Opposizione all’esecuzione promossa sulla base del verbale di mediaconciliazione contenente l’accordo: l’onere della prova a carico dell’opponente

Nel giudizio di opposizione all’esecuzione promossa in virtù di un titolo esecutivo che comporti una ricognizione di debito (nella specie, verbale di mediaconciliazione contenente l’accordo), incombe all’opponente l’onere di provare i fatti che tolgano valore al predetto riconoscimento, in applicazione della presunzione di cui all’art. 1988 cc. Tribunale di Modena (Lucchi), sentenza n. 378 del […]

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Il piano di rientro non sana eventuali invalidità dell’originario credito

In tema di conto corrente bancario, il piano di rientro concordato tra la banca ed il cliente, ove abbia natura meramente ricognitiva del debito, non ne determina l’estinzione, né lo sostituisce con nuove obbligazioni, sicché resta valida ed efficace la successiva contestazione della nullità delle clausole negoziali preesistenti. Tribunale di Modena (Pagliani), sentenza n. 12 […]

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La ricognizione di debito e la promessa di pagamento non costituiscono autonoma fonte di obbligazione

La ricognizione di debito e la promessa di pagamento non costituiscono autonoma fonte di obbligazione, ma hanno soltanto effetto conservativo di un preesistente rapporto fondamentale, realizzandosi ai sensi dell’art. 1988 cc un’astrazione meramente processuale della causa, comportante l’inversione dell’onere della prova, ossia l’esonero del destinatario della promessa dall’onere di provare la causa o il rapporto […]

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L’astrazione processuale della causa a seguito di ricognizione di debito e promessa di pagamento

La ricognizione di debito, al pari della promessa di pagamento, non costituisce autonoma fonte di obbligazione, ma ha soltanto effetto conservativo di un preesistente rapporto fondamentale, realizzandosi ai sensi dell’art. 1988 cc – nella cui previsione rientrano anche dichiarazioni titolate – un’astrazione meramente processuale della causa, comportante l’inversione dell’onere della prova, ossia l’esonero del destinatario […]

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L’assegno bancario può essere fatto valere come promessa di pagamento

L’assegno bancario deve considerarsi, nei rapporti tra traente e prenditore, come promessa di pagamento ai sensi dell’art. 1988 cc, anche nel caso in cui l’azione cartolare non possa essere più esperita per l’intervenuta prescrizione, con la conseguente configurabilità della presunzione “iuris tantum” dell’esistenza del rapporto sottostante, restando quindi il destinatario della promessa di pagamento dispensato […]

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