Condominio: il Giudice non può sindacare il merito delle (formalmente legittime) delibere assembleari

In tema di condominio negli edifici, il sindacato dell’autorità giudiziaria sulle delibere assembleari non può estendersi alla valutazione del merito e al controllo della discrezionalità di cui dispone l’assemblea, quale organo sovrano della volontà dei condomini, ma deve limitarsi ad un riscontro di legittimità che, oltre ad avere riguardo alle norme di legge o del regolamento condominiale, può abbracciare anche l’eccesso di potere, purché la causa della deliberazioni risulti –sulla base di un apprezzamento di fatto del relativo contenuto- falsamente deviata dal suo modo di essere, in quanto anche in tal caso lo strumento di cui all’art. 1137 c.c. non è finalizzato a controllare l’opportunità o convenienza della soluzione adottata dall’impugnata delibera, ma solo a stabilire se la decisione collegiale sia, o meno, il risultato del legittimo esercizio del potere dell’assemblea. Ne consegue che esulano dall’ambito del sindacato giudiziale sulle deliberazioni condominiali le censure inerenti la vantaggiosità della scelta operata dall’assemblea sui costi da sostenere nella gestione delle spese relative alle cose e ai servizi comuni.

Tribunale di Modena (Castagnini), sentenza n. 202 del 8 febbraio 2019

NOTA:
In senso conforme, Tribunale di Modena (Castagnini), sentenza n. 1574 del 24 Settembre 2018, Tribunale di Modena (Gentili), sentenza n. 458 del 05 Marzo 2012, Tribunale di Modena (Gentili), sentenza n. 1739 del 25 Novembre 2009.

Esito: Rigetto nel merito (4)

Classificazione:

| art. 1137 c.c. |

(02) Capo II - Del condominio negli edifici (artt. 1117-1139 cc)
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