De iure condendo (lett. “sul diritto da stabilire”) indica la prospettiva di analisi rivolta al diritto come dovrebbe essere, alle riforme legislative auspicate, alle proposte di modifica dell’ordinamento vigente.
L’espressione si contrappone a de iure condito (“sul diritto vigente”): mentre quest’ultima attiene all’interpretazione e all’applicazione del diritto positivo esistente, la prospettiva de iure condendo riguarda la politica legislativa e le proposte di riforma. Nel discorso giuridico, la distinzione è fondamentale: l’interprete e il giudice operano de iure condito, applicando la legge vigente; il legislatore e la dottrina propositiva ragionano de iure condendo, prospettando soluzioni normative nuove. Le osservazioni de iure condendo sono frequenti nelle note a sentenza e nei contributi dottrinali.