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apr 22

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Annullamento del contratto: dolo negoziale e dovere di correttezza

Per aversi dolo contrattuale – determinante od incidente che sia – è necessario che il contraente realizzi un raggiro della controparte, indotta così in errore, ossia ad avere una falsa rappresentazione della realtà. Non integra pertanto un’ipotesi di dolo contrattuale il comportamento di chi stipuli l’accordo con la volontà, non manifestata, di non dar corso alle proprie obbligazioni, allo scopo di ricavare i benefici derivanti dall’altrui adempimento, poiché la violazione dell’art. 1337 c.c. (che estende l’obbligo di buona fede alle trattative precontrattuali) non implica invalidità del contratto, e inoltre gli artt. 1175 e 1375 c.c. (che impongono rispettivamente correttezza e buona fede nell’esecuzione del contratto) presuppongono rapporti obbligatori e negozi giuridici validi ed efficaci, sicché non possono essere utilmente invocati con riferimento all’annullamento degli atti di volontà negoziale (Nella specie, l’affiliato aveva giudizialmente richiesto l’annullamento del contratto di affiliazione commerciale per dolo determinante dell’affiliante, che – con preordinazione – aveva omesso di fornirgli supporto ed assistenza nonché il promesso pacchetto clienti. In applicazione del principio di cui in massima, il Giudice ha rigettato la domanda).

Trib. Modena, Giud. Dott. Cifarelli M., 8 maggio 2007

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