Interessi convenzionali: giuridicamente irrilevante la c.d. usura sopravvenuta

Nei contratti di mutuo, allorché il tasso degli interessi concordato tra mutuante e mutuatario superi, nel corso dello svolgimento del rapporto, la soglia dell’usura, come determinata in base alle disposizioni della L. n. 108/1996, non si verifica la nullità o l’inefficacia della clausola contrattuale di determinazione del tasso degli interessi stipulata anteriormente all’entrata in vigore della predetta legge o della clausola stipulata successivamente per un tasso non eccedente tale soglia quale risultante al momento della stipula, né la pretesa del mutuante, di riscuotere gli interessi secondo il tasso validamente concordato, può essere qualificata, per il solo fatto del sopraggiunto superamento di detta soglia, contraria al dovere di buona fede nell’esecuzione del contratto.

Tribunale di Modena (Russo), sentenza n. 402 del 20 marzo 2019


(03) Capo III - Dell'inadempimento delle obbligazioni (artt. 1218-1229 cc), (07) Capo VII - Di alcune specie di obbligazioni (artt. 1277-1320 cc), (15) Capo XV - Del mutuo (artt. 1813-1822 cc), (16) Capo XVI - Del conto corrente (artt. 1823-1833 cc), (17) Capo XVII - Dei contratti bancari (artt. 1834-1860 cc)
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