In dubio pro reoFavorLocuzione latina ("favore") che indica il criterio di preferenza o di tutela accordato dall'ordinamento a una determinata posizione giuridica (debitore, creditore, imputato), specie quale regola residuale di interpretazione nei casi di dubbio.Leggi il lemma completo → è il brocardo latino che esprime il principio fondamentale del diritto penaleClausola penalePattuizione con cui i contraenti convengono preventivamente la prestazione dovuta dal debitore in caso di inadempimento o di ritardo, con funzione di liquidazione anticipata del danno e di rafforzamento del vincolo obbligatorio (artt. 1382-1384 c.c.).Leggi il lemma completo → secondo cui, in caso di dubbio sulla colpevolezza dell’imputato, il giudice deve pronunciare sentenza di assoluzione.
Il principio trova fondamento costituzionale nell’art. 27, comma 2, Cost., che sancisce la presunzionePresunzioniConseguenze che la legge o il giudice trae da un fatto noto per risalire a un fatto ignoto. Si distinguono in legali (assolute o relative) e semplici, queste ultime ammesse dal giudice solo se gravi, precise e concordanti.Leggi il lemma completo → di innocenza: l’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva. Sul piano processuale, è codificato nell’art. 530, comma 2, c.p.p., il quale impone al giudice di pronunciare sentenza di assoluzione quando la provaProvaStrumento processuale per dimostrare la verità dei fatti rilevanti (artt. 2697-2739 c.c., 202-266 c.p.c.): onere della prova, mezzi di prova, ammissione, assunzione, valutazione.Leggi il lemma completo → della colpevolezza è insufficiente o contraddittoria.
L’onere della provaEi incumbit probatio qui dicit, non qui negatL'onere della prova spetta a chi afferma un diritto, non a chi lo nega: regola di giudizio per la decisione in caso di incertezza (art. 2697 c.c.).Leggi il lemma completo → della responsabilitàResponsabilitàSituazione soggettiva in cui un soggetto è tenuto a rispondere delle conseguenze di un proprio atto con obbligo di risarcire il danno (artt. 1218 e 2043 c.c.).Leggi il lemma completo → penale grava interamente sull’accusa (pubblico ministero): l’imputato non è tenuto a dimostrare la propria innocenza. Il giudice deve condannare solo quando sia raggiunta la prova della colpevolezza al di là di ogni ragionevole dubbio (art. 533, comma 1, c.p.p., come modificato dalla l. 46/2006).
Il principio opera anche in materia di applicazione della legge penale nel tempo: in caso di successioneSuccessione (a causa di morte)Subentro di uno o più soggetti nella titolarità dei rapporti giuridici del defunto, legittima, testamentaria o necessaria (artt. 456 e ss. c.c.).Leggi il lemma completo → di leggi penali, si applica la disposizione più favorevole al reo (favor reiFavor reiPrincipio generale dell'ordinamento penale che impone, nel dubbio, di preferire la soluzione più favorevole all'imputato, sia in ambito sostanziale sia processuale.Leggi il lemma completo →), ai sensi dell’art. 2 c.p. e dell’art. 25, comma 2, Cost.
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