Captatio benevolentiae (lett. “cattura della benevolenza”) è una tecnica retorica consistente nel tentativo di accattivarsi la simpatia e il favore dell’uditorio, del giudice o della controparte, mediante espedienti persuasivi che esulano dall’argomentazione in diritto o in fatto.
Nel linguaggio forense, l’espressione assume una connotazione prevalentemente negativa: la captatio benevolentiae indica il ricorso ad argomenti emozionali, ad appelli alla pietà o all’autorità, che non attengono al merito della causa. In ambito successorio, la locuzione rileva in relazione alla captazione della volontà del testatore (art. 624 c.c.): le disposizioni testamentarieTestamentoAtto revocabile con il quale taluno dispone, per il tempo in cui avrà cessato di vivere, di tutte le proprie sostanze o di parte di esse. Può essere olografo, pubblico o segreto. Disciplinato dagli artt. 587-623 del codice civile.Leggi il lemma completo → possono essere annullate quando sono l’effetto di doloVizi del consensoAnomalie nel processo di formazione della volontà negoziale che rendono il contratto annullabile: errore (artt. 1427-1433 c.c.), violenza (artt. 1434-1438 c.c.), dolo (artt. 1439-1440 c.c.).Leggi il lemma completo → o suggestione che abbia determinato la volontà del de cuiusDe cuiusIl defunto dalla cui morte si apre la successione ereditaria. Abbreviazione di "is de cuius hereditate agitur" (art. 456 c.c.).Leggi il lemma completo →, privandolo della libertà di autodeterminazione.
Powered by Gestiolex