Interpello

Apr 14, 2026

Definizione

L’interpello è lo strumento con il quale un soggetto interpella formalmente un’autorità pubblica per ottenerne un parere o una pronuncia vincolante in ordine all’interpretazione e all’applicazione di norme a una fattispecie concreta. Il termine assume significati diversi a seconda del contesto giuridico in cui viene utilizzato: tributario, giuslavoristico e, più in generale, amministrativo.

Interpello tributario

L’interpello tributario, disciplinato dall’art. 11 della L. 27 luglio 2000, n. 212 (Statuto dei diritti del contribuente), come modificato dal D.Lgs. 24 settembre 2015, n. 156, consente al contribuente di ottenere un parere dell’Agenzia delle Entrate in ordine all’applicazione delle disposizioni tributarie a casi concreti e personali. Si distinguono quattro tipologie: ordinario interpretativo, qualificatorio, probatorio, antiabuso, nonché l’interpello disapplicativo. Il silenzio dell’amministrazione equivale a condivisione della soluzione prospettata dal contribuente (silenzio-assenso).

Interpello in materia di lavoro

L’interpello in materia di lavoro è disciplinato dall’art. 9 del D.Lgs. 23 aprile 2004, n. 124: consente alle organizzazioni sindacali, alle associazioni di categoria, agli ordini professionali e agli enti pubblici di formulare quesiti di ordine generale al Ministero del lavoro in ordine all’applicazione delle norme in materia di lavoro e legislazione sociale. Le risposte fornite dal Ministero orientano l’attività ispettiva e vincolano gli uffici periferici.

Interpello giudiziale (tutela dei crediti retributivi)

In ambito lavoristico esiste inoltre una nozione processuale di interpello: l’invito formale al debitore a dichiarare le proprie posizioni in ordine a un obbligo. Nel processo civile, il concetto si ritrova nell’interpello dei legatari e creditori ereditari (art. 481 c.c.) o nell’interrogatorio non formale ex art. 117 c.p.c.

Interpello sul diritto di precedenza

Nella disciplina dei contratti a termine e del lavoro part-time, il datore di lavoro è tenuto a interpellare i lavoratori in ordine all’esercizio del diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo indeterminato (art. 24 D.Lgs. 81/2015) o alla trasformazione del rapporto da tempo parziale a tempo pieno, configurando un onere procedimentale la cui violazione può generare responsabilità risarcitoria.