Il patto parasociale è l’accordo stipulato tra soci (o tra soci e terzi) al di fuori dell’atto costitutivo e dello statuto della societàSocietàContratto con cui due o più persone conferiscono beni o servizi per l'esercizio in comune di un'attività economica allo scopo di dividerne gli utili (art. 2247 c.c.).Leggi il lemma completo →, con il quale i contraenti si obbligano reciprocamente a tenere determinati comportamenti nell’esercizio dei diritti sociali (artt. 2341-bis e 2341-ter c.c.).
I principali patti parasociali sono: i sindacati di voto, con cui i soci si obbligano a esprimere il voto in assembleaAssembleaOrgano collegiale, deliberativo e a composizione variabile di un ente associativo o societario, attraverso il quale si forma la volontà comune dei suoi membri (soci, partecipanti, condòmini).Leggi il lemma completo → secondo quanto preventivamente concordato; i sindacati di blocco, che limitano la trasferibilità delle azioni; e i patti di consultazione, che impongono un preventivo confronto tra i soci prima dell’esercizio del voto.
Per le società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, l’art. 2341-ter c.c. impone la pubblicità dei patti parasociali mediante comunicazione alla società e dichiarazione in apertura di assemblea. La mancata dichiarazione comporta la sospensione del diritto di voto delle azioni sindacate.
I patti parasociali non possono avere durata superiore a cinque anni (art. 2341-bis, comma 2, c.c.); se stipulati a tempo indeterminato, ciascun contraente può recedere con preavviso di sei mesi.
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