Aberratio causae

Apr 16, 2026

Espressione latina che significa “deviazione della causa” e designa la situazione in cui l’evento voluto dall’agente si verifica, ma attraverso un decorso causale diverso da quello programmato.

Nel diritto penale la questione si pone quando l’evento è quello voluto dall’agente (stessa vittima, stesso tipo di lesione), ma il percorso eziologico è differente: ad esempio, Tizio vuole uccidere Caio avvelenandolo, ma Caio muore perché la sostanza gli provoca una reazione allergica imprevista anziché l’intossicazione programmata.

La dottrina prevalente ritiene che l’aberratio causae sia irrilevante ai fini dell’imputazione dolosa quando l’evento prodotto corrisponde a quello voluto: ciò che conta è che l’agente abbia voluto il risultato e che questo si sia effettivamente verificato, indipendentemente dalla specifica catena causale.

Si distingue dall’aberratio ictus (art. 82 c.p.), in cui l’offesa colpisce una persona diversa da quella cui era diretta, e dall’aberratio delicti (art. 83 c.p.), in cui si verifica un evento diverso da quello voluto.