Locuzione latina che significa “a titolo d’onore” e designa una carica, un titolo accademico o un incarico conferiti in via onorifica, senza corrispettivo economico e, frequentemente, senza l’esercizio effettivo delle funzioni connesse alla posizione.
L’espressione è diffusa in ambito accademico (laurea honoris causa, professore emerito), nel diritto degli enti (presidente onorario, consigliere ad honorem) e nel diritto pubblico (cittadinanza onoraria, cavaliere della Repubblica). In tali contesti il conferimento ha natura di riconoscimento del merito e non attribuisce al destinatario i doveri e i poteri propri del titolare effettivo della funzione.
In ambito forense, l’avvocato che presta la propria attività ad honorem rinuncia volontariamente al compenso, con le relative implicazioni fiscali e deontologiche. La prestazione gratuita non esclude la responsabilità professionale del difensore.