Locuzione latina che significa “a lato”, “di fianco”, e designa nel linguaggio giuridico il giudice componente di un collegio diverso dal presidente e dal relatore-estensore.
Nei collegi giudicanti (Tribunale in composizione collegiale, Corte d’appello, Cassazione) il giudice a latere partecipa alla deliberazione e alla votazione della decisione con pari dignità e voto, pur non avendo le funzioni di direzione dell’udienza (riservate al presidente) né quelle di esposizione della causa e redazione della motivazione (riservate al relatore). In caso di dissenso, il giudice a latere può esprimere opinione dissenziente, che nel nostro ordinamento non viene tuttavia resa pubblica.
In ambito ecclesiastico e diplomatico l’espressione indica il legato a latere (legatus a latere), cardinale inviato dal Papa come suo rappresentante personale con pieni poteri.