Definizione
Espressione latina che designa il canone ermeneutico in base al quale le clausole contrattualiClausolaSingola disposizione contenuta in un contratto o atto di autonomia privata, quale unità minima di disciplina del rapporto: può essere essenziale o accidentale, tipica o atipica, predisposta unilateralmente o frutto di trattativa.Leggi il lemma completo → ambigue o oscure devono essere interpretate contro la parte che le ha predisposte. Il principio tutelaTutoreSoggetto nominato dal giudice tutelare per la cura personale e l'amministrazione del patrimonio del minore o dell'interdetto (artt. 343-389 c.c.; artt. 414-432 c.c.).Leggi il lemma completo → il contraente aderente, che non ha concorso alla formulazione del testo contrattuale, addossando al predisponente il rischio dell’ambiguità delle clausole da lui redatte.
Disciplina normativa
Il principio è codificato all’art. 1370 c.c., secondo cui le clausole inserite nelle condizioni generali di contrattoCondizioni generali di contrattoClausole predisposte unilateralmente da un contraente per regolare uniformemente una serie indefinita di rapporti, efficaci se conosciute o conoscibili dall'altro (art. 1341 c.c.).Leggi il lemma completo → o in moduli o formulari predisposti da uno dei contraenti si interpretano, nel dubbio, a favore dell’altro. La regola si colloca nel sistema dei criteri di interpretazioneInterpretazioneAttività ermeneutica volta a determinare il significato di un atto normativo o negoziale. Regolata dall'art. 12 preleggi e, per il contratto, dagli artt. 1362-1371 c.c.Leggi il lemma completo → oggettiva del contrattoContrattoAccordo di due o più parti per costituire, regolare o estinguere un rapporto giuridico patrimoniale (art. 1321 c.c.). Requisiti essenziali: accordo, causa, oggetto e forma. Ha forza di legge tra le parti (art. 1372 c.c.).Leggi il lemma completo → (art. 1367, art. 1368, art. 1369, art. 1370 e art. 1371 c.c.), cui si ricorre quando l’interpretazione soggettiva (artt. 1362 e ss. c.c.) non consente di accertare la comune intenzione delle partiNascitaEvento naturale che segna la separazione del feto dal corpo materno e al quale l'ordinamento collega l'acquisto della capacità giuridica (art. 1 c.c.), cioè l'inizio della soggettività di diritto. Presupposto della filiazione, della cittadinanza e dei diritti della personalità.Leggi il lemma completo →. Ulteriore applicazione del principio si rinviene nell’art. 35, comma 2, D.Lgs. 206/2005 (codice del consumoConsumatorePersona fisica che agisce per scopi estranei all'attività imprenditoriale o professionale. Controparte debole del professionista, tutelata dal D.Lgs. 206/2005 (Codice del consumo).Leggi il lemma completo →), in materia di clausole nei contratti del consumatore.
Caratteri essenziali
- Il canone opera come criterio di interpretazione oggettiva: si applica solo quando i criteri di interpretazione soggettiva (comune intenzione delle parti, art. 1362 c.c.) non abbiano dato esito.
- Presuppone una asimmetria nella redazione del contratto: una parte ha predisposto unilateralmente le clausole (condizioni generali, moduli, formulari).
- L’ambiguità viene risolta a sfavore del predisponente, quale incentivo alla chiarezza nella redazione contrattuale e tutela dell’aderente.
Ambito applicativo
Il principio trova amplissima applicazione nei contratti per adesione, nei contratti bancari, assicurativi e di somministrazioneSomministrazioneContratto di prestazioni periodiche o continuative di cose verso corrispettivo, tipico delle forniture di energia e materie prime (artt. 1559-1570 c.c.).Leggi il lemma completo →, e in generale in tutti i rapporti in cui una parte predispone unilateralmente le condizioni contrattuali. In materia assicurativa, le clausole limitative della copertura o che delimitano il rischio vengono interpretate contro l’assicuratoreAssicurazioneContratto col quale l'assicuratore, verso pagamento di un premio, si obbliga a rivalere l'assicurato del danno prodotto da un sinistro o a pagare un capitale al verificarsi di un evento attinente alla vita umana (art. 1882 c.c.).Leggi il lemma completo → predisponente. Nei contratti con i consumatori, il principio è rafforzato dalla disciplina delle clausole vessatorieClausola vessatoriaPattuizione contenuta in condizioni generali di contratto o in moduli e formulari predisposti unilateralmente che stabilisce un trattamento sfavorevole per l'aderente. Soggetta a specifica approvazione scritta ex art. 1341 c.c. e a nullità di protezione nei contratti con i consumatori (artt. 33 ss. cod. cons.).Leggi il lemma completo → (artt. 33 e ss. D.Lgs. 206/2005).
Giurisprudenza modenese
- Separazione consensuale — Interpretazione della clausola di rinuncia reciproca alle pretese
- Interpretazione del contratto — Criteri ermeneutici oltre il dato letterale (artt. 1362-1363 c.c.)
- Clausola penale — Interpretazione contra proferentem ex art. 1370 c.c. ed esclusione della solidarietà passiva
- Transazione — Limiti della clausola onnicomprensiva
- Separazione consensuale – Condizione sospensiva – Interpretazione secondo buona fede
- Contratto quadro di distribuzione — Interpretazione letterale e assenza di obblighi minimi di acquisto
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