Concorrenza

Apr 14, 2026

Definizione

La concorrenza è il confronto competitivo fra più imprenditori che operano sullo stesso mercato e che si contendono la clientela attraverso la qualità dei prodotti, i prezzi, l’organizzazione, la pubblicità e gli altri strumenti propri dell’attività d’impresa. La concorrenza è un principio cardine dell’ordinamento economico, tutelato dalla Costituzione (art. 41 Cost.) nella misura in cui la libertà di iniziativa economica privata incontra il limite del rispetto dell’altrui libertà di impresa e dell’utilità sociale.

Il codice civile disciplina la concorrenza sotto due profili principali: da un lato, la libertà di concorrenza, che può essere convenzionalmente limitata nei casi previsti dall’art. 2596 c.c.; dall’altro, la concorrenza sleale, che individua i comportamenti vietati fra imprenditori perché idonei a falsare il corretto svolgimento del confronto competitivo (art. 2598 c.c.). A queste discipline si aggiunge la normativa antitrust (L. 287/1990 e regolamenti europei), che vieta le intese restrittive, l’abuso di posizione dominanteAbusoEsercizio formalmente legittimo ma sviato di un diritto o potere: abuso del diritto, abuso del processo, abuso di posizione dominante, abuso di dipendenza economica e abuso edilizio.Leggi il lemma completo → e le concentrazioni pregiudizievoli per il mercato.

La concorrenza sleale

L’art. 2598 c.c. individua tre categorie di atti di concorrenza sleale: gli atti di confusioneConfusioneModo di estinzione dell'obbligazione che si verifica quando le qualità di creditore e debitore si riuniscono nella stessa persona (art. 1253 c.c.). Opera di diritto, tipicamente per successione ereditaria, cessione del credito o fusione societaria.Leggi il lemma completo → (usoConsuetudoTermine latino che designa la consuetudine quale fonte del diritto, fondata sulla ripetizione costante di un comportamento (diuturnitas) unita al convincimento della sua giuridica obbligatorieta (opinio iuris).Leggi il lemma completo → di nomi, segni distintivi o imitazione servile di prodotti altrui), gli atti di denigrazione e di appropriazione di pregi altrui, e ogni altro atto non conforme ai principi della correttezzaBuona fedePrincipio generale dell'ordinamento che opera come buona fede soggettiva (ignoranza di ledere l'altrui diritto) e come buona fede oggettiva o correttezza (dovere di lealtà e cooperazione nei rapporti obbligatori). Disciplinata dagli artt. 1147, 1175, 1337, 1366, 1375 c.c.Leggi il lemma completo → professionale idoneo a danneggiare l’altrui aziendaAziendaComplesso dei beni organizzati dall'imprenditore per l'esercizio dell'impresa (art. 2555 c.c.). Universalità di beni mobili e immobili, materiali e immateriali, funzionalmente coordinati per lo svolgimento di un'attività economica organizzata. La sua circolazione è disciplinata dagli artt. 2556-2560 c.c. e, sotto il profilo lavoristico, dall'art. 2112 c.c.Leggi il lemma completo →. La norma tutelaTutoreSoggetto nominato dal giudice tutelare per la cura personale e l'amministrazione del patrimonio del minore o dell'interdetto (artt. 343-389 c.c.; artt. 414-432 c.c.).Leggi il lemma completo → l’interesse dell’imprenditoreImpresaAttività economica organizzata, professionalmente esercitata per la produzione o lo scambio di beni o servizi. Il soggetto che la esercita è l'imprenditore (art. 2082 c.c.). Si distingue in piccola impresa (art. 2083 c.c.), agricola (art. 2135 c.c.) e commerciale (art. 2195 c.c.). L'azienda (art. 2555 c.c.) ne è lo strumento oggettivo.Leggi il lemma completo → al leale svolgimento del confronto competitivo e, indirettamente, l’interesse generale dei consumatori e del mercato.

