Il vizio di motivazione nel ricorso per cassazione può essere dedotto solo per omesso esame di un “fatto storico” che abbia formato oggetto di discussione e che appaia “decisivo” ai fini di una diversa soluzione della controversia

In seguito alla riformulazione dell’art. 360 cpc co. 1 n. 5, disposta dall’art. 54 D.L. n. 83/2012, conv. con mod. L. n. 134/2012, non sono più ammissibili nel ricorso per cassazione le censure di contraddittorietà e insufficienza della motivazione della sentenza di merito impugnata, in quanto il sindacato di legittimità sulla motivazione resta circoscritto alla sola verifica della violazione del “minimo costituzionale” richiesto dall’art. 111 Cost. co. 6, individuabile nelle ipotesi – che si convertono in violazione dell’art. 132 cpc co. 2 n. 4, e danno luogo a nullità della sentenza – di “mancanza della motivazione quale requisito essenziale del provvedimento giurisdizionale”, di “motivazione apparente”, di “manifesta ed irriducibile contraddittorietà” e di “motivazione perplessa od incomprensibile”, al di fuori delle quali il vizio di motivazione può essere dedotto solo per omesso esame di un “fatto storico”, che abbia formato oggetto di discussione e che appaia “decisivo” ai fini di una diversa soluzione della controversia.

Corte di Cassazione, Sez. III civ. (pres. Vivaldi, rel. Di Florio), ordinanza n. 9184 del 13 aprile 2018

NOTA:
Con il provvedimento di cui in massima, la S.C. ha rigettato il ricorso, ritenendo sufficiente e logica la motivazione resa da Corte d’Appello di Bologna sentenza n. 816/2015 che aveva a sua volta richiamato adesivamente quella della sentenza del Tribunale di Modena appellata.

Esito: Rigetto in rito (3)

Classificazione:

| art. 132 c.p.c. | art. 360 c.p.c. |

(01) Capo I - Delle forme degli atti e dei provvedimenti (artt. 121-151 cpc), (03) Capo III - Del ricorso per cassazione (artt. 360-394 cpc), (04) Titolo IV - La magistratura (artt. 101-113 Cost.)

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