Reductio ad absurdum

Apr 16, 2026

Espressione latina che significa “riduzione all’assurdo”. Designa l’argomento logico e interpretativo con cui si dimostra la fondatezza di una tesi mediante la confutazione di quella contraria, della quale si evidenziano le conseguenze logicamente, pratiche o assiologicamente assurde o inaccettabili.

Nel ragionamento giuridico la reductio ad absurdum (o argomento apagogico) è impiegata in sede di interpretazione della norma per escludere quelle letture che condurrebbero a risultati incompatibili con il sistema, con la coerenza dell’ordinamento o con la ratio legis. Si fonda sul presupposto, ricavato dall’art. 12 delle disposizioni preliminari al codice civile, che il legislatore operi razionalmente e che non siano ammissibili interpretazioni che svuotino di significato la norma o ne rendano impossibile l’applicazione.

È argomento tradizionalmente classificato tra quelli produttivi o dialettici, distinto dall’argomento a contrario e da quello a fortiori, con i quali concorre nell’attività ermeneutica. Trova largo impiego anche nella motivazione delle sentenze, quando il giudice respinge una tesi interpretativa mostrandone gli esiti paradossali.