Accertamento – oggettiva inesistenza – sovrafatturazione – elementi indiziari – sussistenza – controprova del contribuente – assenza – legittimità dell’avviso di accertamento

La mera assenza di acquisti da parte del fornitore (la quale risulterebbe dalle dichiarazioni fiscali), non basta da sola a presumere l’inesistenza oggettiva della fornitura acquistata dal suo cliente.
È invece legittimo presumere la sovrafatturazione degli acquisti, e dunque la loro parziale oggettiva inesistenza, quando l’acquirente non è in grado di motivare lo scostamento rispetto ai valori di mercato. Il fatto che le dogane non abbiano rettificato, sulla base del valore normale, le dichiarazioni relative a tali acquisti, non basta a confutare l’accusa di sovrafatturazione, giacché quando l’imponibile supera il valore normale l’interesse erariale è nel senso dell’acquiescenza al dichiarato.
Il fatto che la contribuente conosca soltanto i soprannomi (non già le effettive generalità) dei referenti per gli acquisti in questione e le carenze nei prospetti contabili del magazzino sono ulteriori indizi d’inesistenza oggettiva degli acquisti.

Commissione Tributaria Provinciale di Modena, sez. I (pres. Zanichelli, rel. Roteglia), sentenza n. 14 del 14 gennaio 2019

Esito: Accoglimento (1)

Classificazione:

| art. 2729 c.c. |
(04) Capo IV - Delle presunzioni (artt. 2727-2729 cc), Tributario

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