Il fallimento di una parte dopo l’udienza di P.C.

Il fallimento di una parte processuale dichiarato dopo l’udienza di precisazione delle conclusioni non produce effetto rispetto al giudizio e la sentenza che viene pronunciata non è né nulla, né inutiliter data, bensì inopponibile alla massa dei creditori rispetto ai quali è res inter alios acta. Tribunale di Modena (Cortelloni), sentenza n. 1438 del 19 […]

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La revocatoria fallimentare di pagamenti di debiti non scaduti

In tema di fallimento, la norma di cui all’art. 67, comma 1, n. 2, Legge Fall. (revocabilità degli atti estintivi di debiti pecuniari scaduti ed esigibili effettuati con mezzi anormali di pagamento) deve ritenersi legittimamente applicabile, in via di interpretazione estensiva, anche ai debiti non ancora scaduti purché aventi scadenza anteriore alla dichiarazione di fallimento. […]

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La revocatoria fallimentare della datio in solutum

Qualora un debito pecuniario, scaduto ed esigibile, venga estinto dall’obbligato mediante una prestazione diversa, consistente nel trasferimento di una “res pro pecunia”, la ricorrenza di una “datio in solutum”, ed il suo conseguente assoggettamento, in considerazione della non normalità del mezzo di pagamento, ad azione revocatoria fallimentare a norma dell’art. 67 comma 1, n. 2 […]

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Azione revocatoria: la condanna per equivalente

L’azione revocatoria sia ordinaria che fallimentare proposta dal curatore ha come finalità la reintegra del patrimonio della società nell’interesse dei creditori e la liquidazione dei beni in particolare in sede fallimentare ed il giudice può procedere anche d’ufficio a disporre la condanna per equivalente in luogo della restituzione del bene se impossibile o se ritenuta […]

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