Piccolo imprenditore, artigiano e presupposti di fallibilità

Per stabilire quali siano i piccoli imprenditori da esonerare dal fallimento occorre utilizzare la nozione generale dell’art. 2083 c.c. con la conseguenza che non rileva la disciplina speciale in materia di artigianato e che possono essere quindi considerati piccoli imprenditori anche le società commerciali (Nel caso di specie, una società in nome collettivo ed i suoi soci in proprio proponevano opposizione avverso la sentenza che ne dichiarava il fallimento, adducendo la mancanza del presupposto soggettivo. Il Tribunale adlto, accertato sia che la società dichiarata fallita non aveva dipendenti e che l’esercizio dell’attività veniva unicamente svolta dai soci della società, sia che i capitali investiti nell’azienda erano modesti, così come modesto era il volume d’affari, ha accolto l’opposizione e revocato la sentenza dichiarativa di fallimento).

Trib. Modena, Giud. Dott. Cigarini R., 18 maggio 2005

L’efficacia probatoria della fattura nei rapporti tra imprenditori

Tra imprenditori, la fattura regolarmente iscritta nei libri contabili regolarmente tenuti è dotata dell’efficacia di cui all’art. 2710 cc.
Tribunale di Modena (Pagliani G.), sentenza n. 473 dell’8 marzo 2012
Tribunale di Modena (Pagliani G.), sentenza n. 474 dell’8 marzo 2012
NOTA:
In senso conforme, Tribunale di Modena (Pagliani G.), sentenza n. 1869 del 30 novembre 2011 nonché ribunale di Modena (Pagliani G.), sentenza n. 631 del 6 aprile 2010.
Contra, Tribunale di Modena (Di Pasquale R.), sentenza n. 1455 del 18 ottobre 2010.
Intermedio, Tribunale di Modena (Cifarelli M.), sentenza n. 991 del 25 giugno 2010.

Esecuzione forzata: spese legali e interesse al giudizio di merito successivo all’opposizione

In tema di esecuzione forzata, l’interesse all’introduzione del giudizio di merito successivo all’opposizione non può risolversi nella semplice volontà di perseguire l’altrui condanna alle spese, essendo tale scopo diversamente garantito dal sistema riformato, pur in assenza di tale giudizio:
-in favore dell’esecutato opponente che abbia ottenuto la sospensione del processo esecutivo, al momento della pronuncia di estinzione conseguente alla mancata introduzione del giudizio di merito, ex art. 624 co. 3 cpc, per testuale disposto di legge;
-in favore del creditore procedente (e dei creditori intervenuti), in caso di prosecuzione del processo esecutivo, al momento della utile distribuzione, ove le spese relative alla difesa sul ricorso in opposizione potranno essere richieste alla pari di ogni altro costo del processo esecutivo, in base alla regola generale dell’art. 95 cpc, pacificamente estesa anche ai costi relativi ad ogni sua fase incidentale (e, in effetti, nel sistema riformato la fase oppositiva iniziale introdotta dal ricorso al GE è assimilabile ad ogni altro incidente del processo esecutivo).

Tribunale di Modena (Cifarelli M.), sentenza n. 463 del 19 marzo 2013

La legittimazione passiva nel caso di immissioni intollerabili

In tema di immissioni intollerabili, l’azione ex art. 844 c.c. va proposta nei confronti del proprietario dell’immobile da cui esse derivano se mira ad ottenere il compimento delle modifiche strutturali del bene indispensabili per farle cessare, ma può anche essere esperita nei confronti dell’autore materiale delle immissioni, che non sia proprietario dell’immobile (ad es. del conduttore, dell’usufruttuario, ecc.), quando allo stesso debba essere imposto un facere o un non facere, suscettibile di esecuzione forzata in caso di diniego o l’attore chieda semplicemente la cessazione delle immissioni.
Tribunale di Modena (Gentili C.), sentenza n. 660 del 20 maggio 2009

Risoluzione di diritto del contratto per violazione del termine essenziale

Il termine apposto al contratto non può essere ritenuto essenziale allorché la sua improrogabilità non risulti dalle espressioni usate dalle parti, né ove si possa ritenere che sia stato violato un termine essenziale di natura oggettiva insito nei modi stessi della prestazione, la cui utilità economica, tenuta presente dalle parti nella stipulazione del negozio, sia andata perduta per l’inutile decorso del tempo.

App. Bologna, Giud. Dott. De Santis F., 19 giugno 2001

lug 17

Cessazione della locazione per estinzione dell’usufrutto, della superficie o dell’enfiteusi

Le norme codicistiche che prevedono autonome cause di estinzione del rapporto locatizio per effetto di vicende estintive afferenti il diritto reale gravante sulla cosa locata stessa (usufrutto: art. 999 cc; superficie: art. 954 cc; enfiteusi: art. 976 cc) non contrastano col nuovo regime dettato per le locazioni dalla L. n. 392/1978 e L. n. 431/1998, e sono quindi compatibili con la durata minima del contratto di locazione predeterminata ex lege.
NOTA:
In senso conforme, Tribunale di Modena (Masoni R.), 22 dicembre 2008

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lug 17

La risoluzione parziale del contratto ad esecuzione istantanea

La risoluzione parziale del contratto, esplicitamente prevista dall’art. 1458 cc con riferimento ai contratti ad esecuzione continuata o periodica, deve ritenersi possibile anche nell’ipotesi di contratto ad esecuzione istantanea che abbia ad oggetto più prestazioni tra loro autonome (Nella specie il debitore si era obbligato, verso un unico corrispettivo, ad eseguire tre distinte réclame pubblicitare, effettandone tuttavia una sola. Il creditore agiva così per la risoluzione del contratto ed il Giudice, in applicazione del principio di cui in massima, dichiarava la risoluzione parziale del contratto).

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lug 16

La prova dell’attività di mediazione

Il mediatore che intende far valere il diritto alla provvigione ha l’onere di provare sia d’aver posto i contraenti in contatto tra loro, sia che a seguito di questo contatto è stata possibile la conclusione dell’affare, non essendo perciò sufficiente a tal fine la semplice dimostrazione della successione cronologica tra attività del mediatore e conclusione dell’affare”.
Tribunale di Modena (Pagliani G.), sentenza n. 668 del 20 maggio 2009

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lug 16

Formula Esecutiva anche per il decreto che liquida il compenso al CTU

Affinché possa essere fatto valere come titolo esecutivo, il decreto di liquidazione del compenso dell’ausiliare del Giudice deve essere munito di formula esecutiva (art. 475 cpc), a pena di sua irregolarità formale che legittima il debitore a proporre opposizione agli atti esecutivi (art. 617 cpc).
Tribunale di Modena (Bruschetta E.), sentenza n. 756 del 3 giugno 2009

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lug 16

Danno da fauna selvatica e responsabilità della Pubblica Amministrazione

Il danno cagionato dalla fauna selvatica ai veicoli in circolazione non è risarcibile in base alla presunzione di cui all’art. 2052 cc (danno cagionato da animali), ma alla stregua dei principi generali sanciti dall’art. 2043 cc, con la conseguente necessaria prova di un comportamento colposo ascrivibile alla PA.
Tribunale di Modena (Cividali S.), sentenza n. 620 del 13 maggio 2009

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