La concorrenza sleale è un illecito di mero pericolo: non richiede la provaProvaStrumento processuale per dimostrare la verità dei fatti rilevanti (artt. 2697-2739 c.c., 202-266 c.p.c.): onere della prova, mezzi di prova, ammissione, assunzione, valutazione.Leggi il lemma completo → del dannoDannoPerdita o pregiudizio che una persona subisce nella sfera giuridicamente protetta. Presupposto dell'obbligo risarcitorio nella responsabilità contrattuale (art. 1218 c.c.) ed extracontrattuale (art. 2043 c.c.).Leggi il lemma completo → concreto, essendo sufficiente l’idoneità dell’atto a produrre un pregiudizio all’altrui attività. L’art. 2600 c.c. prevede la presunzionePresunzioniConseguenze che la legge o il giudice trae da un fatto noto per risalire a un fatto ignoto. Si distinguono in legali (assolute o relative) e semplici, queste ultime ammesse dal giudice solo se gravi, precise e concordanti.Leggi il lemma completo → di colpaCulpaEspressione latina che designa la colpa nelle sue diverse forme, distinte per gravita (lata, levis, levissima) o per tipologia (in contrahendo, in eligendo, in vigilando, in educando, in faciendo, in omittendo).Leggi il lemma completo → a carico dell’autore dell’atto, che può essere vinta solo provando l’assenzaAssenzaCondizione giuridica della persona che abbia cessato di comparire nel suo ultimo domicilio o residenza, e di cui non si abbiano più notizie da almeno due anni (artt. 49-57 c.c.).Leggi il lemma completo → di colpaColpaCriterio soggettivo di imputazione della responsabilità consistente nella violazione di un dovere di diligenza, prudenza o perizia, ovvero nell'inosservanza di leggi, regolamenti o discipline. Si distingue dal dolo per la mancanza della volontà dell'evento dannoso (artt. 1218, 1176, 2043 c.c.; 43 c.p.).Leggi il lemma completo →. Gli strumenti di tutela sono l’azione inibitoriaInibitoriaProvvedimento giurisdizionale che ordina la cessazione di una condotta illecita o ne vieta la reiterazione. Può essere definitiva o cautelare.Leggi il lemma completo →, l’azioneDomanda giudizialeAtto con cui una parte chiede al giudice una pronuncia su un diritto o un rapporto giuridico. Produce effetti sostanziali e processuali dal momento della notificazione.Leggi il lemma completo → di rimozione degli effetti e il risarcimento del danno, oltre alla pubblicazione della sentenza a spese del soccombente.

La concorrenza sleale parassitaria

La concorrenza parassitaria è una figura elaborata dalla giurisprudenzaGiurisprudenzaComplesso delle decisioni dei giudici su una determinata materia, nonché l'attività interpretativa del diritto svolta dagli organi giurisdizionali.Leggi il lemma completo → e ricondotta alla clausolaClausolaSingola disposizione contenuta in un contratto o atto di autonomia privata, quale unità minima di disciplina del rapporto: può essere essenziale o accidentale, tipica o atipica, predisposta unilateralmente o frutto di trattativa.Leggi il lemma completo → generale dell’art. 2598, n. 3, c.c. Consiste nell’imitazione sistematica e continuativa delle iniziative commerciali di un concorrente, attuata senza un apporto originale e tesa ad avvantaggiarsi del lavoro altrui. Può essere diacronica, quando l’imitazione avviene nel tempo replicando le iniziative di un concorrente già affermato, oppure sincronica, quando avviene in contemporanea. La lesività consiste nello sfruttamento del valore economico delle strategie concorrenziali elaborate dal soggetto imitato.

Il patto di non concorrenza

Il patto di non concorrenzaPatto di non concorrenzaClausola contrattuale con cui un soggetto si obbliga a non svolgere attività in concorrenza con l'altra parte, soggetta a limiti di oggetto, luogo e tempo.Leggi il lemma completo → è il contrattoContrattoAccordo di due o più parti per costituire, regolare o estinguere un rapporto giuridico patrimoniale (art. 1321 c.c.). Requisiti essenziali: accordo, causa, oggetto e forma. Ha forza di legge tra le parti (art. 1372 c.c.).Leggi il lemma completo → con cui una parte si obbliga a non svolgere una determinata attività economica in concorrenza con l’altra, entro limiti di tempo, oggetto e territorio. L’art. 2596 c.c. prevede che il patto debba essere circoscritto a una determinata zona o attività, non possa eccedere la durata di cinque anni e debba essere provato per iscritto. Nel rapporto di lavoro subordinato, l’art. 2125 c.c. dispone la nullitàNullitàForma più grave di invalidità del contratto, che opera di diritto, è rilevabile d'ufficio e imprescrittibile. Prevista per violazione di norme imperative, illiceità o difetto di elementi essenziali (artt. 1418-1424 c.c.).Leggi il lemma completo → del patto di non concorrenza se non risulta da atto scritto, se non è pattuito un corrispettivo a favore del lavoratore e se il vincolo non è contenuto entro determinati limiti di oggetto, tempo e luogo; la durata massima è di cinque anni per i dirigenti e di tre anni negli altri casi.

