L’azione revocatoria può, sì, essere esercitata anche da un creditore “eventuale” ma non meramente “ipotetico”

Ai sensi dell’art. 2901 cc, quale elemento costitutivo dell’azione revocatoria ordinaria è che colui che agisce in giudizio sia “creditore”, secondo una nozione lata di credito, non limitata in termini di certezza, liquidità ed esigibilità, ma estesa fino a comprendere le legittime ragioni o aspettative di credito e anche il credito eventuale sottoposto a condizione o a termine, nella veste di credito litigioso, sia che si tratti di un credito di fonte contrattuale oggetto di contestazione in separato giudizio sia che si tratti di credito risarcitorio da fatto illecito. Tuttavia, in tale nozione non rientra il credito meramente ipotetico, come quello previsto dall’art. 1954 cc a favore del fideiussore contro gli altri fideiussori in via di regresso (per la loro relativa porzione) se “ha pagato” quanto dovuto dal debitore principale. Infatti, il diritto di credito del cofideiussore sorge con il pagamento, mentre “l’aspettativa di credito” verso l’altro garante si concretizza allorché i beneficiari della fideiussione manifestino la volontà di riscuotere coattivamente il proprio credito.

Tribunale di Modena (Conte), sentenza n. 770 del 24 aprile 2015

Esito: Rigetto nel merito (7)

Classificazione:

| art. 1954 c.c. | art. 2901 c.c. |
(05) Capo V - Dei mezzi di conservazione della garanzia patrimoniale (artt. 2900-2906 cc), (22) Capo XXII - Della fideiussione (artt. 1936-1957 cc)
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