Surroga o regresso dellINAIL

Il diritto dell’assicuratore sociale (INAIL) di recuperare il costo delle prestazioni erogate può esercitarsi sul risarcimento del danno patrimoniale, che spetti al danneggiato nell’ambito del rapporto di responsabilità civile, ma non anche sul risarcimento del danno biologico. Deve conseguentemente escludersi la surroga o il regresso dell’assicuratore sociale ove non si sia realizzata alcuna compromissione della capacità produttiva del soggetto danneggiato.

Trib. Modena, Giud. Dott.ssa Romagnoli S., 7 ottobre 2000

Il dubbio tra acconto e caparra

Nel dubbio se la somma di denaro sia stata versata a titolo di caparra o di acconto sul prezzo, si deve propendere per quest’ultima ipotesi.

Tribunale di Modena (Cividali S.), sentenza n. 367 del 2 marzo 2011

Danno biologico

Il cosiddetto danno biologico (il quale è risarcibile, a norma degli artt. 2043 c.c. e 32 Cost., pure nel caso d’illecito meramente civilistico) si configura come conseguenza della lesione del diritto alla salute, senza che l’offeso abbia l’onere di provare l’impedimento effettivamente ricevutone sul piano delle ordinarie manifestazioni o attività extralavorative non retribuite. Pertanto, la sussistenza del menzionato danno, non essendo a tal fine sufficiente la mera lesività potenziale del fatto, è rettamente esclusa nel caso di attività rumorosa eccedente il limite della normale tollerabilità, ove manchi la prova che essa abbia comportato una effettiva lesione della salute dei soggetti dolutisi dell’attività stessa.
 
Trib. Modena, Giud. Dott. Di Pasquale R., 21 gennaio 2003 

Prodigalità ed amministrazione di sostegno: libertà di autodeterminazione e principio di responsabilità

Comportamenti e/o atteggiamenti rifiutati dalla pubblica opinione per ritenuta devianza dal comune sentire nel momento storico dato, non giustificano di per sè stessi il ricorso all’amministrazione di sostegno, poiché non è da escludere che – come peraltro avvenuto in diverse epoche storiche – il mero giudizio (negativo) di “anomalia” rispetto allo specifico contesto sociale sia soltanto funzionale all’emarginazione della diversità per conformistico ossequio a regole del vivere comune seguite acriticamente. Ogni individuo ha infatti il diritto di autodeterminazione, così da potersi anche astrattamente permettere eccentricità non consentite ai più e, anzi, dai più stigmatizzate (nella specie, trattavasi di “una allegra e dilapidante gestione della fortuna economica pervenuta per via ereditaria familiare”), poiché – dopo la legge n. 6/2004 (che, nell’introdurre l’amministrazione di sostegno, ha sfumato la tutela del patrimonio e dei terzi per portare in primo piano quella della persona e delle sue esigenze esistenziali) – l’approccio culturale ai fenomeni di prodigalità deve essere di tutt’altro segno rispetto a quello già enunciato dall’art. 415, co. 2, c.c., che in questi casi connetteva l’inabilitazione al pericolo di “gravi pregiudizi economici” per la persona e per la sua famiglia. In casi del genere, allora, il “faro” che deve guidare il Giudice su modalità, estensione e limiti del giudizio di Amministrazione di Sostegno non può che essere costituito dal c.d. “principio di responsabilità”, in base al quale l’ambito dell’autonoma libertà del singolo all’interno della collettività di appartenenza è quello la cui espressione non produca ad altri conseguenze dannose, emozionali prima ancora che patrimoniali, e limitazioni agli spazi espressivi di cui ciascuno di essi è titolare. In definitiva, deve ritenersi che l’Ordinamento non abbia titolo per limitare la capacità di agire del prodigo che non sia legato ad altri in forza di comportamenti riferibili alla sfera della sua responsabilità personale, ossia allorché i comportamenti di dilapidazione patrimoniale siano incidenti nel limitato ambito della sua persona stessa, producendo a suo esclusivo carico conseguenze dannose che il medesimo sarebbe in grado di prevedere e di mettere in conto addossandosene ogni conseguenza, giacché altrimenti un intervento giudiziale repressivo di tali comportamenti “al di fuori della conformità” configurerebbe soltanto un tributo ossequioso al moralismo ed alla concezione dello Stato etico (Nel caso di specie, la beneficiaria – poco più che quarantenne e madre di due figlie di cui una minorenne – soffriva di un c.d. disturbo narcisistico di personalità, enfatizzato dall’abuso di sostanze stupefacenti, alcoliche e medicamentali. La beneficiaria, inoltre, da alcuni anni si trovava a gestire il patrimonio ereditato dai genitori e consistente in “alcune decine di milioni di euro”, che tuttavia la stessa stava rapidamente disperdendo per via di operazioni speculative avventate, sia finanziarie che immobiliari. La sorella e la figlia maggiorenne della beneficiaria chiedevano quindi che le fosse nominato un amministratore di sostegno, ma la beneficiaria si costituiva in giudizio chiedendo il rigetto della domanda, rivendicando in particolare il diritto e la libertà di vivere – potendoselo economicamente permettere – dedicandosi ai piaceri del lusso in quanto persona “stravagante, magari eccentrica, ma non per questo bisognosa di un amministratore di sostegno”. Il Giudice, rilevato che la beneficiaria non era persona sola ma madre di due figlie, ha ritenuto che la sua prodigalità si ripercuotesse negativamente nei confronti della prole stessa comprimendone la realizzazione dei diritti naturali e le legittime aspettative, sicché, in applicazione del principio di cui in massima, ha quindi accolto il ricorso nominando alla donna un amministratore di sostegno).

