In cosa si differenziano l’azione “negatoria servitutis”, quella di rivendica e la “confessoria servitutis”?

L’azione “negatoria servitutis”, quella di rivendica e la “confessoria servitutis” si differenziano in quanto l’attore, con la prima, si propone quale proprietario e possessore del fondo, chiedendone il riconoscimento della libertà contro qualsiasi pretesa di terzi; con la seconda, si afferma proprietario della cosa di cui non ha il possesso, agendo contro chi la detiene […]

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L’onere della prova a carico di chi agisce in “confessoria servitutis”

Colui che agisce in “confessoria servitutis” ha l’onere di provare, qualora questa venga contestata, la propria legittimazione ad agire, in quanto titolare di un diritto di proprietà sul fondo dominante, sebbene la prova della proprietà non sia altrettanto rigorosa di quella richiesta per la rivendicazione, posto che, mentre con quest’ultima azione si mira alla dichiarazione […]

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Actio confessoria servitutis: sempre ammesso, in corso di causa, il mutamento della domanda di acquisto

I diritti reali, in quanto diritti assoluti, appartengono alla categoria dei diritti c.d. autodeterminati, che si identificano in base alla sola indicazione del loro contenuto e non per il titolo che ne costituisce la fonte. Pertanto, da un lato l’attore può mutare titolo della domanda senza incorrere nelle preclusioni della modifica della “causa petendi”, dall’altro […]

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Actio confessoria servitutis: l’onere della prova a carico dell’attore

Il titolare della servitù può farne riconoscere in giudizio l’esistenza contro chi ne contesta l’esercizio e può far cessare gli eventuali impedimenti e turbative, nonché chiedere la rimessione delle cose in pristino, oltre il risarcimento dei danni. L’attore che agisce in “confessoria servitutis”, ai sensi dell’art. 1079 cc, ha l’onere di provare l’esistenza del relativo […]

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