Il passaggio in giudicato del decreto ingiuntivo per tardività dell’opposizione

Il decreto ingiuntivo non opposto tempestivamente acquista autorità ed efficacia di cosa giudicata, che è da intendersi estesa non soltanto al rapporto dedotto in giudizio e a tutti gli accertamenti che costituiscono i necessari antecedenti logico-giuridici della pronuncia, ma anche all’inesistenza di fatti estintivi, impeditivi o modificativi del rapporto e del credito, sicché rimane preclusa la possibilità di esaminare la domanda / eccezione riconvenzionale risarcitoria eventualmente proposta dall’opponente.

Tribunale di Modena (Di Pasquale R.), sentenza n. 1057 del 6 luglio 2012

Legittimati passivi ed attivi dell’azione per garanzia decennale ex art. 1669 cc

Sebbene dettato in materia di appalto, l’art. 1669 cc configura un’ipotesi di responsabilità extracontrattuale di ordine pubblico sancita per ragioni e finalità di interesse generale, ed è estensibile al venditore che sia stato anche costruttore (o appaltatore con potere direttivo e/o di controllo) del bene venduto, mentre la legittimazione attiva spetta all’acquirente nonché all’amministratore condominiale per le eventuali parti comuni.
Tribunale di Modena (Di Pasquale R.), sentenza n. 1202 del 17 settembre 2010

L’opposizione a sanzione amministrativa delimita i vizi dell’atto impugnato

Nel procedimento di cui agli artt. 22 e 23 L. n. 689/1981, il Giudice non può rilevare d’ufficio della legge ragioni d’illegittimità del provvedimento opposto che non siano state dedotte tempestivamente dall’opponente con il ricorso introduttivo del giudizio.

Tribunale di Modena (Sanguanini M.), sentenza n. 1736 del 25 novembre 2010

L’oblazione nel caso di errore nella determinazione della sanzione amministrativa

Con riguardo al pagamento delle sanzioni amministrative in misura ridotta, ai sensi dell’art. 16 L. 24 novembre 1981 n. 689, nel caso in cui la contestazione del trasgressore sia limitata alla sola entità della sanzione, egli ha diritto di versare la somma che ritiene dovuta (come terza parte della sanzione considerata conforme a legge), senza essere vincolato alla determinazione (eventualmente erronea) della sanzione contenuta nel verbale di accertamento, il quale, quindi, non può costituire ostacolo all’oblazione stessa.

Le trattative non sfociate in una transazione possono comunque comportare interruzione della prescrizione

Anche le trattative per comporre bonariamente la vertenza possono comportare l’interruzione della prescrizione ai sensi dell’art. 2944 cod. civ., quando dal comportamento di una delle parti risulti il riconoscimento del contrapposto diritto di credito e che la transazione è, quindi, mancata solo per questioni attinenti alla liquidazione, e non anche all’esistenza, di tale diritto.

Tribunale di Modena (Saracini E.), sentenza n. 242 del 19 febbraio 2013

Dic 05

Mediazione – Nozione – Condizioni per la spettanza della provvigione

Nel contratto di mediazione il mediatore deve porre in essere un’attività finalizzata a mettere in contatto le parti, al fine di far loro concludere un contratto e, solo se il contratto viene concluso grazie all’opera del mediatore, questi può esigere un compenso. Tra il contratto stipulato e l’attività di mediazione deve sussistere un nesso causale, seppur minimo, come la semplice indicazione dell’altro contraente

Tribunale di Modena (Cividali S.) sentenza n. 107 del 19 gennaio 2016

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Dic 05

Inadempimento o inesatto adempimento di una obbligazione – Oneri probatori delle parti

In tema di prova dell’inadempimento o dell’inesatto adempimento di una obbligazione, il creditore che agisca per la risoluzione contrattuale, per il risarcimento del danno o per l’adempimento deve provare la fonte negoziale del suo diritto e il relativo termine di scadenza, limitandosi ad affermare l’inadempimento della controparte, mentre al debitore convenuto spetta la prova del fatto estintivo dell’altrui pretesa, costituito dall’avvenuto adempimento

Tribunale di Modena (Cividali S.) sentenza n. 106 del 19 gennaio 2016

NOTA:
In senso conforme, Cassazione Civile sezione 3 sentenza n. 826 del 20/01/2015.

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Dic 05

Azione revocatoria ordinaria – Vendita dell’unico immobile di proprietà del debitore – Prova della scientia damni anche a mezzo di presunzioni

In caso di vendita da parte del debitore dell’unico immobile di sua proprietà la consapevolezza del debitore e del terzo acquirente del pregiudizio arrecato alle ragioni del creditore può ritenersi in re ipsa. In questo caso incombe sul debitore l’onere di provare che il proprio patrimonio residuo sia sufficiente a soddisfare ampiamente le ragioni del creditore. Tale consapevolezza può essere provata sulla base di presunzioni (elementi indiziari possono essere ad esempio il pagamento di un prezzo inferiore a quello di mercato o la presenza di un vincolo di parentela tra debitore e terzo).

Tribunale di Modena (Cividali S.) sentenza n. 105 del 19 gennaio 2016

NOTA:
In senso conforme, Cassazione Civile sezione 2 sentenza n. 13404/2008 e Cassazione Civile sezione 3 sentenza n. 5359/2009.

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Dic 05

L’omessa o tardiva citazione del testimone

L’intimazione di cui all’art. 250 C.p.c. implica l’onere della parte intimante di assicurare la effettiva conoscenza, da parte del teste intimato e nei termini previsti dall’art. 103 Disp. Att. C.p.c., della convocazione all’udienza di assunzione prove; a tal fine i mezzi previsti dall’art. 255 C.p.c. sono idonei ma per aversi intimazione occorre che le formalità di notificazione risultino compiutamente espletate e sia dimostrata l’effettiva conoscenza dell’intimazione, non potendosi, altrimenti, ritenere compiuta la fattispecie dell’intimazione testimoniale, quanto, se mai, solo un suo “tentativo”.
La decadenza prevista dall’art. 104 disp. att. c.p.c. trova applicazione non solo nell’ipotesi di omessa notificazione dell’atto di intimazione al teste, ma anche nell’ipotesi di notificazione dell’atto avvenuta con inosservanza del termine previsto dal comma 1 dell’art. 103 Disp. Att. C.p.c.
La decadenza per omessa o tardiva intimazione a testi è rilevabile d’ufficio (artt. 104 disp. att. c.p.c. e 208 c.p.c.).

Tribunale di Modena (Pagliani G.), ordinanza del 30 novembre 2016

NOTA:
In senso conforme, Tribunale di Modena (Pagliani G.), sentenza n. 1842 del 26 novembre 2010, Tribunale di Modena (Pagliani G.), ordinanza del 25 marzo 2010.

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Nov 28

Fornitura di merce: garanzia per i vizi e danno all’immagine nei confronti della committenza

In tema di fornitura di merce, il costo economico dei vizi del materiale fornito deve essere sopportato dal fornitore quando quest’ultimo non abbia formulato in giudizio istanze istruttorie volte ad addebitare il danneggiamento ad un’errata esecuzione del trasporto e non abbia, in ogni caso, eccepito la sussistenza della clausola “porto franco” nell’ordine confermato dal compratore.
L’istanza per il risarcimento dell’asserito danno all’immagine nei confronti del committente finale, causato dai difetti della merce, va invece respinta ove i medesimi siano evidentemente riconducibili a fattori non rientranti nella sfera di controllo del compratore.

Tribunale di Modena (Siracusano P.) sentenza n. 94 del 16 gennaio 2016

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