La prova concreta della simulazione del prezzo

In tema di simulazione della compravendita, l’erede che alleghi la mancata corresponsione del prezzo al de cuius può limitarsi a dimostrare, anche per testi e presunzioni, che le somme non siano in realtà transitate dal conto corrente dell’alienante, che neppure abbia effettuato investimenti da cui presumere il reimpiego delle somme stesse ovvero esborsi di denaro […]

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Prova della simulazione del negozio: l’erede è terzo

L’erede-legittimario riveste la qualità di terzo ai fini della prova di simulazione degli atti dispositivi posti in essere dal de cuius, sia che l’integrazione della quota riservata sia perseguita solo con l’azione di riduzione, sia che l’integrazione sia perseguita con gli altri rimedi apprestati dalla legge, quale la domanda di simulazione assoluta o relativa congiunta […]

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La simulazione della compravendita compiuta dal de cuius ai danni del legittimario

Il legittimario pretermesso dall’eredità, che impugna, a tutela del proprio diritto alla reintegrazione della quota di legittima, la compravendita immobiliare compiuta dal de cuius in quanto dissimulante una donazione, agisce in qualità di terzo, sicché -nei suoi confronti- non può attribuirsi valore vincolante alla dichiarazione relativa al versamento del prezzo, pur contenuta nel rogito notarle, […]

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Simulazione di compravendita che dissimuli donazione: la dichiarazione, a rogito, di aver ricevuto il versamento del prezzo

Nell’azione diretta a far valere la simulazione di una compravendita che sia proposta dal creditore di una delle parti del contratto stesso, alla dichiarazione relativa al versamento del prezzo, pur contenuta in un rogito notarile di compravendita immobiliare, non può attribuirsi valore vincolante nei confronti del creditore, atteso che questi è terzo rispetto ai soggetti […]

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Vendita simulata e prova (necessaria) della mera apparenza

Ad integrare gli estremi della simulazione non è sufficiente la prova che, attraverso l’alienazione del bene il debitore abbia inteso sottrarlo alla garanzia generica dei creditori, ma è necessario provare specificamente che questa alienazione sia stata solo apparente, nel senso che né l’alienante abbia inteso dismettere la titolarità del diritto, né l’acquirente abbia inteso acquisirla. […]

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