Definizione
L’espressione latina jus receptum (anche nella grafia ius receptum) indica un principio giuridico ormai accolto in modo costante e pacifico dalla giurisprudenza, al punto da costituire diritto vivente. Si riferisce a regole non necessariamente codificate in un testo normativo espresso, ma affermatesi attraverso un orientamento giurisprudenziale consolidato, che le rende patrimonio acquisito del sistema.
Funzione nel ragionamento giuridico
L’espressione è frequentemente utilizzata nelle motivazioni delle decisioni per introdurre un principio che il giudice ritiene non bisognoso di ulteriore argomentazione, in quanto già pacificamente acquisito: costituisce cioè un richiamo alla continuità interpretativa e alla coerenza del sistema. La qualificazione di un principio come jus receptum ne rafforza la resistenza a tentativi di revirement e ne legittima l’applicazione anche in assenza di esplicita disposizione di legge.
Rapporti con il precedente e il diritto vivente
Pur non essendo un sistema di stare decisis, l’ordinamento italiano conosce meccanismi di tendenziale stabilità della giurisprudenza: l’art. 374 c.p.c. impone alle Sezioni semplici della Cassazione, in caso di dissenso da un principio delle Sezioni Unite, di rimettere la questione a queste ultime. La Corte costituzionale utilizza da tempo la nozione di diritto vivente — concetto affine allo jus receptum — per individuare l’oggetto del giudizio di costituzionalità quando una disposizione riceve un’interpretazione consolidata.
Limiti e overruling
La qualificazione come jus receptum non cristallizza definitivamente un principio: la giurisprudenza può discostarsi dall’orientamento consolidato con un overruling, la cui rilevanza in materia processuale è stata oggetto di specifica elaborazione, in particolare con la figura del prospective overruling, che tutela l’affidamento della parte che ha confidato nella precedente interpretazione (Cass. SU, fra le altre, 15144/2011). Il mutamento giurisprudenziale in materia processuale non può produrre effetti retroattivi a danno della parte incolpevole.
Distinzioni terminologiche
Lo jus receptum va distinto da nozioni affini: il diritto vivente, che designa l’interpretazione consolidata di una specifica disposizione; lo jus superveniens, che indica la norma sopravvenuta applicabile ai rapporti pendenti; la consuetudine, che è fonte del diritto a sé stante (art. 8 disp. prel. c.c.). Lo jus receptum opera sul piano dell’ermeneutica e della costanza giurisprudenziale, non su quello della produzione normativa.