Ripetizione di interessi anatocistici o usurari: l’onere della prova a carico del cliente

Ove sia il correntista ad agire in giudizio per la ripetizione, o comunque per l’accertamento, delle somme indebitamente versate alla banca a titolo di interessi anatocistici e/o usurari, incombe su costui, ai sensi e per gli effetti dell’art. 2697 cc, l’onere di allegare i fatti posti a base della domanda, vale a dire dimostrare l’esistenza di specifiche poste del conto corrente oggetto di causa, rispetto alle quali l’applicazione di interessi anatocistici e/o usurari avrebbe determinato esborsi maggiori rispetto a quelli dovuti, e tale onere probatorio va assolto mediante la produzione del contratto di conto corrente e degli estratti conto relativi a tutto il rapporto contrattuale, atteso che soltanto la produzione della intera sequenza degli estratti conto consente di ricostruire in maniera puntuale il rapporto contrattuale intercorso tra le parti e, quindi, di verificare la pattuizione e la concreta applicazione di interessi anatocistici e/o usurari.

Tribunale di Modena (Pagliani), sentenza n. 501 del 29 marzo 2019


(01) Capo I - Disposizioni generali (artt. 2697-2698 cc), (03) Capo III - Dell'inadempimento delle obbligazioni (artt. 1218-1229 cc), (07) Capo VII - Di alcune specie di obbligazioni (artt. 1277-1320 cc), (15) Capo XV - Del mutuo (artt. 1813-1822 cc), (16) Capo XVI - Del conto corrente (artt. 1823-1833 cc), (17) Capo XVII - Dei contratti bancari (artt. 1834-1860 cc)
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