Danno esistenziale è il pregiudizio non patrimoniale consistente nella compromissione delle attività realizzatrici della persona umana, ossia nell’alterazione peggiorativa delle abitudini di vita, delle relazioni sociali e delle attività quotidiane del danneggiato, conseguente all’illecito.
La categoria è stata oggetto di un lungo dibattito dottrinale e giurisprudenziale. Le Sezioni Unite della Cassazione (sent. nn. 26972-26975/2008) hanno negato l’autonomia del danno esistenziale come categoria a sé stante, riconducendo tutti i pregiudizi non patrimoniali all’unitaria categoria dell’art. 2059 c.c. Tuttavia, hanno precisato che il giudice deve liquidare integralmente il danno non patrimonialeDannoPerdita o pregiudizio che una persona subisce nella sfera giuridicamente protetta. Presupposto dell'obbligo risarcitorio nella responsabilità contrattuale (art. 1218 c.c.) ed extracontrattuale (art. 2043 c.c.).Leggi il lemma completo →, tenendo conto di tutte le conseguenze pregiudizievoli, incluse quelle incidenti sulle attività realizzatrici della persona.
In concreto, il danno esistenziale rileva soprattutto nei casi di lesioni gravissime che alterano radicalmente lo stile di vita del danneggiato (invalidità permanenti gravi, perdita di un congiunto), nel danno da mobbing e nel danno da demansionamento, dove la compromissione della qualità della vita costituisce il nucleo del pregiudizio risarcibile.
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