Conto corrente bancario: l’onere della prova a carico delle parti

In tema di contratto di conto corrente bancario, il correntista che agisca per la ripetizione dell’indebito, tenuto a fornire la prova sia degli avvenuti pagamenti che della mancanza, rispetto ad essi, di una valida causa debendi, è onerato di documentare l’andamento del rapporto con la produzione degli estratti conto, i quali evidenziano le singole rimesse che, per riferirsi ad importi non dovuti, sono suscettibili di ripetizione (se del caso avvalendosi dell’art. 119 TUB (D.Lgs. n. 385/1993), che disciplina il diritto del cliente di ottenere la documentazione inerente a singole operazioni poste in essere negli ultimi dieci anni). Ugualmente dicasi, laddove sia la Banca ad agire in giudizio quale attore, in senso formale o sostanziale (ad es. nel caso di opposizione a decreto ingiuntivo): la Banca che intenda fare valere un credito derivante da un rapporto di conto corrente, deve provare l’andamento dello stesso per l’intera durata del suo svolgimento, dall’inizio del rapporto e senza soluzione di continuità.

Tribunale di Modena (Pagliani), sentenza n. 501 del 29 marzo 2019

Esito: Rigetto nel merito (3)

Classificazione:

| art. 1813 c.c. | art. 1823 c.c. | art. 1834 c.c. | art. 2697 c.c. |

(01) Capo I - Disposizioni generali (artt. 2697-2698 cc), (15) Capo XV - Del mutuo (artt. 1813-1822 cc), (16) Capo XVI - Del conto corrente (artt. 1823-1833 cc), (17) Capo XVII - Dei contratti bancari (artt. 1834-1860 cc), D.Lgs. n. 385 del 1993 (Testo Unico Bancario - TUB)
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