De iure condito (lett. “sul diritto stabilito”) indica la prospettiva di analisi del diritto vigente, della norma così come essa è attualmente in vigore nell’ordinamento.
L’espressione si contrappone a de iure condendo: ragionare de iure condito significa interpretare e applicare il diritto positivo esistente, senza sovrapporre all’analisi giuridica valutazioni di opportunità o proposte di riforma. Il giudice è tenuto a decidere de iure condito, applicando la legge vigente al caso concreto, anche quando ritenga la disciplina inadeguata o ingiusta — salvo sollevare questione di legittimità costituzionale ove ne ravvisi il presupposto. La locuzione è di uso costante nella giurisprudenza e nella dottrina per delimitare il campo dell’indagine giuridica rispetto alla politica del diritto.