice di Pace in materia di opposizione a sanzioni amministrative: forma dell’atto, giudice competente e difesa tecnica

L’appello avverso le sentenze rese dal Giudice di Pace in materia di opposizione a sanzioni amministrative si deve proporre con citazione, secondo le regole ordinarie.
In sede di gravame, entrambe le parti devono costituirsi in giudizio a mezzo difensore, non essendo ammissibile la difesa personale come in primo grado.
Per le cause nelle quali sia parte un’Amministrazione dello Stato, territorialmente competente è il Tribunale ove ha sede l’ufficio dell’Avvocatura dello Stato (Nel caso di specie, in applicazione del principio di cui in massima, il Giudice ha dichiarato la propria incompetenza territoriale, concedendo termine per la riassunzione avanti al Tribunale di Bologna).
Tribunale di Modena (Farolfi A.), sentenza n. 1205 del 4 settembre 2009
NOTA:
In senso conforme, Tribunale di Modena (Pagliani G.), sentenza n. 495 del 14 aprile 2009 nonché Tribunale di Modena (Pagliani G.), sentenza n. 1446 del 7 ottobre 2008.
La seconda massima deve ritenersi superata da Cassazione SSUU n. 23285/2010.

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Ott 21

Intervento al seno e inadempimento del chirurgo

Un intervento di mastopatia additiva con utilizzo di impianti di dimensioni maggiori di quanto consentito dalle caratteristiche anatomiche individuali predispone ad un maggior numero di complicanze a lungo termine e ad un risultato estetico insoddisfacente; pertanto un intervento di aumento del seno effettuato senza tenere conto del quadro complessivo dell’organismo sul quale si veniva a inserire, costituisce e configura inadempimento colpevole per imperizia e negligenza.
Tribunale di Modena (Pagliani G.), sentenza n. 1285 del 6/4-16/9/2009

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Ott 20

La revoca del decreto ingiuntivo opposto e la ripetizione delle somme medio tempore corrisposte dall’ingiunto

La domanda di ripetizione di somme, già corrisposte in forza della provvisoria esecutività del decreto ingiuntivo, deve ritenersi implicita nella domanda di revoca del decreto stesso, essendo all’uopo sufficiente che in atti emerga prova dell’intervenuto pagamento medio tempore.
Tribunale di Modena (Cividali S.), sentenza n. 1260 del 14 settembre 2009
NOTA:
Contra, Tribunale di Modena (Cifarelli M.), sentenza n. 189 del 25 febbraio 2009.

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Ott 20

La cumulabilità del pregiudizio biologico e di quello morale

La liquidazione del danno morale non può avvenire in modo automatico, ma va di volta in volta personalizzata, potendo peraltro equitativamente determinarsi in misura percentuale rispetto al danno biologico (Nella specie, 1/3).

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