Trib. Modena, Giudice Tutelare Dott. Stanzani G., 25 settembre 2006

La cancellazione parziale (rectius: riduzione) dell’ipoteca in via d’urgenza

La riduzione dell’ipoteca (art. 2872 e ss. cc) comporta una cancellazione parziale del vincolo, che -come quella totale- può essere disposta dal Giudice (art. 2884 cc) solamente con statuizione avente effetti definitivi, e non pure con provvedimento d’urgenza ex art. 700 cpc.
Tribunale di Modena (Gherardi A.), ordinanza del 27 ottobre 2010
NOTA:
In senso conforme, seppur espressamente riferito al solo principio in tema di cancellazione totale, Tribunale di Modena (Rovatti A.), ordinanza del 24 settembre 2010.

lug 25

La responsabilità dell’organizzatore di una gara sportiva

La responsabilità colposa per eventi dannosi verificatisi nel corso di una gara sportiva è imputabile all’organizzatore della gara stessa che non abbia posto in essere tutte le cautele idonee a garantire l’incolumità dei partecipanti e del pubblico (Nella specie, un ciclista che partecipava ad una gara cittadina si era scontrato con un’autovettura entrata nella pista senza essere avvisata/fermata da alcuno).
Tribunale di Modena (Farolfi A.), sentenza n. 657 del 20 maggio 2009

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lug 25

ICI: per fruire dell’esenzione lo Stato o l’ente pubblico è tenuto a fornire la prova che l’immobile è destinato a scopi esclusivamente istituzionali

Gli immobili posseduti dallo Stato, dalle regioni, dalle province nonché dai comuni sono esentati dall’ICI ai sensi dell’art. 7, lettera a) del d.lgs. 504/1992, nel solo caso in cui siano destinati esclusivamente a finalità istituzionali, cioè a finalità proprie ed essenziali dell’ente – non essendo quindi sufficiente la mera utilizzazione per l’esercizio di servizi pubblici – della cui prova è onerato l’ente che si avvale dell’agevolazione.
Commissione Tributaria provinciale di Modena, sez. VII (Pres. e Rel. Cigarini), 11 maggio 2009, n. 84

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lug 24

L’uso strumentale dell’amministrazione di sostegno

In tema di amministrazione di sostegno, devono rigettarsi quelle domande vòlte a soddisfare non tanto le esigenze esistenziali della persona e la cura della sua salute (fini, questi, propri della L. n. 6/2004), quanto piuttosto dirette a strumentalizzare la procedura de qua a fini diversi non meritevoli di tutela (Nella specie, un 33enne affetto da disturbi psicotici di personalità aveva richiesto che la propria compagna -dichiaratasi sostanzialmente concorde- fosse nominata sua amministratrice di sostegno affinché lo “sostituisse” in una controversia di natura economica ed ereditaria da instaurarsi contro la propria madre. Valutata, da un lato, l’effettiva esigenza di tutela della persona, ma appurata, dall’altro, la pretestuosità delle domande accessorie, il Giudice Tutelare ha quindi nominato come amministratore di sostegno un professionista di propria fiducia, e, in applicazione del principio di cui in massima, ha nel contempo rigettato le altre richieste del ricorrente perché palesemente tese a strumentalizzare l’istituto del sostegno per finalità che gli sono estranee).
Tribunale di Modena, Giud. Tutelare Dott. Stanzani G., decreto del 22 luglio 2009
NOTA:
Sull’uso strumentale della procedura di amministrazione di sostegno, cfr. pure Tribunale di Modena, Giud. Tutelare Dott. Stanzani G., 21 dicembre 2005 nonché Tribunale di Modena, Giud. Tutelare Dott. Stanzani G., decreto del 2 febbraio 2009.

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lug 24

L’opposizione contro il provvedimento che fissa la data di rilascio dell’immobile locato

Avverso il provvedimento con cui il Giudice delle locazioni fissa la data per il rilascio dell’immobile, tanto il locatore quanto il conduttore possono proporre reclamo al Tribunale in composizione collegiale (cfr. art. 6 L. n. 431/1998 e art. 56 L. n. 392/1978), per la verifica del buon uso del potere discrezionale esercitato dal Giudice di prime cure nella determinazione di quel termine, tanto con riferimento alle ipotesi di rilascio per finita locazione, quanto relativamente al termine di rilascio per morosità, sia pure dopo la concessione del termine di grazia.
Tribunale di Modena (rel. Gentili C., pres. Stanzani G.), sentenza n. 713 del 4 giugno 2009
Nota:
In arg. cfr. pure Tribunale di Modena (rel. Pagliani G., pres. Stanzani G.), sentenza n. 253 del 4 marzo 2009 nonché Tribunale di Modena (rel. Pagliani G., pres. Stanzani G.), sentenza n. 1832 del 23 dicembre 2008.

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lug 24

L’inadempimento non è causa di nullità negoziale

Non ha cittadinanza nel nostro ordinamento la c.d. nullità “virtuale” derivante da una condotta contrattualmente inadempiente, che infatti può tutt’al più dar luogo a risoluzione del contratto.
Tribunale di Modena (rel. Bruschetta E., pres. De Marco E.), sentenza n. 651 del 18 maggio 2009

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