Il risarcimento del danno per equivalente non presuppone la riparazione ma l’astratta riparabilità dei vizi

Sebbene il risarcimento del danno per equivalente non presupponga la riparazione dei vizi, il ristoro del pregiudizio è escluso allorché il danneggiato impedisca l’operatività risarcitoria dei vizi stessi distruggendo volontariamente il bene stesso, e così impedendo in radice che questo possa essere rimesso in pristino (Nel caso di specie, la richiesta di risarcimento riguardava i danni da infiltrazioni d’acqua piovana che avevano interessato i piani superiori di una casa, rimasta scoperchiata a causa dei vizi nella realizzazione del tetto. Rilevato che l’immobile non veniva ripristinato dal proprietario, ma abbattuto e poi ricostruito ex novo, il tribunale ha rigettato la domanda).

Tribunale di Modena (Masoni), sentenza n. 166 del 30 gennaio 2019

(01) Capo I - Della vendita (artt. 1470-1547 cc), (07) Capo VII - Dell'appalto (artt. 1655-1677 cc)
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