La concessione amministrativa è il provvedimento ampliativo con cui la pubblica amministrazione attribuisce al privato (concessionario) nuovi diritti o facoltà, costituendo posizioni giuridiche che non preesistevano nella sua sfera. Si distingue dall’autorizzazione, che rimuove un limite all’esercizio di un diritto preesistente.

Le principali tipologie sono: la concessione di beniBeniCose che possono formare oggetto di diritti (art. 810 c.c.). Categoria fondamentale del diritto civile, comprensiva di beni mobili, immobili, materiali e immateriali.Leggi il lemma completo → pubblici (usoConsuetudoTermine latino che designa la consuetudine quale fonte del diritto, fondata sulla ripetizione costante di un comportamento (diuturnitas) unita al convincimento della sua giuridica obbligatorieta (opinio iuris).Leggi il lemma completo → esclusivo di un bene demaniale, come una spiaggia o un’area pubblica), la concessione di servizi pubblici (affidamentoAffidamentoTermine polisemico che indica nel diritto di famiglia l'attribuzione della responsabilità genitoriale (artt. 337-bis ss. c.c.); nel diritto civile la fiducia incolpevole tutelata dall'ordinamento; nel diritto penale una misura alternativa alla detenzione.Leggi il lemma completo → della gestione di un servizio a un privato) e la concessione di lavori pubblici.

La concessione è soggetta alla disciplina del codice dei contratti pubblici (d.lgs. 36/2023) quando ha rilevanza economica. Le controversie relative a concessioni di pubblici servizi appartengono alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativoGiurisdizione esclusivaGiurisdizione del giudice amministrativo estesa ai diritti soggettivi in materie tassative dove la PA agisce come autorità (art. 103 Cost.; art. 133 d.lgs. 104/2010).Leggi il lemma completo → (art. 133, co. 1, lett. c, c.p.a.).

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