Accertamento – metodo induttivo “puro” – lacune nei prospetti delle rimanenze – discrezionalità di scelta del metodo di accertamento – legittimità dell’avviso di accertamento.

È legittimo ricorrere all’accertamento induttivo “puro” quando vi siano delle lacune nei prospetti delle rimanenze (nella specie, taluni beni erano privi dell’indicazione del loro valore).
L’Amministrazione finanziaria ha il potere/dovere di optare per il metodo di accertamento che, meglio degli altri, riesca ad individuare la reale capacità contributiva del contribuente. Tale scelta è discrezionale ed insindacabile, di talché il contribuente, in assenza di pregiudizio sostanziale, non ha titolo a dolersene. Quando invece le risultanze emerse dall’accertamento induttivo appaiano incongrue rispetto alla situazione concreta, il giudice può annullare l’atto impositivo tenendo conto anche della metodologia adottata per l’accertamento.

Commissione Tributaria Provinciale di Modena, sez. III (pres. Mottola, rel. Previdi), sentenza n. 246 del 17 maggio 2019

NOTA:
In arg. cfr. pure Cass. n. 2873/2017.

Esito: Rigetto nel merito (1)

Classificazione:

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D.P.R. n. 600 del 1973, Tributario

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