La giurisprudenza (dal latino iuris prudentia, conoscenza del diritto) indica, nel linguaggio giuridico contemporaneo, il complesso delle decisioni emanate dagli organi giurisdizionali nell’esercizio della funzione giudicante, nonché gli orientamenti interpretativi che da esse si ricavano.
In senso stretto, si distingue tra giurisprudenza di legittimità (le pronunce della Corte di cassazione e della Corte costituzionale) e giurisprudenza di merito (le decisioni dei tribunali e delle corti d’appello). La giurisprudenza non è formalmente fonte del diritto nell’ordinamento italiano, a differenza dei sistemi di common law, ma esercita un’influenza determinante sull’interpretazioneInterpretazioneAttività ermeneutica volta a determinare il significato di un atto normativo o negoziale. Regolata dall'art. 12 preleggi e, per il contratto, dagli artt. 1362-1371 c.c.Leggi il lemma completo → e sull’applicazione delle norme.
La funzione nomofilattica della Corte di cassazione (art. 65 ord. giud.) mira ad assicurare l’uniforme interpretazione della legge. Le pronunce delle Sezioni Unite hanno particolare autorevolezza e, pur non vincolanti, orientano in modo decisivo la giurisprudenza successiva.
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