La successione nel processo dei soci a seguito dell’estinzione della società per sua cancellazione dal registro delle imprese

La cancellazione di una società commerciale (di capitali o di persone) dal Registro delle Imprese ne comporta dunque la definitiva estinzione e perdita di capacità processuale -rilevabile anche d’ufficio- anche in pendenza di rapporti non definiti. Ne consegue che, nei processi in corso, anche se essi non siano interrotti per mancata dichiarazione dell’evento interruttivo da parte del difensore, la legittimazione sostanziale e processuale, attiva e passiva, si trasferisce automaticamente, ex art. 110 o 111 cpc, ai soci, che, per effetto della vicenda estintiva, divengono successori a titolo universale della società, partecipando così della comunione in ordine ai beni residuati dalla liquidazione o sopravvenuti alla cancellazione, e, se ritualmente evocati in giudizio, parti di questo, pur se estranei ai precedenti gradi del processo, fermo restando che non sussiste un’ipotesi di litisconsorzio necessario nei confronti di tutti i soci. Tribunale di Modena (Di Pasquale), sentenza n. 1001 del 27 giugno 2013 NOTA: In senso conforme, oltreché ovviamente a Cass. SSUU, nn. 4060-1-2/2010 (che hanno risolto l’originario contrasto): – Tribunale di Modena (Cigarini), sentenza n. 577 del 11 aprile 2013 – Tribunale di Modena (Di Pasquale), sentenza n. 1983 del 17 dicembre 2012 – Tribunale di Modena (Italiano), sentenza n. 1447 del 21 sette (...)

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