Definizione
Il possesso è il potere sulla cosa che si manifesta in un’attività corrispondente all’esercizio della proprietà o di altro diritto reale (art. 1140, comma 1, c.c.). Si tratta di una situazione di fatto, distinta dalla titolarità del diritto, che l’ordinamento tutela in quanto tale attraverso le azioni possessorie. Gli elementi costitutivi del possesso sono il corpus (relazione materiale con la cosa) e l’animus possidendi (volontà di esercitare sulla cosa un potere corrispondente a un diritto reale).
Disciplina normativa
La disciplina del possesso è contenuta negli artt. 1140-1170 c.c. Si può possedere direttamente o per mezzo di altra persona, che ha la detenzione della cosa (art. 1140, comma 2, c.c.). Il possesso si distingue dalla detenzione, nella quale il soggetto ha il potere materiale sulla cosa ma riconosce l’altruità del diritto (c.d. animus detinendi). La detenzione qualificata, esercitata nel proprio interesse, consente tuttavia l’esercizio dell’azione di manutenzione (art. 1168, comma 2, c.c.).
Acquisto e perdita del possesso
Il possesso si acquista con l’apprensione materiale della cosa accompagnata dall’animus possidendi. L’acquisto può avvenire a titolo originario (occupazione, spossessamento) o a titolo derivativo (consegna o traditio). Il possesso si perde quando viene meno il corpus o l’animus. L’art. 1141 c.c. stabilisce la presunzione di possesso in capo a chi esercita il potere di fatto sulla cosa: si presume che chi detiene possieda, salvo che si provi che il potere è iniziato come detenzione.
Accessione e successione nel possesso
Il successore a titolo universale continua il possesso del defunto con i medesimi caratteri (art. 1146, comma 1, c.c.). Il successore a titolo particolare può unire al proprio possesso quello del suo autore per goderne gli effetti, in particolare ai fini dell’usucapione (art. 1146, comma 2, c.c.). L’accessione del possesso opera solo se vi sia un valido titolo di acquisto e la consegna o tradizione del bene.
Effetti del possesso
Il possesso produce rilevanti effetti giuridici. In primo luogo, il possesso continuato per il tempo stabilito dalla legge conduce all’usucapione: venti anni per i beni immobili (art. 1158 c.c.), dieci anni per i beni mobili in presenza di buona fede e titolo idoneo (art. 1161 c.c.). In secondo luogo, il possessore di buona fede fa propri i frutti percepiti fino al giorno della domanda giudiziale (art. 1148 c.c.). Infine, il possessore di buona fede di beni mobili ne acquista immediatamente la proprietà in virtù della regola “possesso vale titolo” (art. 1153 c.c.).
Azioni possessorie
Le azioni possessorie sono l’azione di reintegrazione (o di spoglio) e l’azione di manutenzione. L’azione di reintegrazione è concessa a chi è stato violentemente o occultamente spogliato del possesso e deve essere esercitata entro un anno dallo spoglio o dalla sua scoperta (art. 1168 c.c.). L’azione di manutenzione tutela il possessore ultrannale di un immobile, di un diritto reale su immobile o di un’universalità di mobili contro le molestie e le turbative (art. 1170 c.c.).
Giurisprudenza modenese
- Usucapione di terreni agricoli – Possesso ultraventennale – Comportamento inequivocabilmente dominicale
- Usucapione – Possesso pacifico e non clandestino – Elementi costitutivi del possesso ad usucapionem
- Possesso del comproprietario e usucapione della quota altrui – Requisiti
- Prova della proprietà nella domanda di rivendica – Necessità del titolo originario o del possesso utile
- Usucapione di beni immobili – Necessità di possesso ultraventennale uti dominus
- Divieto di cumulo tra giudizio possessorio e petitorio – Nozione di giudizio petitorio
- Azione di reintegrazione nel possesso – Ripristino dello stato dei luoghi
- Spoglio del possesso – Accertamento in base alla concreta situazione dei luoghi
- Tutela possessoria – Irrilevanza delle questioni di natura petitoria
- Usucapione — Onere della prova del corpus e dell’animus possidendi