Analoga disciplina si rinviene per l’agente di commercio (art. 1751-bis c.c.), per il quale il patto di non concorrenza successivo alla cessazione del contratto deve essere stipulato per iscritto, riguardare la stessa zona, clientela e tipologia di beniBeniCose che possono formare oggetto di diritti (art. 810 c.c.). Categoria fondamentale del diritto civile, comprensiva di beni mobili, immobili, materiali e immateriali.Leggi il lemma completo → del contratto di agenziaAgenziaContratto con cui una parte (agente) assume stabilmente l'incarico di promuovere, per conto dell'altra (preponente), la conclusione di contratti in una zona determinata, dietro retribuzione (artt. 1742-1753 c.c.).Leggi il lemma completo →, non eccedere la durata di due anni e prevedere un’indennitàIndennizzoSomma dovuta a compensazione di un pregiudizio derivante da atto lecito o previsione normativa, distinta dal risarcimento da illecito.Leggi il lemma completo → di natura non provvigionale.

Lo storno di dipendenti

Lo storno di dipendentiStornoSottrazione al concorrente di dipendenti o clientela: integra concorrenza sleale ex art. 2598, n. 3, c.c. solo se connotata da animus nocendi e da modalità contrarie alla correttezza professionale.Leggi il lemma completo → consiste nell’assunzione di personale proveniente da un’impresa concorrente e costituisce atto di concorrenza sleale soltanto quando sia attuato con modalità sleali, ossia con l’animusAnimusElemento soggettivo e volitivo dell'atto giuridico. Assume diverse declinazioni: animus donandi, possidendi, derelinquendi, novandi, confitendi.Leggi il lemma completo → nocendi diretto non tanto a procurarsi la prestazionePrestazioneOggetto dell'obbligazione: comportamento di dare, fare o non fare cui il debitore è tenuto, suscettibile di valutazione economica e corrispondente a un interesse del creditore (art. 1174 c.c.).Leggi il lemma completo → lavorativa del dipendente quanto a disgregare l’altrui organizzazione aziendale, acquisendo segreti commerciali, know-howKnow-howInsieme di conoscenze tecniche, industriali e commerciali riservate, dotate di valore economico, tutelate come segreto commerciale ex artt. 98-99 c.p.i. Requisiti: segretezza, valore economico, misure adeguate di protezione.Leggi il lemma completo → o clientela. La libera circolazione dei lavoratori e la libertà di iniziativa economica consentono, in linea di principio, il trasferimento di un dipendente da un imprenditore a un altro; il confine con l’illecito concorrenziale si coglie nelle modalità e nelle finalità dell’operazione.

La disciplina antitrust

La tutela della libera concorrenza sul mercato è affidata alla L. 287/1990 (Norme per la tutela della concorrenza e del mercato) e, sul piano europeo, agli articoli 101 e 102 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. Sono vietati le intese restrittive della concorrenza, l’abuso di posizione dominanteAbuso di posizione dominanteCondotta illecita dell'impresa che sfrutta la propria forza di mercato per ostacolare la concorrenza o imporre condizioni inique (art. 3 l. 287/1990; art. 102 TFUE).Leggi il lemma completo → e le concentrazioni che ostacolano in modo significativo la concorrenza effettiva. La giurisprudenza civile affronta frequentemente il tema della nullità dei contratti “a valle” di intese antitrust e dei conseguenti rimedi risarcitori per i consumatori e gli imprenditori danneggiati. La vigilanza è affidata all’Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM) e, sul piano europeo, alla Commissione.

Giurisprudenza modenese

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