Summum ius summa iniuria (lett. «il sommo diritto è somma ingiustizia») è un celebre brocardo, già noto a Cicerone (De officiis, I, 10, 33), che esprime il rischio insito nell’applicazione rigida e letterale della norma giuridica, la quale può condurre a risultati sostanzialmente iniqui.
Il principio è alla base dell’esigenza di interpretazioneInterpretazioneAttività ermeneutica volta a determinare il significato di un atto normativo o negoziale. Regolata dall'art. 12 preleggi e, per il contratto, dagli artt. 1362-1371 c.c.Leggi il lemma completo → equitativa e del ricorso ai criteri ermeneutici teleologici e sistematici (art. 12 disp. prel. c.c.). L’equitàEquitàCriterio di giudizio e parametro integrativo del contratto (art. 1374 c.c.), della liquidazione del danno (artt. 1226 e 2056 c.c.), della riduzione della penale (art. 1384 c.c.) e del processo (artt. 113-114 c.p.c.).Leggi il lemma completo → interviene come correttivo dell’astrattezza della norma, adeguandola alle circostanze del caso concreto.
Nel diritto positivo, il principio trova espressione nella possibilità per il giudice di decidere secondo equitàAequitasPrincipio di equità che consente al giudice di temperare il rigore della norma, adeguando la decisione alle circostanze del caso concreto.Leggi il lemma completo → nei casi previsti dalla legge (art. 114 c.p.c.).
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