Ubi eadem ratio ibi eadem dispositio (dove c’è la stessa ragione, lì deve esserci la stessa regola) è un brocardo che esprime il fondamento logico dell’analogia legisAnalogiaProcedimento ermeneutico per colmare le lacune dell'ordinamento applicando la disciplina di un caso simile (analogia legis) o ricavandola dai principi generali (analogia iuris) — art. 12 preleggi.Leggi il lemma completo → (art. 12, co. 2, disp. prel. c.c.): quando una fattispecieFacti speciesLa fattispecie: situazione di fatto prevista dalla norma come presupposto degli effetti giuridici. Si distingue in astratta e concreta.Leggi il lemma completo → non è disciplinata dalla legge, si applicano le disposizioni che regolano casi simili o materie analoghe.
Il principio presuppone che la ratio della norma — la ragione giustificativa sottostante — si estenda anche al caso non espressamente previsto. L’interprete deve verificare che la somiglianza tra le fattispecie sia rilevante e che la norma non abbia carattere eccezionale (art. 14 disp. prel. c.c.), nel qual caso l’analogia è esclusa.
Il brocardo è complementare a cessante ratione legis cessat lex ipsaCessante ratione legis cessat lex ipsaBrocardo latino che esprime il principio per cui venuta meno la ragione della legge, cessa l'applicazione della legge stessa.Leggi il lemma completo → e si contrappone al principio ubi lex voluit dixit, ubi noluit tacuitUbi lex voluit dixit, ubi noluit tacuitDove la legge ha voluto ha detto, dove non ha voluto ha taciuto: il silenzio del legislatore è scelta deliberata, non lacuna colmabile per analogia (art. 12 preleggi).Leggi il lemma completo →, che privilegia l’interpretazione letteraleInterpretazioneAttività ermeneutica volta a determinare il significato di un atto normativo o negoziale. Regolata dall'art. 12 preleggi e, per il contratto, dagli artt. 1362-1371 c.c.Leggi il lemma completo →.
Powered by Gestiolex