Ad maiora

Apr 20, 2026

Definizione

Ad maiora è una locuzione latina che significa letteralmente «verso coseBeniCose che possono formare oggetto di diritti (art. 810 c.c.). Categoria fondamentale del diritto civile, comprensiva di beni mobili, immobili, materiali e immateriali.Leggi il lemma completo → più grandi» o «a traguardi più importanti». L’espressione, di usoConsuetudoTermine latino che designa la consuetudine quale fonte del diritto, fondata sulla ripetizione costante di un comportamento (diuturnitas) unita al convincimento della sua giuridica obbligatorieta (opinio iuris).Leggi il lemma completo → prevalentemente augurale, viene impiegata per formulare l’auspicio di ulteriori e più significativi successi. Nel linguaggio giuridico e forense, ricorre come formula di cortesia nelle comunicazioni professionali e nelle congratulazioni per traguardi raggiunti nella carriera forense o accademica.

Disciplina normativa

La locuzione non ha una disciplina normativa specifica, trattandosi di una formula retorica e augurale. Tuttavia, nel contesto dell’ordinamento forense, il suo impiego richiama il principio della progressione professionale dell’avvocato, disciplinata dalla L. 31 dicembre 2012, n. 247 (nuova disciplina dell’ordinamento della professione forenseAvvocatoProfessionista iscritto all'albo abilitato alla difesa in giudizio: accesso alla professione, procura, compenso, doveri deontologici, responsabilità civile e disciplinare.Leggi il lemma completo →). L’espressione evoca altresì il concetto di formazione continua e di perfezionamento professionale che l’ordinamento impone agli esercenti le professioni legali.

Caratteri essenziali

  • Valore augurale: esprime l’auspicio di raggiungere risultati sempre più elevati e significativi nel percorso professionale o personale.
  • Formula di cortesia forense: nel mondo del diritto, viene utilizzata come espressione di congratulazione tra colleghi, in occasione di nomine, promozioni o risultati professionali.
  • Richiamo alla progressione: sottende l’idea di un percorso di crescita continua, coerente con il principio della formazione permanente imposto dall’ordinamento professionale.
  • Uso nel linguaggio accademico: ricorre nelle facoltà giuridiche come formula augurale in occasione di lauree, dottorati e abilitazioni.

Ambito applicativo

L’espressione trova largo impiego nel linguaggio forense e accademico come formula di buon auspicio. Viene utilizzata nelle comunicazioni tra avvocati, nelle cerimonie di conferimentoConferimentoApporto di beni o servizi del socio alla società in cambio della partecipazione sociale, con obbligo di stima per i conferimenti in natura nelle s.p.a. (artt. 2342-2345 c.c.).Leggi il lemma completo → di incarichi professionali, nelle congratulazioni per il superamento dell’esame di abilitazione alla professione forense e nelle occasioni celebrative degli ordini professionali. Nel linguaggio comune, l’espressione ha acquisito un significato più ampio, venendo impiegata come augurio generico di successo e miglioramento.

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