I presupposti dell’exceptio inadimpleti contractus

L’eccezione di inadempimento ex art. 1460 cc postula un nesso sinallagmatico preciso, ossia un rapporto di corrispettività e contemporaneità, fra la prestazione sospesa e quella di cui si pretende l’adempimento.
Tribunale di Modena (Farolfi A.), sentenza n. 1347 del 11 ottobre 2010

La surroga dell’assicuratore

Il credito dell’assicuratore che agisce in surroga è un’obbligazione di valore, quindi sottratta al principio nominalistico, e deve essere quantificata dal giudice, anche d’ufficio, tenendo conto della svalutazione monetaria sopravvenuta fino al giorno della liquidazione.

Tribunale di Modena (Rovatti A.), sentenza n. 1896 del 1° dicembre 2010

L’infermità fisica non basta a pronunciare l’interdizione

Un’infermità meramente fisica non giustifica la pronuncia dell’interdizione. La persona che versi in siffatto stato, posta di fronte alla necessità del concreto compimento di atti e negozi giuridici, potrebbe ricorrere all’istituto della rappresentanza.
Tribunale di Modena (Cigarini R.), 21 aprile 2000

La notifica all’imprenditore individuale

La citazione di un imprenditore individuale ovvero di una impresa individuale ha come destinatario la persona fisica dell’imprenditore stesso e va quindi notificata a quest’ultimo secondo le regole delle notificazioni a persone fisiche ex art. 138 ss. c.p.c., privilegiando, circa il luogo in cui la notifica deve essere eseguita, la residenza effettiva, mentre la residenza anagrafica può costituire soltanto un indizio – presunzione per la sua individuazione; indizio che può essere superato sulla base di qualsivoglia elemento di convincimento idoneo a dimostrare la dimora abituale del soggetto in luogo diverso.

Tribunale di Modena (Cigarini R.), sentenza n. 209 del 21 febbraio 2014

Esecuzione forzata: lite temeraria e interesse al giudizio di merito successivo all’opposizione

In tema di esecuzione forzata, il giudizio di merito successivo all’opposizione può essere introdotto per ottenere unicamente la condanna della controparte ex art. 96 cpc a condizione che con l’opposizione stessa sia contestualmente richiesto l’accertamento dell’inesistenza del titolo e che questo sia di formazione non giudiziale.
Tribunale di Modena (Cifarelli M.), sentenza n. 799 del 15 maggio 2012

Mar 11

Per la revoca giudiziale dell’amministratore condominiale è obbligatoria l’assistenza tecnica dell’avvocato

È inammissibile il ricorso per la revoca dell’amministratore di condominio ai sensi dell’art. 1129 comma 3 c.c. proposto da un condomino personalmente senza l’assistenza di un difensore.

Tribunale di Modena (pres. Tibaldi A.G., est. Pagliani G.), decreto del 22 febbraio 2016

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Mar 02

Il versamento diretto del contributo al mantenimento nelle mani della prole

In assenza di domanda da parte della prole maggiorenne, non può essere disposto il versamento diretto del contributo al mantenimento nelle mani della prole stessa.

Tribunale di Modena (pres. Tibaldi A.G., est. Pagliani G.), decreto del 17 febbraio 2016

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Feb 16

La modifica delle condizioni di affidamento e mantenimento di prole di genitori non coniugati

Nei procedimenti di modifica delle condizioni di affidamento e mantenimento di prole di genitori non coniugati vige la medesima regola di tutte le statuizioni in tema di affidamento dei minori, applicata nei procedimenti di separazione e divorzio, ovvero la modificabilità e revocabilità, ove ne sorga la necessità, di tutti i provvedimenti emanati.

Il principio regolatore della materia della modifica delle condizioni di affidamento e mantenimento di prole, anche di genitori non coniugati, si esprime con la formula rebus sic stantibus, che indica una regola di immodificabilità in presenza dei medesimi presupposti di fatto, che in questi casi esclude anche l’intangibilità assoluta del giudicato.

In tema di affidamento e mantenimento di prole di genitori non coniugati, in assenza di modifiche rilevanti della situazione di fatto preesistente, non sussiste alcun motivo a sostegno di una diversa regolamentazione del regime precedentemente stabilito.

Trib. Modena (pres. Russo E., est. Pagliani G.), decreto n. 412 del 3 febbraio 2016

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Feb 16

Padre e figlio con lo stesso nome: i limiti alla rettifica

– Il diritto al nome è un diritto soggettivo incomprimibile della persona, la quale, tra l’altro, non può sceglierlo al momento della nascita e, una volta attribuito, il nome costituisce il simbolo dell’identità personale: identifica il soggetto nei suoi tratti essenziali e lo fa riconoscere nel contesto di appartenenza.

– Al momento dell’attribuzione al minore, il contenuto minimo del diritto al nome posa su tre principi fondamentali: a) il nome non deve esporre il minore al ridicolo o alla vergogna; b) il nome deve rispecchiare il sesso del minore; c) il nome deve perseguire il fine di realizzare il diritto all’identità personale.

– Il diritto al nome è una situazione giuridica soggettiva protetta dal diritto internazionale e comunitario quanto al soggetto che lo porta; i riferimenti cardine sono rinvenibili nell’art. 8 CEDU (rispetto della vita privata e familiare), anche in combinato disposto con l’art. 14 CEDU (divieto di discriminazione).

– Il disposto dell’art. 34, primo comma, DPR n. 396/2000, è in contrasto con i principi internazionali laddove tale norma venga utilizzata al fine di modificare il nome di una persona adulta, così mutando le generalità in uso fin dalla nascita ed incidendo su un dato essenziale dell’identità personale del soggetto.

– Non può essere imposto il mutamento del nome di una persona adulta, di quaranta anni di età, in base al divieto di attribuire a un bambino il medesimo nome del padre, stabilito dall’art. 34, primo comma, DPR n. 396/2000.

Tribunale di Modena (pres. Gin Tibaldi A., rel. Pagliani G.), decreto n. 7981 del 22 dicembre 2015

NOTA:
A quanto consta, non vi sono precedenti editi in termini.

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Nov 21

Duplice fruizione elusiva benefici “prima casa”

Deve ritenersi elusiva – perché finalizzata a beneficiare illegittimamente per due volte dei benefici fiscali “prima casa” – l’operazione con cui un coniuge doni la propria quota della metà di un immobile acquistato con la suddetta agevolazione e poi acquisti un altro immobile, utilizzando denaro proveniente da una donazione del coniuge previa opzione per il regime patrimoniale della separazione dei beni, fruendo di nuovo della medesima agevolazione “prima casa” non rinvenendosi nel complesso degli atti posti in essere alcuna apprezzabile ragione economica ma solo un indebito risparmio di imposta.

Commissione Tributaria Provinciale Modena, sez. III (pres. Bruschetta, rel. Mottola), 3 aprile 2015, n. 360

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